Venezia passa al Paladozza, ma gli applausi sono tutti per i bianconeri - 29 Ott

Scritto da  Ott 30, 2017

SEGAFREDO BO: A. Gentile 19, Umeh 5, Pajola n.e., Petrovic n.e., Ndoja 6, Rosselli 3, Lafayette 7, Aradori 18, S. Gentile 6, Lawson 16, Slaughter. All. Ramagli.7

REYER VE: Haynes 8, Peric 18, Johnson 19, Bramos 8, De Nicolao 2, Jenkins 9, Orelik 17, Bolpin n.e, Ress, Biligha, Cerella, Watt 7. All. De Raffaele.

 

“Per me è un altro grande passo in avanti. Abbiamo giocato alla pari contro i campioni d’Italia”. Queste le parole di un soddisfatto coach Ramagli, al termine di una gara intensa e ben giocata, che ha visto i suoi ragazzi sconfitti di misura da una Reyer mai doma. Intensità, fisicità e voglia di non arrendersi mai le chiavi di un match duro e piacevole da guardare, deciso solo al fotofinish. I veneti apparivano in controllo sin dalle prime battute, sfruttando immediatamente il proprio marchio di fabbrica: il tiro da tre. Haynes straccia la retina da oltre l’arco, ma sul fronte opposto risponde subito A. Gentile con un gioco da tre punti. Gli ospiti tentano la fuga, approfittando di qualche passaggio a vuoto della retroguardia bianconera. La Segafredo subisce il colpo, ma reagisce con veemenza. Guidata da un ottimo Aradori, realizza un parziale di 9-0 con cui ribalta il risultato in proprio favore. Bologna prosegue la propria marcia portandosi sul 25-14 sul finire della prima frazione, sfruttando cinicamente l’asse Aradori-Lawson. Di De Nicolao, al 10’, i liberi utili alla Reyer per ridurre il gap a 9 lunghezze. Rosselli affonda la bimane in contropiede dopo ottimo recupero difensivo, ma Peric risponde subito sul fronte opposto. Orelik si conferma tiratore micidiale da oltre l’arco e brucia la retina con due bombe in fila. I padroni di casa non si lasciano impressionare, e prima con Aradori, poi con Umeh, rispondono con la stessa moneta. I bianconeri continuano a premere sull’acceleratore sfruttando la verve di Lawson, vero e proprio rebus per la retroguardia di coach De Raffaele. La Virtus, con il jumper a bersaglio di A. Gentile, vola a +17 (45-28), ma nel basket si sa, non è mai finita. Venezia, infatti, dimezza lo svantaggio grazie a Bramos, approfittando anche delle rivedibili decisioni della terna che mandano i presenti su tutte le furie. Alla pausa lunga, però, è ancora la Ramagli band a comandare le operazioni sul 47-39.

 

Al rientro in campo il ritmo di gara cambia totalmente. Venezia sfrutta benissimo il tandem Johnson-Peric, trovando ben quattro bombe in fila.  La Virtus ribatte ogni colpo con pazienza e grazie alla leadership di A. Gentile e le pesanti triple di Ndoja, rimane davanti. I campioni in carica mostrano tutto il proprio talento e, ancora con lo scatenato Johnson, trovano l’ennesima bomba che riporta gli ospiti ad un solo punto di svantaggio (62-61 al 26’). Il timeout di Ramagli è obbligato e utile per ritrovare la calma che le Vu nere rischiavano di perdere per strada. Bramos si vede sputare dal ferro il tiro del sorpasso, mentre sul fronte opposto la conclusione a bersaglio di un solido Aradori è ossigeno puro per i padroni di casa. Lafayette subisce un antisportivo ed è glaciale a cronometro fermo. Lawson continua la sua partita perfetta, risultando una vera spina nel fianco per gli ospiti, costretti a subire l’imperiosa schiacciata rovesciata del numero 25 in maglia Segafredo. La Reyer rimane a contatto grazie alla classe di Jenkins, ma la tripla di Lafayette riaccende gli animi al Paladozza. Al 30’ risultato pressoché invariato sul 75-68. Venezia piazza un nuovo parziale di 6-0 ritornando ad una sola lunghezza di svantaggio. S Gentile risponde alla sua maniera: due “tiri ignoranti” a bersaglio e nuovo +7. Sembra il preludio ad un nuovo allungo ma l’attacco bianconero si blocca di colpo, trovando solo un punto dalla lunetta con Slaughter. I campioni d’Italia sfruttano il momento e con pazienza ed esperienza trovano prima il pareggio in campo aperto con Johnson, poi il nuovo sorpasso con un facile layup di Watt. Aradori riporta in vantaggio i bianconeri con una bomba di importanza capitale. Le compagini appaiono stanche e le polveri bagnate su ambo i fronti costituiscono una prova. Il ferro aiuta i padroni di casa sputando una tripla dal sapore di condanna scoccata da Bramos. Gli arbitri si ingoiano il fischietto non sanzionando dei falli più che evidenti su Aradori. A. Gentile fa 0/2 dalla linea della carità nel momento sbagliato del match, prima del quinto fallo di Slaughter che manda Bramos in lunetta. Il numero 6 in maglia Reyer ne segna solo uno, peggio fa il compagno Haynes sbagliandoli entrambi al turno successivo. Gentile corregge l’errore di Lafayette a poco più di 4” dall’ultima sirena, lasciando i giochi ancora aperti. Venezia si gode un altro giro in lunetta con Watt che sbaglia il secondo. La palla finisce nelle mani di Rosselli, la cui preghiera agli dei del basket da oltre metà campo non viene ascoltata. Al 40’ sono i campioni d’Italia ad uscirne vincitori.

 

Una sconfitta che brucia per come si è materializzata, ma che non deve affatto ridimensionare questa Virtus. Padroni di casa che sono stati superiori agli avversari per larghi tratti del match, salvo poi peccare di precisione nel momento cruciale. Sono stati infatti gli errori tecnici a condannare i bianconeri, che si vedono sfuggire di mano una vittoria ampiamente meritata. La Reyer ha potuto sfruttare la propria panchina, certamente più lunga nelle rotazioni rispetto a quella della Segafredo. Palma del migliore in campo da consegnare sicuramente a Lawson, autore di una splendida prestazione all around che ci si augura possa essere spesso replicata. Sottotono Umeh, apparso decisamente in difficoltà su ambo i fronti. Un peccato, ma questa Virtus ha le carte in regola per continuare a stupire. Tra sette giorni ci sarà Milano, altro test durissimo in considerazione della sconfitta odierna dei meneghini. Il tutto in attesa che il mercato possa regalare il giocatore che coach e società cercano per allungare le rotazioni. Stay tuned.

Ultima modifica il Lunedì, 30 Ottobre 2017 20:25