La Virtus Segafredo vola in semifinale delle Final8 di Coppa Italia: Armani battuta 86 - 84

Scritto da  Feb 14, 2019

 

 

VIRTUS SEGAFREDO BOLOGNA – A|X ARMANI EXCHANGE MILANO 86 - 84  (17-22; 36-41; 54-63)

Virtus Segafredo: Punter 4, Martin 2, Moreira 14, Pajola, Taylor 23, Baldi Rossi, Cappelletti n.e., Aradori 15, Berti n.e., M’Baye 14, Cournooh 9, Qvale 5. All. Sacripanti

A|X Armani Exchange: Della Valle 3, James 13, Micov 17, Ferraris n.e., Fontecchio, Kuzminskas 7, Cinciarini, Nunnally 19, Burns 4, Brooks 11, Jerrels 6, Omic 4. All. Pianigiani

Arbitri: Mazzoni, Bartolini, Borgioni

Tiri liberi: BO 14/19; MI 11/17

Rimbalzi: BO 36; MI 43

Falli: BO 24; MI 21

Tiri da 2: BO 24/44; MI 23/47

Tiri da 3: BO 8/18; MI 9/31

Ci voleva un miracolo, e così è stato. La Virtus non batteva l’Olimpia Milano dal 2013, ha deciso di farlo in una situazione che ha quasi dell’incredibile. Contro tutti i pronostici ha saputo tenere nonostante alcune amnesie nel finale che potevano costarle carissimo, giocando con eccezionale intensità in difesa e grande convinzione in attacco. Con Punter annullato dai falli, ha trovato uno straordinario Cournooh capace di annullare James, giganteggiato con Moreira sotto le plance, guidata da uno stratosferico Taylor affiancato da M’Baye versione “vendetta personale”; ma grande è stato pure il contributo di un Aradori efficacissimo, come sostanzialmente buoni sono stati i 13 minuti di Qvale; più in ombra, forse, Martin, che però ha segnato uno dei canestri più importanti, ancorché molto spettacolare, nel finale. Insomma, la Virtus Segafredo avanza in semifinale, l’Armani resta a leccarsi le ferite, non le sono bastati Nunnally e Micov e ancora una volta tornerà a Milano chiedendosi perché.

La partita è stata veramente bella, emozionantissima anche oltre il fischio conclusivo. Subito, in avvio, una novità in casa Virtus: Cournooh in quintetto assieme a Taylor, Punter, M’Baye e Moreira, al posto di Aradori. James, Nunnally, Micov, Brooks e Omic, invece, entrano per l’Armani. Sulle tribune, intanto, si sentono quasi solo i tifosi bianconeri. Peccato, però, che dopo nemmeno un minuto Punter si autoescluda commettendo il suo secondo fallo, per cui viene sostituito da Martin. Dopo tre minuti e mezzo peraltro sembrano già volersi chiarire molto le cose: è uno 0-9 che segue il canestro d’apertura di Cournooh che costringe Sacripanti a chiamare immediato time out. L’effetto c’è, in meno di due minuti è 8-9. Si va avanti per un po’ punto a punto, ma Bologna si carica di falli, Milano no. Anche Moreira al settimo commette il proprio secondo e viene sostituito da Qvale. I cambi (pure Aradori al posto di Martin) bloccano qualcosa in difesa, ed è un nuovo 0-7 per l’Armani che va sul 12-20 a 1’30” dalla prima sirena. Una tripla di Aradori riavvicina di un poco i suoi, e al primo intervallino il risultato è 17-22.

Bella penetrazione di Taylor ad inizio secondo quarto. La Virtus ora ruggisce in difesa, e in avanti è più decisa: M’Baye segna il canestro del sorpasso, con successivo libero, per cui non può mancare la sospensione chiesta da Pianigiani per l’immediato 7-0. È addirittura +5 dopo la tripla di Aradori (24-29). Milano segna con Kuzminskas che fa valere la propria stazza a rimbalzo e schiaccia; coi rimbalzi offensivi l’Armani ricuce, mentre anche a Qvale, fin qui molto importante in attacco, viene fischiato il secondo fallo. Il pareggio arriva dalla tripla di Kuzminskas, mentre anche Punter è entrato a referto. Nunnally, poi, segna da otto metri la tripla del sorpasso (33-36) e Sacripanti chiama nuovamente i suoi a rapporto. Funziona anche stavolta, poiché Moreira ora diviene protagonista e firma il nuovo sorpasso virtussino; poi Cournooh mette pure la tripla del +5 su cui termina il periodo: 36-41. Nunnally è già in doppia cifra (11), James probabilmente aspetta il finale, se ce ne sarà bisogno, come ben sanno i virtussini, anche se ci pare stia soffrendo la cura che gli sta somministrando Cournooh. Alquanto efficace Aradori: 8 punti e 11 di valutazione fin qui, ma anche una convincente partecipazione alla fase difensiva.

