21 Febbraio: il punto su Basket City. Ci vuole calma nel labirinto delle voci

Scritto da  Feb 21, 2019

 

 

I periodi di sospensione dell’attività agonistica sono i peggiori da vivere per la Bologna del basket. Impossibilitato a litigare sulle scelte dell’allenatore, sugli errori del tal giocatore o dell’arbitro di turno il tifoso si trova costretto a barcamenarsi nel labirinto di voci che escono dagli spogliatoi, dalle segrete (spesso, per modo di dire) stanze societarie o dall’ancor più schizofrenica radio-mercato che rilancia in questi momenti le più fantasiose ipotesi di arrivi e di partenze. Sinceramente, fatto salvo il diritto di divertirsi di ciascuno come meglio crede, si fa un po’ fatica a ritenere questi momenti fra i più gratificanti dell’annata sportiva, anche perché se è pur vero che uno spogliatoio ben saldo, una società ben strutturata dovrebbero ammortizzare gli echi nefasti dei cori esterni, è altrettanto certo che, trattandosi di uomini e non di figurine, giocatori e tecnici non possono rimanere davvero tutelati dal fiorire di venticelli più facilmente nefasti che positivi. Cosa sta succedendo alla Virtus Segafredo? Stando alla proliferazione degli interventi sui social, alimentati dai media, si direbbe di tutto, di più, almeno sul lato tecnico (per una volta è in stand-by la questione societaria, per quanto si vociferi di imminenti ingressi di peso e soprattutto sulla “eternamente instabile” posizione dell’AD): chi in entrata, chi in uscita (Qvale? Udanoh? Punter? McFadden? Needham?....), potrebbe generare una mezza rivoluzione come costituire minimi aggiustamenti. Di sicuro la squadra ha bisogno di qualcosa, ma anche qui bisognerebbe capire con quali obiettivi. Rimangono quelli annunciati inizialmente di progressiva crescita tecnica con dignitosi, per ora, risultati sportivi, o aver assaggiato l’ebbrezza della vittoria con Milano sta ingolosendo la proprietà? Quest’ultima ipotesi francamente spaventerebbe, mai progetto si è rivelato tanto improvvido come quello dettato dalla fretta di raggiungere risultati. Avere spalle coperte finanziariamente significa poco, Milano dovrebbe insegnare qualcosa, ma se si va indietro nel tempo i casi di meteore svanite nel nulla si moltiplicano. Il timore è che si possa arrivare a fare un’esagerata pressione sul coach, magari dandogli lo zuccherino di un super acquisto per metterlo di fronte ad aut aut. Se si osserva il calendario del campionato italiano la Virtus sembrerebbe avere un residuo di stagione mediamente abbordabile, e allora immaginiamo che si possa cominciare a dire che non bastano più i playoff, che si potrebbe alzare l’asticella a un quarto posto in stagione regolare; in coppa, poi, assolutamente i Quarti se non le Semifinali... Non sarebbe così che si porta avanti un progetto. Si è costruito, o meglio, si sta costruendo un gruppo; le correzioni in corsa, in assenza di infortuni (caso Qvale, quindi, eventualmente) possono destabilizzare, a meno che non si introducano veri crack, oltre a rappresentare una ammissione di errore iniziale. Ci verrebbe da dire calma, ragazzi. Oppure, se proprio si volesse fare in fretta, lo si faccia alla grande, sconfessando però i progetti della scorsa estate. Le vie di mezzo porterebbero solo grane e delusioni, anche fra i tifosi, illusi/disillusi.

Questi problemi non attanagliano invece casa Fortitudo. La Lavoropiù è uscita da un abbastanza assurdo riposo forzato così come vi era entrata: vincendo, questa volta sull’insidioso parquet di Mantova. La sensazione è anche che la dea bendata quest’anno non le sia contraria, per quanto la fortuna, su una intera stagione, premi sempre i migliori. Alla prossima dovrà affrontare quello che dovrebbe essere lo scoglio decisivo da superare prima dell’approdo in serie A senza passare dai playoff. L’Extralight Montegranaro al PalaDozza non pare avversario incontenibile: battuta già bene all’andata, per quanto con rimonta finale al cardiopalma, è, oggi come oggi, la candidata numero uno al secondo posto. Appunto, al secondo posto. Dopo di che, resterà, al massimo, salvo inopinabili sorprese, giusto un po’ la trasferta a Forlì, ma con un cuscinetto di punti di distacco che consentirebbe pure un momento di respiro a questa squadra che sta ritrovando l’entusiasmo dei tempi migliori.

Ultima modifica il Giovedì, 21 Febbraio 2019 16:09
Andrea Marcheselli

Bolognese, giornalista di ormai vecchia data, critico teatrale e letterario, da sempre appassionato di basket è stato giocatore, dirigente ma soprattutto allenatore, ed ora per 1000 Cuori Rossoblu anche commentatore delle vicende virtussine