Carlos Delfino Carlos Delfino Michael Mucci

Si chiude nel migliore dei modi la stagione regolare: Fortitudo batte Roseto 92-81

Scritto da  Apr 20, 2019

FORTITUDO BOLOGNA-ROSETO SHARKS 92-81 (24-24; 49-43; 73-59)

Fortitudo Bologna: Delfino 22, Cinciarini 24, Mancinelli 10, Franco, Leunen 6, Cinti, Prunotto 2, Venuto 7, Rosselli ne, Fantinelli 9, Pini ne, Hasbrouck 12. All. Antimo Martino.

Roseto Sharks: Person 19, Cocciaretto 2, Rodriguez 21, Ianelli, Canka 3, Nikolic 10, Eboua 3, Bayehe, Sherrod 14, Akele 6, Pierich 3. All. Germano D’Arcangeli.

Arbitri: Nicola Beneduce, Gabriele Gagno, Marcello Callea.

Tiri liberi: BO 14/16 (88%); RO 5/9 (56%).

Rimbalzi: BO 32; RO 26.

Falli: BO 12; RO 22.

Tiri da 2: BO 24/39 (62%); RO 17/32 (53%).

Tiri da 3 BO 10/25 (40%); RO 14/27 (52%).

 

QUINTETTI INIZIALI

Fortitudo Bologna: Fantinelli, Cinciarini, Hasbrouck, Leunen, Prunotto.

Roseto Sharks: Canka, Person, Rodriguez, Sherrod, Akele.

 

Clima da ultimo giorno di scuola ad accogliere quello che è, a tutti gli effetti, l’ultimo dì di biancoblù vestito. Accolta da un pubblico festante e da una coreografia meravigliosa, la Fortitudo è scesa in campo per il ballo conclusivo dell’anno, ospitando i Roseto Sharks.

In un Palazzo gremito, gli uomini di Martino si oppongono agli abruzzesi senza troppa convinzione: sette punti di Leunen proiettano i padroni di casa sul 17-10, ma gli ospiti approfittano delle disattenzioni degli avversari al meglio, chiudendo il primo parziale sul 24 pari.

Secondi 20’ “dormicchianti”: i biancoblù giochicchiano e rimangono a stretto giro di posta da Roseto, imprimendo la svolta nella gara a metà frazione con una schiacciata di Hasbrouck ed un gioco di prestigio di Cinciarini, per il +5 casalingo. Rodriguez ubriacante in fase d’impostazione, firma otto punti in un amen, Fantinelli e Hasbrouck rispondono, mandando i due schieramenti alla pausa lunga sul punteggio di 49-43.

Chiave tattica della partita evidenziabile nel gioco dentro-fuori della Fortitudo, atto a favorire tagli a canestro sul giropalla, o tiri puliti dall’arco per i “cecchini” di casa. Dall’altro lato, abile la truppa di D’Arcangeli a leggere le trame difensive casalinghe, sfruttando i centimetri di Akele per ferire l’Aquila dal pitturato, trovando in Sherrod e Rodriguez due armi temibili dal palleggio e dall’arco, rispettivamente a 10 e 16 punti.

Fuoco alle polveri al rientro sul parquet: dopo un’iniziale fase di stallo, sale in cattedra Carlos Delfino, che esibisce tutto il suo bagaglio tecnico, mettendo a ferro e fuoco la difesa abruzzese con 14 punti nel solo terzo parziale. Impatto mortifero per Roseto, che si ritrova sotto anche di diciannove lunghezze, riuscendo a tamponare l’emorragia con la produzione offensiva di un ispiratissimo Rodriguez.

Squadre lunghissime nel quarto conclusivo, ne approfittano i tiratori: Hasbrouck e Cinciarini affondano stoccate letali dalla distanza, battono un colpo di risposta Person, Eboua e Nikolic. Minimo sindacale per la Fortitudo, che gioca sul velluto, chiudendo il campionato di A2 in grande stile: Leunen disegna per Mancinelli, che taglia a canestro per una reverse dunk da pelle d’oca.

Finisce così l’ultima battaglia del purgatorio biancoblù: Bologna batte Roseto 92-81.

 

D’Arcangeli:

“Colgo l’occasione per non parlare della partita, ma per fare i complimenti alla Fortitudo per la sua stagione, portando a termine un obiettivo complicato e non scontato. Estendo i miei complimenti ai miei ragazzi, che hanno conquistato la salvezza con cinque giornate di anticipo”.

“Preferenze per i playoff? Ci sembrano tutti dei mostri a tre teste al momento. Non credo di avere la classifica adatta per potermi scegliere l’avversario, aspettiamo gli accoppiamenti e vedremo”.

Martino:

“Ci tengo a dire che sono molto contento per questa vittoria: volevamo finire nel migliore dei modi, nonostante l’emergenza. Era giusto festeggiare tutti insieme con una vittoria, dopo due sconfitte consecutive arrivate per motivi comprensibili, ma che non le giustificano. Questa vittoria rappresenta la Fortitudo di quest’anno: grande voglia di vincere e di sacrificarsi, in un’atmosfera magica come quella del PalaDozza”.

“Giusto lavorare ed impegnarsi per vincere questa finale: incontreremo Roma, squadra già affrontata in Coppa, alla quale però mancavano due giocatori importanti. Due piazze importante, due tifoserie importanti: sarà una bella sfida”.

“Restiamo concentrati sul finire bene questa stagione, avremo tutta l’estate per programmare la prossima”.

Lele Carl Malaguti

Emanuele Malaguti, piú comunemente noto come Lele Carl, aspirante giornalista, appassionato di tutte le discipline sportive, in primis calcio e basket. Tifoso del Bologna Fc, della Fortitudo e dei Boston Celtics, regista e speaker radiofonico, irriducibile sognatore..