Nella serata di Alberto Bucci, la Virtus Segafredo distrugge LeMans e passa ai quarti di BCL: 81 - 58

Scritto da  Mar 13, 2019

VIRTUS SEGAFREDO BOLOGNA – LE MANS SARTHE  81 - 58 (25-10; 43-25; 63-35)

Virtus Segafredo: Punter 12, Martin 9, Pajola 4, Taylor 7, Baldi Rossi 12, Cappelletti 2, Kravic 16, Chalmers 9, Aradori 6, M’Baye 2, Cournooh, Qvale 2. All. Djordjevic

Le Mans: Hendrix 2, Eito 3, Bigote 11, Cornelie 9, Yeguete 9, Ray 6, Thompson 13, Clark 2, Douhou n.e., Eyoum, Tabu 3. All. Bartecheky

Arbitri: Ciulin (ROM), Aunkrogers (LAT), Bittner (GER)

Tiri liberi: BO 6/10; LM 9/13

Rimbalzi: BO 39; LM 36

Falli: BO 19; LM 17

Tiri da 2: BO 27/46; LM 14/30

Tiri da 3: BO 7/23; LM 7/30

È davvero una serata particolare, questa: la Virtus Segafredo torna al PalaDozza per la prima volta dopo la scomparsa del suo presidente, Alberto Bucci, salutato giusto ieri in Piazza Maggiore; per la prima volta, siede sulla sua panchina Sale Djordjevic, al posto dell’esonerato Pino Sacripanti, dopo una decina di giorni di voci e smentite al limite del paradossale; per la prima volta scenderà in campo a Bologna Mario Chalmers, la star NBA confluita a sorpresa nell’organico bianconero la settimana scorsa; è anche la prima volta al PalaDozza senza il DS Marco Martelli, licenziato cinque giorni fa, e senza Giulio Griccioli e Carlo Voltolini, coinvolti nell’epurazione di Sacripanti. Insomma, roba da far quasi passare in secondo piano la partita con il Le Mans, se non fosse che l’appuntamento è assolutamente fondamentale, poiché deciderà il passaggio ai quarti della Basketball Champions League.  All’andata, in Francia, è stato un inconsueto pareggio, per cui si parte da un reale 0 a 0, cosa davvero insolita nel basket di coppa, e giocare in casa potrebbe essere un vantaggio ma anche il contrario, vista la pressione che potrebbe essere piovuta addosso ai virtussini per tutto quello che abbiamo appena appena scritto.

Il necessario turnover ha premiato, in questa occasione, Qvale e Kravic, tra i lunghi, con Moreira in tribuna. Il quintetto bianconero è dunque Taylor, Punter, Aradori, M’Baye e Kravic; di fronte, trovano, come già all’andata, Ray, Bigote, Yeguete, Thompson e Clark.

Dopo un errore per parte, la gara comincia con un canestro di Aradori dalla media, poi funziona uno scambio con Kravic, quindi il contropiede condotto da Punter stoppato irregolarmente, per un 6-0 che tuttavia non spaventa i transalpini, che riducono lo svantaggio ad un solo canestro (8-6), prima di un deciso strappetto bianconero dovuto principalmente ad un’attenzione difensiva che sa tanto di cambiamento. Al sesto minuto, 14-6 e timeout, con ingresso di Martin e Chalmers per Taylor e Aradori. Poco dopo, viene il momento anche per Qvale, quindi un bell’assist di Punter per la schiacciata di Martin che infiamma il palazzo: 18-8. Il primo canestro di Chalmers è chiaramente accompagnato da un altro boato, ma ormai è trionfo: 25-10 è il punteggio di un primo periodo decisamente dominato.

Dopo quindici secondi del secondo quarto si registra pure il primo fallo europeo del play NBA, ma attenzione, la partita non è finita, perché i francesi sembrano tutto fuorché rassegnati. Conforta, in ottica bolognese, la concentrazione in difesa che sembra non venire meno, anche se in avanti ci si sta affidando, ora, più che altro ad iniziative personali che esaltano, al momento, Taylor. A 4’45” dall’intervallo lungo Djordjevic chiama timeout, dopo un alley-oop di Cornelie che porta sul 32-20. Della serie, meglio prevenire che curare, nelle intenzioni del coach, presumibilmente. Qualcosa conta: il rientro dei suoi è volitivo, alla sirena il risultato è 43-25. Per ora tra i francesi mancano gli eroi dell’andata, Ray e Bigote; confortante, in ottica Virtus, il conteggio dei rimbalzi, 20-17, distribuiti fra un po’ tutti i giocatori, un segno di reattività che pareva un sogno, ultimamente.

Alla ripresa, è Taylor ad insegnare basket; Bartecheky alterna i suoi, ma non sembra che le cose cambino significativamente: rispetto all’andata, paiono come annichiliti. Due canestri consecutivi di Kravic (primo ad andare in doppia cifra) ben imbeccato sotto canestro portano alle stelle l’entusiasmo di tifosi. Poi, è un mezzo show, con Martin che suggella il +30 con una tripla frontale: 63-33 a 22” dalla sirena. Una volta tanto, sembra che la Virtus sia riuscita ad ammazzare la partita. Il tempo di due liberi di Ray, poi è l’ultima sosta, sul 63-35.

La serenità fa miracoli, adesso sembra entrare tutto ai bianconeri, mentre per i francesi rimane la formalità di tornare a casa dignitosamente. Taylor è un furetto, lo trovi dappertutto, sia in attacco che in difesa, Baldi Rossi è il secondo virtussino ad entrare in doppia cifra, seguito poi da Punter, mentre è accademia quella che porta Martin ad una schiacciatona da top ten. Thompson prova a fare resistenza con due triple, ma il parziale è impietoso quando a 6’54” dalla fine ci si ferma per timeout. Anche Pajola ha un momento di gloria con un terzo tempo da slalomista, ma ora davvero ce n’è per tutti in casa bianconera, col PalaDozza che inneggia ad Alberto Bucci ripetutamente. Gli uomini di Le Mans si sono trasformati in sparring partner, Djordjevic gira i suoi, sperimenta quintetti anche improbabili per dare minuti e provare soluzioni alternative, quasi tre minuti sono concessi anche a Cappelletti che ripaga con un bel canestro dall’angolo. Finisce così, dopo una tripla di Yeguete, una partita letteralmente dominata dalla Segafredo, al di là di ogni più rosea aspettativa. Ora la aspetta Nanterre, ai quarti di finale, a fine marzo. Sinceramente, la serata, con tutte le incognite che presentava, non poteva riuscire meglio di così.

 

Andrea Marcheselli

Bolognese, giornalista di ormai vecchia data, critico teatrale e letterario, da sempre appassionato di basket è stato giocatore, dirigente ma soprattutto allenatore, ed ora per 1000 Cuori Rossoblu anche commentatore delle vicende virtussine