Crisi Virtus? A Brindisi arriva la quarta sconfitta in fila - 19 Nov

Scritto da  Nov 19, 2017

 

La Virtus non sa più vincere. Passa Brindisi per 79-75 (parziali: 18-17; 34-29; 56-58).

 

HAPPY CASA BR: Suggs 10, Tepic 10, Oleka, Mesicek 13, Cardillo 2, Sirakov n.e., Moore 26, Canavesi n.e, Giuri 4, Petracca n.e., Lalanne 8, Randle 6. All. Dell’Agnello.

SEGAFREDO BO: A. Gentile 20, Chessari n.e., Umeh 5, Pajola, Petrovic n.e., Ndoja 10, Lafayette 5, Aradori 25, Lawson 2, Slaughter 8. All. Ramagli.

 

Orfana di S. Gentile, out causa febbre, la Segafredo è di scena in quel di Brindisi, fanalino di coda del campionato, alla ricerca di una vittoria che troppo spesso è ultimamente sfuggita dalle mani dei bianconeri. La gara comincia a seguito del minuto di raccoglimento in onore di Gianluca Mattioli, arbitro prematuramente scomparso nei giorni scorsi. I primi punti sono per i bianconeri grazie alla solita azione di forza di A. Gentile. Slaughter inchioda la bimane nell’azione seguente mentre sul fronte opposto è Mesicek, con una tripla, a muovere il tabellone per i padroni di casa. La spinta brindisina non si esaurisce e sull’asse Suggs-Moore la Happy Casa trova il primo vantaggio del match. La Virtus accusa il colpo, affidandosi troppo spesso ad iniziative individuali che non portano alcun vantaggio. Dopo 3’ di digiuno gli ospiti ritrovano la via del canestro grazie al libero del solito A. Gentile, ma le medie dal campo continuano ad essere deficitarie. Il copione non muta sino alla prima sirena dove è ancora lo scugnizzo in maglia n. 0 a trovare un canestro importante per ridurre ad una sola lunghezza (18-17) lo svantaggio.  Brindisi continua a banchettare a rimbalzo offensivo, sfruttando le seconde chance per punire da oltre l’arco. Lawson viene cancellato da Oleka, inducendo Ramagli al timeout nel tentativo di riorganizzare le idee di una Virtus decisamente irriconoscibile. Il break non produce alcun effetto: gli errori al tiro ed il gioco stagnante rimangono una costante, Brindisi ne approfitta per tentare la fuga con il jumper di Tepic che vale il massimo vantaggio pugliese (26-19). Nonostante gli errori a ripetizione gli ospiti non mollano: i liberi di capitan Ndoja sono ossigeno puro per le Vu nere che, alla pausa lunga, riducono il gap a sole cinque lunghezze sul 34-29.

 

Al rientro in campo gli ospiti sembrano cambiare marcia. Parziale di 0-5 firmato da Lafayette e A. Gentile e giochi nuovamente in parità in meno di un giro di lancette. La gara sale di ritmo e intensità, si gioca su ogni pallone ed il risultato rimane costantemente in bilico. Il solito A. Gentile viene lasciato libero di punire da oltre l’arco, ma le sue conclusioni si infrangono continuamente sul ferro. Discorso diverso quando sfrutta la sua esuberanza fisica per attaccare, rendendo vano qualunque tentativo di difesa degli uomini di coach Dell’Agnello. Il gioco riprende dopo alcuni istanti di pausa forzata dovuti ad un malfunzionamento del tabellone, ma il leitmotiv rimane lo stesso. Brindisi sempre avanti con Bologna che rimane in scia. Si accende la sfida nella sfida tra Moore e Aradori, che rende il match decisamente più accattivante. La Segafredo si ricorda di saper girare bene la palla, trovando ottime soluzioni che valgono il nuovo vantaggio. Al 30’ ospiti avanti sul 56-58. I colpi si susseguono con ritmo frenetico, sino alla nuova parità a quota 62 al minuto 33. La gara ritorna ad abbassare la propria qualità a causa di 2’ in cui le perse per ambo le compagini, condite da ben due falli in attacco ospiti, sono le uniche protagoniste. Brindisi trova un pesantissimo parziale di 5-0 che riporta i pugliesi a condurre le danze, aumentando la pressione sugli uomini di coach Ramagli. La bomba di Aradori vale il nuovo -2, Suggs manda a bersaglio solo uno dei due liberi a disposizione lasciando in bilico la contesa. Percorso netto, invece, per Randle bravo a spingere le Vu nere a più di un possesso di distanza quando sul cronometro mancano 22”. Si cerca un tiro da oltre l’arco per riaccendere le speranze, ma il passaggio di Aradori non viene tenuto da Umeh. Ennesima persa banale ed evitabile che condanna la Virtus alla sconfitta. La sirena finale sancisce il successo dei padroni di casa per 79-75.

 

 

Una Virtus irriconoscibile e che appare aver perso fiducia in tutti i propri mezzi. Troppi ed evitabili gli errori che, per la quarta volta in fila, impediscono alla Segafredo di centrare il bersaglio grosso. Tanti indizi, a volte fanno una prova, e forse siamo giunti ad un bivio in cui le scelte societarie dovranno segnare, una volta per tutte, il cammino che dovrà essere tenuto per il proseguo della stagione. Una panchina che definire corta è un eufemismo, idee in campo che non appaiono chiare, stando al match odierno, e troppi individualismi non possono che nuocere ad una squadra che continua a disporre di ampie risorse per ottenere ben altro tipo di risultati. Occorre un deciso cambio di passo, altrimenti passare dalla padella alla brace rischia di essere davvero un passo molto breve.