Finisce contro il muro di Cremona l'avventura della Virtus Segafredo in Coppa Italia: a Firenze è 102-91 per la Vanoli

Scritto da  Feb 16, 2019

 

 

VANOLI CREMONA - VIRTUS SEGAFREDO BOLOGNA   102-91  (21-20; 59-44; 75-68)

Vanoli: Saunders 15, Gazzotti, Diener 26, Ricci 6, Ruzzier 6, Mathiang 19, Crawford 19, Aldridge 9, Stojanovic 2, Feraboli. All. Sacchetti

Virtus Segafredo: Punter 19, Martin 4, Moreira 4, Pajola, Taylor 14, Baldi Rossi, Cappelletti n.e., Kravic 10, Aradori 26, Berti n.e., M’Baye 9, Cournooh 5. All. Sacripanti

Arbitri: Paternicò, Rossi, Paglialunga

Tiri liberi: CR 23/30 ; BO 18/24

Rimbalzi: CR 33; BO 38

Falli: CR 20; BO 26

Tiri da 2: CR 20/36; BO 23/35

Tiri da 3: CR 13/27; BO 9/32

Il muro bianconero accoglie, al MandelaForum di Firenze, la semifinale di Coppa Italia. Di fronte Bologna e Cremona in una sfida che vede contrapporre il vigore e la velocità della squadra di Meo Sacchetti alla formazione di Pino Sacripanti che, sotto molti aspetti, rimane un’incognita: sarà quella orgogliosa vista giovedì sera contro Milano o quella ben più arrendevole di sabato scorso a Cremona?

Per la Virtus Segafredo, assieme a Taylor, Punter, M’Baye e Mreira, è ancora Cournooh in quintetto, con Aradori e Martin dunque che partono dalla panchina. Per la Vanoli Cremona Diener, Crawford, Saunders, Aldridge e Mathiang. L’avvio è al fulmicotone, con entrambe le squadre che segnano a ripetizione. Al quinto minuto, però, è la Vanoli a prendere il via: 15-7, dopo che viene considerato canestro valido una stoppata di M’Baye su tentativo di schiacciata di Crawford. Un attimo dopo è 17-9, e Sacripanti chiede time out. L’atletismo di Cremona per ora pare incontrastabile per i bolognesi. A 3’25” dalla prima sirena arriva il secondo fallo di Taylor, sul 18-13, sostituito da Pajola, all’interno di una prima girandola di cambi. Con uno spettacolare Kravic arriva un importante pareggio, poi il temporaneo +2 virtussino su assist di Pajola. Le percentuali a questo punto si sono un briciolo ridimensionate, ed al primo intervallo si è 21-20 per Cremona.

Il secondo quarto comincia con un rimbalzone in attacco di Martin, una tripla “ignorante” di Aradori, un antisportivo fischiato a Ruzzier su Martin in contropiede. Aradori ricolpisce da fuori: + 5 Bologna, 21-26 dopo un minuto e mezzo del periodo. Poi parte un “tripla vs tripla”, ma Sacchetti non ci sta troppo e chiede una sospensione con la quale pensiamo voglia riorganizzare la difesa, al tredicesimo minuto. Aradori arriva in doppia cifra in apparente scioltezza, Crawford impone il proprio fisico sugli avversari e tiene a galla i suoi e li riporta al pareggio, 33-33. Col suo settimo punto consecutivo arriva anche il 36-33. Sembra una gara fra i due, ma Aradori è bravo a non pensare solo al proprio tabellino quando lancia in contropiede Punter invece di andare a concludere. La partita è bella e velocissima, il punteggio si alza di parecchio e questo dovrebbe avvantaggiare la Vanoli, che al diciottesimo segna con Mathiang il 48-40. Il lungo cremonese, assieme alle triple di Diener, è come un flagello sotto canestro per la Segafredo, che peraltro non trova contromisure nemmeno al tiro da lontano degli avversari. Infatti il parziale è pazzesco, 38-24, per il 59-44 con cui si va all’intervallo.

La Virtus rientra con poca fiducia e non riesce a sfruttare a dovere il fatto che Cremona sembri rientrata con meno convinzione. Un antisportivo fischiato a Crawford aiuta i bolognesi a tornare sotto la doppia cifra di distacco, grazie ai liberi di Aradori e una sinuosa penetrazione di Taylor: 66-58 al ventiseiesimo. La partita non è nemmeno parente di quella vista nei primi due quarti, si è trasformata in una guerra di nervi. A 1’20” dalla sirena da Punter arriva la tripla del – 4, risponde Ricci con egual moneta ma Aradori lo imita. Saunders reagisce con un 2+1, Martin fallisce l’ultima tripla e all’ultimo intervallino è -7, 75-68. Il problema è che ogni punto ripreso alla Vanoli per la Segafredo risulta come aver scalato un a vetta dolomitica.

L’ultimo quarto inizia con un erroraccio di Moreira da sotto, una tripla di Alridge ed un assurdo antisportivo assegnato ad Aradori che sa tremendamente di compensazione. A 7’08” dalla conclusione Sacripanti chiede time out sull’82-70, ma la Vanoli ritrova scioltezza in attacco e non ce n’è più per nessuno. I minuti che restano servono praticamente a definire il tabellino finale, nonostante uno 0-6 firmato Punter e Taylor per il 92-83 a 2’30” dalla fine. Attimi di suspence per una rubata bolognese che concede il nuovo -7, ma poi Punter fa 0 su 2 nelle triple successive. La stoppata di Stojanovic su Taylor però è come dicesse basta. Se non altro, così, lo scarto finale non è quello umiliante delle partite precedenti, anche se negli ultimi secondi torna in doppia cifra per i classici liberi delle ultime fasi di gioco.

Decisiva è stata la seconda metà del secondo quarto, con il parzialone di 31-11 per Cremona. Lì la Virtus è entrata in totale confusione e in pratica si è chiusa la partita. Pazzesco, ma non sorprende, il contributo di Travis Diener, 26 punti e 28 di valutazione, ma è evidentemente un rebus irrisolvibile la squadra di Sacchetti per quella di Sacripanti, che torna a casa con una certa mestizia ma non deve scordare l’impresa compiuta contro Milano. Per la Virtus queste Final8 terminano qui, in definitiva, però, un passo oltre quello che le più ragionevoli previsioni lasciassero immaginare.

Ultima modifica il Sabato, 16 Febbraio 2019 20:14
Andrea Marcheselli

Bolognese, giornalista di ormai vecchia data, critico teatrale e letterario, da sempre appassionato di basket è stato giocatore, dirigente ma soprattutto allenatore, ed ora per 1000 Cuori Rossoblu anche commentatore delle vicende virtussine