Verso Virtus-Cremona, le parole di Ramagli - 2 Dic

Scritto da  Dic 02, 2017

 

Torna in campo la Virtus, dopo la sosta per le Nazionali. L'avversario di turno sarà Cremona, squadra allenata proprio dal coach Azzurro Meo Sacchetti. “Affrontiamo una squadra che può contare su molti giocatori di esperienza. Hanno Travis e Drake Diener. E quest'ultimo l'ho allenato a Teramo. Poi, possono sfruttare la fisicità dei giocatori americani. Johnson Odom ha nelle sue corde il coast to coast. È una delle sue principali caratteristiche e lo dimostra il fatto che sia il miglior giocatore per produzione di punti in contropiede. Cremona è una squadra attinente alla filosofia cestistica del suo coach. E di Sacchetti consociamo tutti le qualità. Lo dimostrano il triplete con Sassari ed il fatto che alleni la Nazionale. Oltre a questo, affrontiamo una squadra che ha nel roster parecchi mancini. E a riguardo vi racconto un aneddoto. Quando ero assistente di Crespi, a Biella, avevamo una struttura difensiva che si basava sul togliere la mano destra agli avversari. Quando sfidammo Reggio Emilia, che aveva quattro mancini, questa struttura venne stravolta. Non è questo il nostro caso. Abbiamo mantenuto le nostre regole.

 

VERSO LA SFIDA.Per noi sono state due settimane particolari. Nella prima non abbiamo avuto a disposizione Pietro Aradori, Ale Gentile e Klaudio Ndoja. Ma nell'amichevole con Pesaro abbiamo fatto vedere che stavamo lavorando con attenzione. Quella di domani sarà una partita molto importante. Ci dà la possibilità di muovere la classifica. E abbiamo la necessità di farlo, dopo quattro sconfitte consecutive. Pietro ha avuto un piccolo problema: un virus gastrointestinale che l'ha tenuto fuori giovedì e venerdì. Ma oggi si è allenato normalmente. Baldi Rossi? Come cambiamo con lui dobbiamo ancora vederlo. Aggiungiamo un giocatore che ha caratteristiche utili per la squadra. L'ho allenato in Nazionale Under 18 e ho ritrovato quelle caratteristiche di allora. È un 4 che da all'attacco non profondità ma ampiezza. Sa aprire il campo e ribaltare la palla agli esterni. Questo tipo di giocatori hanno bisogno di meno tempo per inserirsi nei meccanismi di squadra. Quando cambi struttura devi fare una serie di adattamenti . Dobbiamo giocare meglio a pallacanestro in un periodo di gioco più lungo. E questo si ottiene solo lavorando insieme. L'identità di squadra si riconosce anche dall'essere solida e costante nell'arco dei 40'.

 

Andrea Bonomo

Abruzzese trapiantato a Bologna, scrive per 1000 Cuori Rossoblu da Ottobre 2014.