Sacripanti presenta il suo primo derby bolognese nel 6° Memorial Porelli

Scritto da  Set 14, 2018

Esistono i derby amichevoli? Formalmente, questo sarebbe il quarantottesimo, che va ad aggiungersi ai 105 ufficiali, ma se il termine amichevole dovesse lasciare immaginare un’atmosfera distesa, potremmo subito rispondere che no, non esistono derby “amichevoli”, come dimostrano comunicati, prese di posizione delle due tifoserie in questi giorni. Eppure smorza, in questo senso, un po’ i toni Pino Sacripanti, che nella conferenza stampa pre-derby cerca di trattare l’incontro come quello che, in definitiva, dovrebbe essere, cioè una gara di precampionato “rivestita” del carisma di trattarsi del Memorial Porelli trasformato in una stracittadina”, nel momento centrale della preparazione precampionato, a proposito della quale si è avviato il discorso:

“Ci sono cose, fini qui, che mi sono piaciute, altre un po’ meno: mi sono piaciuti ad esempio i primi 25/26 minuti giocati con Brindisi con una buonissima pallacanestro, seguendo i principi su cui stiamo lavorando. Questa è una squadra molto nuova, ma di buono c’è che i ragazzi ascoltano molto, di negativo per ora sottolineo che non siamo ancora abbastanza bravi nel risolvere i problemi che sorgono con l’iniziativa personale, e questo ci ha portato a fare una buona parte di gara con Brindisi, mentre nella parte finale abbiamo faticato contro la loro pressione perdendo punto a punto. Però il numero dei minuti di qualità, soprattutto quelli di una buona difesa, a differenza di Olbia, mi hanno abbastanza soddisfatto. Abbiamo aggiunto una settimana di lavoro, abbiamo un po’ cementato i principi offensivi, corretto qualche gioco, qualche angolo di blocco, qualche spaziatura sulla base delle caratteristiche dei giocatori e adesso viene questa partita che dovrà darci soprattutto delle conferme tecniche e tattiche, puntando ad arrivare pronti ad inizio di campionato.  A me piace l’idea che tutti i giocatori siano ugualmente convolti nel sistema d’attacco, mentre ovviamente dobbiamo consolidare i principi del nostro sistema difensivo.

Sotto l’aspetto emotivo, diciamo che giochiamo per la prima volta davanti ai nostri tifosi, sul nostro campo che finora non abbiano ancora mai calcato, ci sarà tanta gente, una presentazione, quindi entra anche questo secondo aspetto rispetto al quale oggi non possiamo ancora avere risposte vere. È una partita che ha sicuramente grande fascino per i bolognesi, ma noi dobbiamo soprattutto concentrarci su quelli che sono i temi tecnico-tattici della gara, gestendo l’emotività in maniera che diventi una carica positiva e non una paura Per il resto, è tipico del precampionato avere alti e bassi: se fossi andato nello spogliatoio al ventiseiesimo contro Brindisi sarei stato felicissimo, poi però esistono anche le altre fasi meno positive.

Sta avvertendo la pressione di questo derby?

“Sul piano della pressione, in teoria abbiamo tutto da perdere: se perdiamo siamo degli stupidi, se vinciamo non abbiamo fatto niente. Ma la mia sola prima preoccupazione è quella di dare più minuti di qualità.  Fino adesso abbiamo visto che finché ci sono fiato e concentrazione riusciamo a fare belle cose assieme, che è quello che dovrà caratterizzare questa squadra, imparando a dividersi le responsabilità. Poi, certo è importante anche che i giocatori capiscano dove sono, cosa rappresentano, chi sia stato Porelli, per cui ben venga il derby, sperando che sia una bella partita che ci permetta di fare passi in avanti”.

Ha mai visto derby dal vivo?

“No, ne ho giocati tanti a Cantù, Pesaro, Caserta e Avellino, ma qui mai, solo in televisione”

C’è una scommessa on Leunen, chi perde paga la cena all’altro?

“No, ci siamo incontrati al supermercato, ci siamo rivisti al ristorante, lui mi ha parlato del suo nuovo ruolo in squadra; penso che a cena andremo insieme, poi lui non è uno spilorcio…”

Coincide quello che sta vedendo sul campo con quello che vi eravate immaginati costruendo questa squadra?

“In precampionato vengono sempre mille paure, ma questi ragazzi stanno lavorando con grande volontà, e ciò ci soddisfa abbastanza. Forse, stiamo mostrando qualche ingenuità di troppo, ma sono situazioni alle quali ci sarà tempo e modo di rimediare”

Come mai a Olbia tanti punti e a Parma molti meno, sia in attacco che in difesa?

“Dipende da tanti fattori, con chi giochi e quando giochi, se è la prima o la seconda gara del torneo, a Parma abbiamo mostrato due facce opposte sia il primo che il secondo giorno, ma non ho una risposta precisa se non legata alla fase della preparazione”

Che Fortitudo si aspetta?

“È una squadra di grandi espertoni, fatta di italiani che potrebbero giocare tranquillamente in A1 anche da protagonisti. Hanno molta esperienza, in una partita sola possono fare anche una grande partita, per come sono smaliziati e conoscono il basket, con idee chiare a livello tecnico e tattico. Vedremo cosa fare contro i loro pick’n’pop, creeranno situazioni tecniche nuove che dovremo imparare ad affrontare per arricchire il nostro bagaglio tecnico”.

Andrea Marcheselli

Bolognese, giornalista di ormai vecchia data, critico teatrale e letterario, da sempre appassionato di basket è stato giocatore, dirigente ma soprattutto allenatore, ed ora per 1000 Cuori Rossoblu anche commentatore delle vicende virtussine