La Virtus non ce la fa: Avellino vince 64-70 - 6 Magg

Scritto da  Mag 06, 2018

 

Virtus Segafredo Bologna – Sidigas Avellino   64 – 70  (15-18; 28-33; 41-46)

 

 

Virtus Segafredo Bologna: A. Gentile, Pajola, Baldi Rossi 2, Ndoja 4, Lafayette 5, Arador 22, S. Gentile 6, Lawson 7, Slaughter 11, Wilson 7; all. A. Ramagli

Sidigas Avellino: Zerini 4, Wells 4, Fitipaldo 3, Bianco n.e., Lawal 4, Leunen 5, Scrubb 7, Filloy 11, D’Ercole, Rich 17, Fesenko 15, Parrillo n.e.; all. S. Sacripanti

Tiri liberi: BO 7/13 ; AV 8/12

Rimbalzi: BO 31 ; AV 42

Falli: BO 20 ; AV 22

 

Le statistiche dicono che Avellino è prima in Italia nelle percentuali sul tiro sia da due che da tre punti, oltre che in quella sugli assist: va da sé che se la Virtus vorrà avere chance di vittoria, opzione fondamentale per continuare a sperare nei playoff dopo la frittata combinata contro Varese, dovrà innanzi tutto chiudere i varchi difensivi con grinta e aiuti dell’intero collettivo, per poi contrattaccare con un giro-palla e una velocità di cui ultimamente ha fatto difetto, in particolare nei momenti cruciali della gara. Partita non semplice, dunque, quella odierna contro Avellino, per una Virtus che lo stesso Ramagli ha definito inizialmente sfavorita. Ma l’avvio mette in evidenza soprattutto lo strapotere dei centimetri dei campani, cui la Virtus riesce a controbattere con una difesa senza paura e un paio di triple, una assai fortunosa, di Aradori. Ale Gentile è in evidente difficoltà fisica e a metà quarto viene sostituito da Wilson, al suo esordio al Pala Dozza, che si presenta subito con un bel canestro da sei metri. Dall’altra parte è il solito Rich a rappresentare una vera mina vagante (suoi 8 dei primi 12 punti di Avellino), coadiuvato dalla efficacia fisica di Fesenko. I cambi cambiano poco: esce Fesenko, entra Lawal che si esibisce in un bellissimo alley oop a una mano per il +5, 13 a 18, entrando nell’ultimo minuto. Un bel canestro di Lawson riduce le distanze, ed è 15-18 al primo intervallo.

Entrare in area avellinese significa spesso prendersi la stoppata, ma S. Gentile non si spaventa, pagando però la sua irruenza con un fallo in attacco. Ora l’arbitraggio si complica, volano colpi e colpetti, il pubblico si scalda e la Sidigas vola a +7, più che altro dominando con chili e centimetri, dopo 4 minuti e mezzo del secondo quarto. Un bel canestro di Ndoja ridà un briciolo di coraggio ma troppi tiri bianconeri risultano imprecisi, mentre Fesenko sembra giocare da solo, sotto il canestro avversario, raggiungendo il punteggio personale di Rich: 11 a testa sui 33 della squadra! Sussulto virtussino con Lafayette e Aradori a segno, il solito finale di quarto un po’ arruffato che spesso si vede da queste parti, e si va all’intervallo sul 28-33. Pesano, enormemente, i 25 rimbalzi dei biancoverdi, di cui già 9 di Fesenko, contro i soli 14 della Virtus. La media di tiro delle squadre, a metà gara, è la medesima: 39%, ma Avellino è riuscita a farlo 36 volte contro le sole 28 dei bolognesi, grazie soprattutto ai secondi tiri concessi da ben 11 rimbalzi offensivi.

L’inizio del terzo quarto è esaltante per la Virtus: la tripla di Aradori e i liberi di Slaughter riportano un pareggio che dà la carica ai tifosi. Sacripanti chiama minuto, ma Slaughter porta avanti i bianconeri, subito emulato tuttavia dal solito Fesenko. Slaughter gli rende nuovamente pan per focaccia, subendo anche fallo e realizzando il libero: 38-35 poco dopo il quarto minuto. Ma gli viene fischiato un fallo su blocco che lo riporta in panchina. Servirebbero, però, i canestri da tre che non arrivano, per i bolognesi, e Avellino si riporta avanti con un contropiede di Zerini lanciato involontariamente da Lafayette. Sono invece due magie di Filloy a condurre la Sidigas nuovamente sul +7, rintuzzato da un canestro di Ndoja con schiaffeggio irregolare di un avellinese sulla palla dentro il cerchio: 41-46, prima dell’ultimo quarto.

I bolognesi comunque ci credono: S. Gentile sembra indiavolato, un po’ fa e un po’ disfa ma probabilmente è proprio quello che serve alla Virtus, che si riavvicina con la tripla di Aradori e poi pareggia con lo stesso S. Gentile in penetrazione. Ma stavolta è Fitipaldo, di là, che infila la tripla del nuovo vantaggio. Poteva mancare Rich? Ovviamente no, tripla e +6. Bellissimo gioco Slaughter-Aradori per un -4 acrobatico, Lafayette si fa sentire con un arresto e tiro, ma Leunen imita i compagni: +5. Aradori non ci sta, spara una tripla con coefficiente di difficoltà alle stelle, prima di servire un assist a S. Gentile per il nuovo pareggio, che ha fatto seguito ad un imprevedibile errore di Rich. Lawal segna due liberi forse regalati dagli arbitri, poi S. Gentile inventa il nuovo pareggio. L’assist di Lafayette per Slaughter replica a due liberi di Rich, Slaughter e Wilson non si intendono in contropiede, Wells invece segna ma Wilson trova la tripla del ri-sorpasso. Così tocca a Filloy riallungare con un’altra tripla…. All’ultimo minuto è 62-64, palla ad Avellino. Fesenko segna con libero sbagliato, ma Aradori getta una palla avventurosa verso Slaughter. Filloy porta la Sidigas sul + 5 con un libero e a 33 secondi dalla fine il punteggio è 62-67. Il minuto di sospensione chiesto da Ramagli non cambia il finale, anche se Wilson con un rimbalzo in attacco trasformato riavvicina i suoi: sbaglia però il libero aggiuntivo, mentre non fallisce Rich. Con un’ultima palla persa di Lafayette si chiude, 64-70, un incontro giocato con coraggio dalla Segafredo che di fronte si è trovata una vera corazzata che, onestamente, ha sempre dato l’idea che alla fine ce l’avrebbe comunque fatta. Onore ai ragazzi di Ramagli, costretti ancora una volta ad affrontare un avversario tanto ostico mezzo incerottati, complimenti alla squadra di Sacripanti, che quest’anno peraltro sta ottenendo meno di quanto sperato, probabilmente anch’essa per i molti problemi di infortuni. L’appuntamento per la Virtus ora è a Reggio Emilia, mercoledì sera: unico risultato possibile, per sperare nei playoff, sarà la vittoria, a meno di sorprese nei risultati degli avversari.

 

 

 

Andrea Marcheselli

Bolognese, giornalista di ormai vecchia data, critico teatrale e letterario, da sempre appassionato di basket è stato giocatore, dirigente ma soprattutto allenatore, ed ora per 1000 Cuori Rossoblu anche commentatore delle vicende virtussine