Sacripanti presenta la trasferta della Virtus Segafredo a Pistoia

Scritto da  Dic 15, 2018

Appuntamento importante, una partita non proprio come tutte le altre, quella che attende la Virtus Segafredo domani alle 18,30 a Pistoia contro la Ororia. Il momento della squadra non è dei più felici, per le ripetute sconfitte negli ultimi turni sia in campionato che in coppa, per l’infortunio di Martin che non si risolve, Qvale che ancora sembra non avere recuperato pienamente, M’Baye colpito dall’influenza. Ma anche per certe polemiche che si trascinano circa la consistenza del suo roster. In più mettiamoci pure che domani dall’altra parte ci sarà l’ex Alessandro Ramagli, un  problema forse più per il cuore dei tifosi che per altro, ma una eventuale sconfitta non farebbe che riaccendere talune questioni. Stefano Sacripanti tuttavia è troppo esperto per lasciarsi influenzare  da queste cose, e le parole pronunciate nella conferenza stampa di presentazione della gara dimostrano che non è la chiarezza delle idee a mancare nell’attuale staff tecnico virtussino:

 

“Andiamo a giocare contro Pistoia, che ha vinto le ultime tre partite, cambiando radicalmente l’entusiasmo e il sistema difensivo. Il nostro non è un momento favorevole dal punto di vista dei risultati, ma sono momenti che durante la stagione capitano, bisogna essere forti e avere un impatto duro, per portarla a casa. Devo dire che torniamo da una trasferta di Coppa da cui non sono arrivati due punti, ma secondo me una prestazione di alto livello. In questo momento ci manca il colpo del ko, quando andiamo in vantaggio e non riusciamo a chiuderla. Ne siamo consapevoli e lavoriamo per risolvere questa situazione”

“Dopo la trasferta di Klaipeda abbiamo fatto un paio di buoni allenamenti, l’unica defezione è quella di M’Baye, che non è stato bene, e vedremo domani se riuscirà ad esserci. Ha avuto un attacco influenzale”.

“Sono molto sereno per la qualità del lavoro e per l’impegno dei ragazzi. Chiaro che poi devi vincere le partite. Ne abbiamo vinte cinque di fila, e come in tutte le situazioni in cui giochi ogni tre giorni, ti può capitare di perderne qualcun'altra di fila. In tutte queste situazioni c’è una costante: quella che partiamo bene, con una ottima preparazione alla gara ed un approccio buono in campo, che ci consente di andare avanti, e poi non siamo capaci di chiudere la gara e durare quaranta minuti. Credo che la qualità del gioco stia continuando, ci mancano delle certezze. Prima della pausa eravamo riusciti a sviluppare una consistenza difensiva, a evitare errori come spendere falli, capitalizzare l’ultima azione di ogni quarto, cose del genere. E tutte queste ingenuità tipiche dell’inizio di stagione si sono ripresentate dopo la sosta”.

“Il bicchiere mezzo pieno è che partiamo da cose che sappiamo fare. La pausa ci ha rallentato un po’, ma credo che ci sia impegno, non basta a vincere e dovremo essere bravi a fare quello step ulteriore. Abbiamo perso due volte per un canestro, ma bisogna avere molta fiducia perché la qualità della pallacanestro che stiamo mostrando è abbastanza buona”.

“Ogni partita che stai per affrontare è sempre la più importante. Credo che questo campionato stia facendo vedere che ogni partita che si gioca è importante. Quello che conta alla fine è il risultato, dovremo essere bravi a cambiare in questo senso. Non credo sia un caso che le italiane siano partite fortissimo in Coppa, e ultimamente mostrino stanchezza. Credo sia anche questione di momenti ciclici. Bisogna prenderne atto, cercare di ragionarci e anche cercare di metterci qualcosa di nostro per portare a casa questa partita”.

“Il mercato? Io sono molto focalizzato sulla partita di domani, con questi giocatori. La progressione di recupero di Martin sta andando bene. Personalmente dieci giorni dopo l’infortunio ero molto preoccupato, non capivo quando l’avrei recuperato. Lo staff medico ha lavorato intensamente, e adesso vediamo la luce in fondo al tunnel. Qvale lo vedo recuperato, e chiaramente deve entrare nella condizione atletica giusta. Sotto questo aspetto direi che navighiamo a vista e alla squadra voglio trasmettere il concetto che siamo stati bravi a stringerci in situazione di emergenza, per cui adesso possiamo stringere i denti in maniera più forte”.

“Forse quello che ci manca, a volte, è una sana prepotenza. Il cazzotto che serve per chiudere e vincere la partita. Dopo Torino ero contento, perché alla fine l’avevamo strappata in maniera aggressiva. Ecco, ci manca quel dettaglio, quella prepotenza che può partire da una difesa, da un fallo duro, da una giocata fisica, che ancora ci mancano”.

 

Andrea Marcheselli

Bolognese, giornalista di ormai vecchia data, critico teatrale e letterario, da sempre appassionato di basket è stato giocatore, dirigente ma soprattutto allenatore, ed ora per 1000 Cuori Rossoblu anche commentatore delle vicende virtussine