Virtus, dal nuovo ruolo di Baraldi alla fiducia in Ramagli. E sulla squadra... - 12 Dic

Scritto da  Dic 12, 2017

 

Tra la fiducia rinnovata a Ramagli e la strigliata fatta ai giocatori, c'è da registrare il nuovo ruolo plenipotenziario di Baraldi all'interno della Virtus. Un nuovo ruolo che passa anche da un mea culpa. Si potrebbe riassumere così la conferenza stampa andata in scena nel primo pomeriggio all'Arcoveggio. Con Luca Baraldi, c'erano anche Claudio Albertini e Daniele Fornaciari.

 

 

 

NUOVO RUOLO. “Abbiamo delle responsabilità davanti ai tifosi – dice Baraldi – Abbiamo iniziato questa stagione per riportare la Virtus agli onori che le competono. Può capitare di vincere, come di perdere. Ma devono esserci dei valori che devono rispecchiare il nome della Virtus. In A2 eravamo una famiglia. Quest'anno sono arrivati molti giocatori importanti per una squadra che può contare su grandi individualità. Ma serve un mea culpa. Abbiamo scritto Segafredo sulle maglie e quando gioca la Virtus portiamo le immagini in tutto il mondo. Abbiamo finanziato la società, ma non ce ne siamo occupati a tempo pieno. In questa società c'è una parte tecnica che gode della nostra stima. Un Presidente, Bucci, che non può essere messo assolutamente in discussione. E un allenatore che ha vinto la Coppa Italia ed il Campionato e non può essere diventato un brocco dopo tre mesi. Non hanno sbagliato solo Ramagli e la squadra, ma anche la società”. Dal mea culpa alla comunicazione relativa al suo nuovo ruolo. “Abbiamo deciso, in accordo con Albertini e Fornaciari, di sintetizzare il presidio della proprietà attraverso una figura. Dopo l'uscita di Vecchi avevamo pensato di ridistribuire le deleghe. Ma in alcune situazioni occorre la presenza di qualcuno in un ruolo di rappresentanza. Non è giusto che si esponga l'allenatore. Deve farlo la proprietà. Abbiamo deciso di sintetizzare quel ruolo nella mia figura. Non sarò un Ad, ma un membro del Cda deputato ad essere più presente all'interno della società. Nel giro di una settimana cerchiamo di individuare le problematiche. A livello di prestazioni e dal punto di vista comportamentale. Non entro nell'ambito tecnico perché non mi compete”.

 

MOTIVAZIONI. Poi, la strigliata ai giocatori. “Nelle ultime partite la squadra ha trovato meno motivazioni – prosegue Baraldi - Domenica abbiamo perso contro una squadra che non prende stipendi. Eppure in campo hanno messo una grande voglia. Rappresento un imprenditore serio, che fa dell'etica e della puntualità nei pagamenti due punti di forza. È stato nel Bologna Calcio. L'ha salvato ed è andato via dopo venti giorni. Se non troviamo una corrispondenza etica e morale, per noi non è più sport. Siamo usciti dal calcio pensando di trovare valori importanti nel basket. E vogliamo che alla Virtus ci siano questi valori. Abbiamo scelto di investire molto sugli italiani. Stiamo recuperando Gentile. Abbiamo il capitano della Nazionale ed è tornato un giocatore cresciuto qui. Non abbiamo preso mercenari che vengono a chiudere la carriera qui, ma italiani. Adesso parlerò con Ramagli e con la squadra (che incontrerà questa sera). Con il coach per capire se se la sente di andare avanti. Noi abbiamo fiducia in lui e non lo riteniamo responsabile della situazione. Non abbiamo gli elementi per dire che abbia tutte le colpe. Conta la Virtus e chi non la pensa così può alzare la mano ed andare a casa. Se devo perdere le partite, preferisco farlo con i giovani. Eravamo a Cantù a vedere la partita e abbiamo notato alcune difficoltà a livello psicologico. Bisogna entrare nelle dinamiche di squadra per aiutarla a crescere. Abbiamo oltre 4 milioni di euro di stipendi e non so in quanti in questo momento possano averlo. Se non cambiamo direzione facciamo la fine di due anni fa. E non possiamo permettere uno scempio simili. Questa non è la mentalità giusta, se pensiamo di vincere alla prossima gara. Non possiamo permettere scempi per colpa di diatribe. Staremo vicini alla società per portare serenità. La squadra perde non perché non è capace, am perché non siamo tranquilli. Se Aradori fa 0/11 da tre significa che non è sereno. Non lo fa a posta. In ogni caso, non verranno tollerati comportamenti sbagliati, anche nella vita privata. Chi gioca nelle V nere non deve giocare nella Virtus, ma per la Virtus. Chi non se la sente e lo fa solo per lo stipendio ha sbagliato posto. Quando giocavamo contro squadre importanti. Adesso diamo a Ramagli il tempo di lavorare. Credo che a quest'uomo vada data maggiore protezione per esercitare al meglio la professione. In un'azienda funziona così. Bisogna aiutare un collaboratore se credi abbia valori, come tecnico e come uomo. Il primo ad aver sbagliato ero io. E, per questo, non ritenevo fosse giusto mandare via Ramagli. Dov'è mancata la proprietà? Nella quotidianità. Le aziende le capisci se le vivi”.

 

ALBERTINI. “Ho letto di divergenze tra azionisti – dice Claudio Albertini - Non è vero. Ho coinvolto Zanetti ed il suo gruppo. E non andremo in scontro col principale azionista. Non si possono tollerare atteggiamenti sbagliati sul campo. A Cantù siamo stati troppo molli. Eravamo due giri indietro rispetto a loro. C'è stato un gap di energia visibile. Ai giocatori chiediamo di tornare a fare quello fatto nelle prime partite”.

 

Andrea Bonomo

Abruzzese trapiantato a Bologna, scrive per 1000 Cuori Rossoblu da Ottobre 2014.