Ad avvio ripresa Cournooh allunga dalla lunetta, Nunnally penetra elegantemente, Taylor mette una tripla prima di una stoppatona rifilata da Moreira ad un indiavolato Nunnally. Diverte un botta e risposta da tre, con Moreira che giganteggia, ora, sotto le plance. A inizio quinto minuto il punteggio è 51-43, i bianconeri sono entrati in fiducia. Per il momento, Taylor insegna basket a James e segna il suo quattordicesimo punto. Milano è piena di fuoriclasse, ma forse Micov è quel qualcosa in più; però la squadra si sta innervosendo, come il suo coach cui viene minacciato il tecnico dopo il quarto fallo fischiato a Burns che porta in bonus la squadra. Enorme la correzione in schiacciata di M’Baye per il 51-59, poi però a Punter viene fischiato un misterioso quarto fallo che lo rigetta in panchina. Attimi di confusione sotto il canestro bianconero sono lo specchio del nervosismo che sta crescendo. M’Baye di là invece produce il massimo vantaggio bolognese, +11, col quale si dovrebbe andare alla sosta, perché Kuzminskas ha ancora la palla sui polpastrelli quando suona la sirena, ma gli arbitri vedono diverso: 54-63.

James getta via la palla alla prima azione milanese nell’ultimo quarto, Aradori porta i suoi a +12 con tripla centrale, mentre la differenza la sta facendo l’aggressività degli uomini di Sacripanti. Finché non arriva James con un gioco da 2+1 che potrebbe rilanciarlo, ma per il momento è ancora Taylor a insaccare una tripla di tabella che mantiene il +12. A 6’02” dalla fine tuttavia Cournooh viene fermato da un crampo. Taylor intanto continua il proprio show, + 14 a cinque minuti e mezzo dalla fine. James sembra geloso, cerca la schiacciata ma è bloccato spettacolarmente da M’Baye. Micov chiama i suoi all’arrembaggio con la tripla dall’angolo, poi sigla il -6 per i suoi con facile avvicinamento a canestro quando mancano tre minuti e mezzo.  La Virtus cerca di gestire gli ultimi minuti; a 2’10” Moreira è in lunetta per l’aggiuntivo che fa il 79-68. Ecco però il James dei finali che conosciamo: due liberi e una tripla dopo una palla rubata da Micov gli danno di nuovo il -6 a 1’45”. Brutta rimessa dal fondo bianconera, scontro Taylor-James che gli arbitri leggono sfondo del primo, la palla resta sempre in zona e a 1’28” ci si ferma per decidere la rimessa, assegnata a Milano. Nunnaly però pesta la linea laterale e riconsegna la palla agli avversari. Tornato in attacco Taylor guadagna due liberi importantissimi che realizza solo a metà, Micov segna il -5. Sull’errore al tiro di Aradori Martin segna in tap-in il +7, James in lunetta a 24” il -5. Comincia la scommessa del fallo sistematico. Taylor a 23” fa due su due, James fa uno su due. Aradori fa due su due. Jerrels segna una tripla e poi un'altra dagli angoli, la Virtus ributta via la palla con una certa pervicacia ma il tiro finale di Brooks parte a sirena suonata. Discussioni infinite al tavolo tra gli arbitri, ma in verità la situazione sembra palese: la Virtus Segafredo batte l’A|X Armani Exchange, il miracolo si è compiuto.

 

Ultima modifica il Giovedì, 14 Febbraio 2019 23:50
Andrea Marcheselli

Bolognese, giornalista di ormai vecchia data, critico teatrale e letterario, da sempre appassionato di basket è stato giocatore, dirigente ma soprattutto allenatore, ed ora per 1000 Cuori Rossoblu anche commentatore delle vicende virtussine