Verso Virtus-Capo d'Orlando, le parole di Ramagli - 7 Ott

Scritto da  Ott 07, 2017

Domani, la Virtus farà il suo esordio casalingo. Le V nere non disputavano una regular season al PalaDozza dal 1996. Quella con Capo d'Orlando sarà una sfida che sancirà il ritorno dei bianconeri a Piazza Azzarita. Il contorno è sempre quello dell'entusiasmo che ha accompagnato la squadra in tutta l'estate. Un entusiasmo che si riflette nei dati degli abbonamenti. “È la prima partita in casa e c'è grande entusiasmo – dice Alessandro Ramagli - Vogliamo avere le prime sensazioni positive davanti al nostro pubblico. Giocare in casa ci darà una scarica di adrenalina. Ma dovremo essere bravi a non farci coinvolgere troppo dal clima di entusiasmo. Dobbiamo pensare al campo e ad una gara difficile. Affrontiamo una squadra molto solida, che si è appena qualificata per i gironi di Champions. Dovremo avere tutta la pazienza del mondo e non affrettare le cose. Servirà una squadra attenta, equilibrata e razionale”.

 

TRENTO. La sconfitta della prima giornata, per il modo in cui è maturata, lascia l'amaro in bocca. Ma, allo stesso tempo, ha fatto capire gli aspetti sui quali la squadra deve lavorare. Lo sa bene Ramagli. “La prima giornata ha fatto capire quali insidie possano nascondersi in ogni partita. A Trento ci ricordiamo tutti come è finita. Ma non come è andata la partita. Se ci ricordiamo questo, la leggiamo in una dimensione diversa la nostra prestazione. Resta il rammarico per quella sconfitta e, in più, abbiamo mostrato difetti sui quali dobbiamo lavorare ancora. Trento ha provato a toglierci la circolazione della palla. Abbiamo cercato Slaughter soprattutto quando era marcato da Silins. Ma non sempre lo abbiamo fatto. Le abitudini comuni bisogna tradurle in fatti. Slaughter è un creatore di gioco. Slaughter è un grande creatore di gioco. Diffido molto delle squadre che vincono perché fanno canestro da tre. Se vuoi vincere devi avere più punti in area dei tuoi avversari. Oppure, devi giocare contro le strategie degli altri.

 

AVVERSARI. Un ritorno al passato recente, prima di rivolgere lo sguardo alla gara di domani. “Capo d'Orlando è una squadra nuova. Rispetto allo scorso anno, è rimasto solo Mario Delas. È lui uno dei tre che creano gioco. È un professore, un lungo atipico che sa giocare in post. Gli altri sono Engin Atsur e Damien Inglis. Il primo lo conosco bene, visto che ha fatto il primo anno da rookie con me a Treviso. È un play nella vera accezione del termine. Inglis ha esuberanza fisica, ma non solo. È un grande assist man. Hanno Edwards che sa giocare a tutto campo e uno contro uno. E in più un giocatore interessante come Arnoldas Kulboka. Non ci sarà Stojanovic,, che sta recuperando dall'infortunio al ginocchio. Hanno perso contro Pistoia, dopo una partita complicata dal punto di vista delle energie mentali. Adesso vorranno riscattarsi”.

 

INFORTUNI E SQUALIFICHE. Stefano Gentile non ci sarà. La prossima settimana servirà per valutare quando potrà tornare. Pajola aveva giocato solo venti minuti contro Reggio. La squadra non lo conosceva molto come play, visto che si era allenato poco con la squadra. Questo è il motivo per il quale ho scelto di accorciare le rotazioni. Ho subito allertato Alessandro (Gentile) e Guido (Rosselli). Da domani, la rotazione si allarga anche a Pajola. La squalifica a Gentile? Le proteste sono proteste. Non ho visto, giudico per quello che sento. Ma se il referto lo ha stabilito appartiene al gioco delle parti”.

 

MERCATO. Chiusa finale sulla ricerca del “4”. “Abbiamo avuto l'autorizzazione, tra la fine del torneo di Montichiari e la prima di campionato, di vagliare quattro opzioni. Ma nessuna di queste si è concretizzata per motivi differenti. O non ci ha convinto. Adesso continuiamo la ricerca. Adesso sappiamo che potrebbe esserci un mercato con i tagli dai training camp. Anche se, vedo guardie e play. Ruoli che non ci interessano al momento. Non dobbiamo aspettare nessun Messia. Sappiamo che nella nostra volontà c'è quella di aggiungere un giocatore. Prenderne uno tanto per farlo non avrebbe senso. Deve essere un giocatore che possa dare un mano al gruppo”.

video Laura Tommasini - SportPress

 

Ultima modifica il Sabato, 07 Ottobre 2017 15:56
Andrea Bonomo

Abruzzese trapiantato a Bologna, scrive per 1000 Cuori Rossoblu da Ottobre 2014.