Ravenna bestia (bianco)Nera. La Virtus cade ancora in Romagna - 1 Feb

Scritto da  Feb 02, 2017

Ravenna colpisce ancora. Segafredo battuta per 76-69. (parziali: 22-14; 44-25; 60-45)

ORASI RA:  Smith 14, Scaccabarozzi n.e., Sgorbati 3, Chiumenti 8, Marks 12, Raschi 10, Masciadri 8, Tambone 19, Crusca, Seck n.e., Sabatini 2. All. Martino

SEGAFREDO BO: Spissu 3, Umeh 14, Pajola, Spizzichini 9, Petrovic n.e., Rosselli 7, Michelori 8, Oxilia 2, Penna 2, Lawson 21, Bruttini 3. All. Ramagli

Seconda sconfitta in fila per la Segafredo che sbatte ancora contro l’ostacolo Ravenna, già giustiziera dei bianconeri nel match di andata. Gara che sin dalle prime battute si capiva non sarebbe andata nella direzione che coach Ramagli ed il suo staff auspicavano. Ospiti infatti sempre costretti all’inseguimento della truppa romagnola, brava ad incrementare il proprio vantaggio con ritmo costante. Alla Virtus non sono bastati gli ultimi minuti di una partita già ampiamente compromessa nei quali, però, ancora una volta è uscito il carattere di un gruppo che non molla mai.

Il match scorre inizialmente sui binari dell’equilibrio, con ambo le compagini pronte a scambiarsi colpi a ripetizione. Lawson rimane il principale riferimento, costantemente cercato dai compagni. Sul fronte opposto funziona bene l’asse Tambone-Smith, ai quali si aggiunge il jumper di Sgorbati valido per il primo tentativo di fuga dei padroni di casa. Bologna fatica a trovare punti da mani diverse da quelle del proprio centro made in USA e Ravenna ne approfitta. La difesa ospite, a fatica, riesce comunque a contenere le incursioni avversarie che trovano gloria con la conclusione vincente di Marks, sulla sirena che chiude i primi 10’ di gioco. Ravenna avanti sul punteggio di 22-14. Padroni di casa che dilagano in avvio di secondo quarto. Contropiede e precisione da oltre l’arco le armi sfoderate dai biancorossi che non lasciano scampo alle Vu nere. In soli due giri di lancette gli ospiti, decisamente lontani dalla forma migliore, battono i denti sul -17 (31-14), non riuscendo a trovare il bandolo della matassa nella propria fase offensiva. La boccata di ossigeno per la Segafredo è garantita dalla tripla del neo acquisto Bruttini, a cui si sommano i liberi di Spizzichini utili a finalizzare un mini break per contenere lo svantaggio. Smith domina nel pitturato, poi approfitta di una palla persa in uscita dal timeout di Ramagli per il proprio slam dunk in contropiede. Lo stesso fondamentale tecnico-tattico che Bologna non riesce ad utilizzare con la medesima efficacia. Ravenna banchetta su ogni errore bianconero, superando agilmente le 20 lunghezze di vantaggio. Margine che appare incolmabile per le sorti dei bolognesi che riescono con grinta a recuperare qualcosina prima della pausa lunga, grazie all’impiego della zona e alla mano di Rosselli.

Al rientro in campo, ancora protagonista la retroguardia bianconera. Sempre schierata a zona, la Segafredo trova un importante parziale con cui cerca di ricucire lo strappo. I romagnoli rispondono sfruttando il proprio marchio di fabbrica, il tiro da tre, con cui spengono sul nascere le velleità ospiti. Tambone per due volte e poi Raschi inaugurano il “triple contest” con cui Ravenna spedisce nuovamente le Vu nere a -23 (56-33). Anche Spissu si iscrive alla stessa gara, ma non basta. Mancano precisone e brillantezza agli attacchi della Ramagli-band, la cui ricerca della via del canestro rimane costantemente ricca di insidie. Mira che continua a scarseggiare ancora in avvio dell’ultimo periodo di gioco, questa volta su ambo i fronti. La Virtus tenta con orgoglio una rimonta che avrebbe dell’incredibile per i valori mostrati in campo, ma ogni tentativo viene puntualmente respinto dalle bombe del solito Tambone. La OraSì controlla con disinvoltura (forse troppa?) la gara sino al momento Umeh. Il n°3 bianconero si accende all’improvviso e con 9 punti in fila porta i suoi sotto la doppia cifra di svantaggio. Coach Martino è costretto all’immediato timeout per spezzare il ritmo bianconero e riordinare le idee dei propri uomini, evidentemente frastornati dal repentino cambio di ritmo di una contesa che appariva già segnata. Il tecnico fischiato a Rosselli interrompe la cavalcata bianconera, ma Tambone non ne approfitta facendo 0/2 a cronometro fermo. Sul fronte opposto Lawson non controlla un ottimo assist, vanificando ancora una volta il buon momento ospite. Il pressing a tutto campo è una giusta scelta tattica di Ramagli e porta in dote una tripla di importanza capitale firmata Spizzichini. La Virtus ferma il cronometro commettendo fallo a ripetizione come da classico copione. Chiumenti realizza solo uno dei suoi viaggi in lunetta, mentre sul fronte opposto l’attacco sbagliato da Pajola pone la parola fine alle vane speranze bianconere. La sirena finale sancisce la vittoria romagnola per 76-69.

Gara complicata quella dei bianconeri che sin dall’inizio sono apparsi fuori partita. Non può bastare il solito Lawson che, nonostante non sia ancora al 100% dopo il recente trauma alla caviglia, è risultato ancora una volta il migliore realizzatore dei suoi. È mancato l’apporto del gruppo sia in termini di finalizzazione sia in fase difensiva, sin qui l’arma in più sfoderata dalla Segafredo. Le precarie condizioni fisiche dei propri effettivi (anche Spissu ancora tormentato dal recente infortunio) e l’innesto di un nuovo componente del gruppo che ancora deve entrare nei meccanismi di gioco, sono solo alibi parziali. Battuta d’arresto che ci può stare nella quale non bisogna dimenticare la reazione nel finale, sintomo di una squadra che, mentalmente, è presente. Ora è necessario recuperare le energie in vista del prossimo impegno casalingo contro un’avversario, Ferrara, che un girone fa beffò i bianconeri proprio sull’ultima sirena. Ai posteri l’ardua sentenza. 

Ultima modifica il Giovedì, 02 Febbraio 2017 18:33