Di Paolantonio: "Dovremo essere bravi a reggere l'impatto col PalaDozza. Boniciolli? Mi ha dato tanto" - 6 dic

Scritto da  Dic 06, 2016

Dopo la sconfitta del PalaRuggi, la Fortitudo tornerà in campo giovedì per il turno infrasettimanale. Al PalaDozza arriva Roseto, una delle squadre rivelazioni di questo avvio di campionato. Proprio in vista di quella sfida, abbiamo intervistato in esclusiva Emanuele Di Paolantonio.

Il coach teramano in estate ha raccolto l’eredità di Trullo, tornato a Ferrara, ed è diventato capo allenatore di Roseto. Dopo una lunga trafila come assistant coach, ecco la prima volta nel doppio ruolo di capo allenatore e direttore sportivo. Di Paolantonio, che in carriera è stato anche il vice di Recalcati, ritroverà Stefano Comuzzo e Matteo Boniciolli. Con entrambi ha condiviso un’annata cestistica nella sua Teramo, in quelle che furono le prime esperienze da assistente. Con Comuzzo lo è stato di Pancotto nel 2004/2005, mentre lo è stato di Boniciolli nel 2005/2006 (in un’annata nella quale c’era anche Fultz in biancorosso). “Con Boniciolli sono stato davvero bene” dice Di Paolantonio ricordando quell’annata. “È una grande persona, prima che un ottimo professionista. Mi ha dato tanto, coinvolgendomi molto in quella che fu una delle mie prime esperienze. È sempre un piacere rincontrare lui, ma anche ritrovare Stefano Comuzzo. Anche con lui ho vissuto un bellissimo anno, da assistenti di Cesare Pancotto”.

Di certo, come esordio da capo allenatore non c’è male. Il bilancio recita sette vinte e tre perse, con Roseto che è stata anche in testa alla classifica. Dal mercato sono arrivati giocatori esperti (Fultz e Amoroso su tutti) e un americano che ha dimostrato di poter fare la differenza, come Adam Smith. L’ultimo innesto, in ordine di tempo, è stato Brandon Sherrod. L’americano, autore del canestro decisivo nel derby con Chieti, è arrivato quando è stato tagliato Lewis-Briggs. Dopo un precampionato non semplice, è arrivata una vittoria importantissima alla prima giornata, quando Roseto espugnò Verona. Due punti che hanno dato fiducia alla squadra e, dal punto di vista mentale, hanno contribuito in maniera non indifferente alle sei vittorie successive. “Il precampionato non è stato semplice” dice ancora Di Paolantonio. “Ma è stato condizionato da alcuni fattori. Primo fra tutti la lunga assenza di Fultz, che al momento è il nostro unico play di ruolo. Poi da una serie di cambi in corsa, e dal fatto che gli americani sono arrivati a metà settembre. Lo stesso Amoroso è arrivato solo prima del torneo di Campli, in cui ha giocato senza essersi mai allenato. Per questo, la prima vera settimana di precampionato è stata quella che ha preceduto l’esordio con Verona. Da quella vittoria esterna abbiamo preso fiducia e da lì è stato un po’ più semplice tornare in palestra a lavorare”.

Dando una rapida occhiata alle statistiche, a parte Smith, c’è una sorta di uniformità nella produzione dei punti della sua squadra. Da ciò si può dedurre che in ogni gara, oltre a lui, c’è stato un protagonista diverso. Penso ai 22 di Mei con Chieti, solo per fare un riferimento all’ultima gara. Può essere questa una delle armi di Roseto?

“Sicuramente si, nel senso che questa è una squadra vera. Lo ha dimostrato quando siamo andati a vincere a Recanati senza Smith, in un momento in cui viaggiava a 31 di media. Ci mancavano i suoi punti, eppure abbiamo vinto lo stesso rimontando da meno diciassette. Siamo stati squadra anche quando abbiamo perso contro Treviso, all’ultimo tiro. In quella occasione Fultz si era fatto male in corso d’opera. La forza dei ragazzi è quella di ergersi, a turno, a protagonisti. Ma sono tutti giocatori che lo hanno nelle corde”.

Giovedì sarà la sua prima volta da head coach al PalaDozza. Sensazioni?

“Ne parlavo proprio qualche giorno fa col mio vice. Sarà una grande emozione entrare su quel parquet come capo allenatore. Lo ritengo, probabilmente, il palazzetto più bello in Italia. Sicuramente è quello con più atmosfera”.

A proposito di atmosfera. Pensa che la sua squadra possa accusare l’impatto col PalaDozza?

“Sicuramente la Fossa riesce a trasmettere una carica incredibile alla propria squadra. Ci metteranno pressione e dovremo essere bravi a reggerla. Ma nella squadra c’è il giusto mix di esperienza per farlo. Penso agli ex Fultz e Amoroso, che magari questo impatto lo subiranno meno. Andiamo a giocarcela con la mente libera, quella di chi deve salvarsi e affronta una squadra che ha un obiettivo totalmente diverso dal nostro”.

Rimanendo in tema Fortitudo. L’ultimo acquisto dei biancoblu, salutato Roberts, è stato Nikolic

“Se Boniciolli e il suo staff hanno ritenuto di fare questo cambio, sicuramente avevano le loro buone motivazioni. Nikolic sta facendo bene, è un giocatore di stazza fisica molto prezioso per il gioco di Boniciolli. Può essere importante su ambo le metà campo ed è un 3 che può andare a giocare spalle, sfruttando il fatto di incontrare avversari più piccoli. A livello strategico, sa aprire il campo in tanti modi”.

Poi, potrebbe essere una chiave tattica della gara il duello Knox-Sharrod

Knox, in questo momento, è uno dei migliori lunghi del campionato. Oltre ad avere impatto a rimbalzo, dice la sua anche in fase offensiva. È un giocatore in grado di costruirsi il suo tiro in situazioni di post basso. Brandon è un rookie, che gioca in maniera diversa rispetta a Knox. Però, spero che sia il reparto lunghi di Roseto ad avere la meglio su quello di Bologna. Una delle chiavi della gara potrebbe essere qui”.

foto: www.rosetosharks.com

Ultima modifica il Martedì, 06 Dicembre 2016 19:27
Andrea Bonomo

Abruzzese trapiantato a Bologna, scrive per 1000 Cuori Rossoblu da Ottobre 2014.