Teodosic entra e affonda Venezia: Virtus Segafredo - Umana Reyer 75 -70

Scritto da  Ott 06, 2019

 

 

VIRTUS SEGAFREDO BOLOGNA – UMANA REYER VENEZIA   75 – 70               (13-19; 35-39; 52-58)

Virtus Segafredo: Gaines 3, Deri n.e., Pajola, Baldi Rossi, Markovic 10, Ricci 4, Cournooh, Hunter 16, Weems 14, Nikolic n.e., Teodosic 22, Gamble 6. All. Djordjevic

Umana Reyer: Casarin n.e. Stone, Bramos 12, Tonut 2, Daye 12, De Nicolao 10, Filloy 9, Vidmar 2, Chappell 7, Pellegrino n.e., Cerella, Watt 16. All. De Raffaele

Arbitri: Viggi, Martolini, Perciavalle

Tiri liberi: BO 9/14; VE 7/7

Falli: BO 18; VE 16

Rimbalzi: BO 33; VE 38

Tiri da 2: BO 16/27; VE 12/25

Tiri da 3: BO 8/24; VE 11/26

Partita non semplice da interpretare in partenza. La Virtus in teoria parrebbe favorita: gioca in casa, viene da una striscia vincente, gioca con l’entusiasmo per il ritorno di Teodosic; la Reyer, viceversa, viene da risultati deludenti, sembra in condizioni fisiche precarie, in apparenza psicologicamente già a pezzi. Attenzione, perché queste suonano come chiacchiere da bar: l’Umana è campionessa d’Italia, ha una panchina lunghissima a supporto di un quintetto stellare, ha ripetutamente dimostrato di essere in grado di ribaltare anche le situazioni più svantaggiate.  Subito in campo Markovic, Cournooh, Weems, Ricci e Gamble per la Virtus; De Nicolao, Tonut, Bramos, Daye e Widmar per la Reyer. Venezia facendo la voce grossa prova la fuga praticamente già al via, con una serie di belle conclusioni di De Nicolao, Tonut e Daye: che le triple dei lagunari possano rivelarsi decisive è tra le ipotesi prepartita. Dopo quattro minuti e mezzo Gaines e Baldi Rossi cambiano Curnooh e Ricci, e siamo 4-13. Il divario è -12 quando Gamble, su rimbalzo d’attacco, riapre le marcature bolognesi. Mancano invece 2’38” quando Teodosic, appena entrato, tocca il suo primo pallone e segna un’immediata tripla, per il 9-19: il PalaDozza esplode, naturalmente! Dopo un minuto è suo l’assist per Hunter che realizza il peraltro acrobatico paniere del -8. È incredibile quanto conti lo stato d’animo, nello sport: la partita cambia totalmente volto, alla sosta il tabellone segna 13-19

Nel frattempo sono entrati anche Watt, Filloy, Stone, Chappell per la Reyer, Pajola per Bologna. Quest’ultimo sembra il bersaglio preferito dei falli più impetuosi dei veneti e deve uscire acciaccato rimpiazzato da Markovic, ma gli occhi sono veramente tutti per Milos, che doveva si e non toccare il parquet, e adesso è lui invece che incanta sia in attacco che in difesa. A 7’51” dall’intervallo lanciato in contropiede da Markovic realizza il -2, 20-22. Inevitabile sospensione Reyer. Bravi Bramos e Chappell a riallungare subito dopo. Teodosic si risiede, la partita si incattivisce quando in contropiede Ricci viene abbattuto come uno Spitfire dalla contraerea sotto gli occhi indifferenti degli arbitri. Djordjevic si infuria, becca un tecnico che grida abbastanza vendetta ma anche questo si trasforma in un grido d’assalto per i suoi che reagiscono ancora una volta soprattutto col rientrato Teo, che ai 2.34 dalla sirena porta la Segafredo in vantaggio, 31-30. Quando riesce, a 1’03, sul 35-34, il boato è pazzesco. Gli ultimi istanti del periodo premiano peraltro maggiormente l’Umana e si va al riposo sul 35-39.

Al rientro bianconeri in confusione, veneziani che ne approfittano forse meno di quanto potrebbero, ma in poco più di un amen è 37-45. Timeout Virtus, tocca rientrare a Teodosic, assieme ad Hunter e Baldi Rossi. La musica, chissà com’è, cambia nuovamente. A 3’38 nuovo temporaneo vantaggio Bologna, 46-45, ovviamente sempre grazie al play serbo. La benzina però sembra come finita, sotto le Due Torri. Per alcuni minuti la Reyer detta nuovamente legge (con un Watt decisamente in partita) e se non fosse per una tripla siderale del solito Teo la punizione potrebbe essere pesante. Così, si va all’ultimo quarto sul 52-58.

Ci vogliono più di tre minuti perché cambi il risultato, con una tripla importantissima di Gaines, fin qui a secco. Poco prima di metà quarto Weems da tre riporta avanti i suoi, dopo un altro acrobatico canestro di Hunter, ma Watt sotto le plance non perdona. Parità, 60-60, a 4’30 dalla fine. Da qui in avanti è un gran bel basket, con giochi da tre a ripetizione da una parte e dall’altra, la Virtus che si mangia un +5 in un battibaleno; a 1’22 la Virtus è avanti 71-68, con Weems, ora, sugli altari ma anche Watt rimane micidiale. Hunter però finalizza gli assist di Teodosic e la Reyer si deve arrendere: 75-70.

L’MVP è incontestabile: Milos Teodosic con 22 punti e 7 assist ha ucciso di fatto la partita, anche se la sua presenza è parsa fin troppo indispensabile, alla Virtus, per saltarci fuori. Certo che è sembrato giunto da un altro pianeta, ma per la Segafredo sarà imprescindibile capire che lui deve essere la “ciliegiona” sulla torta, non la sua ossatura, se vuole davvero fare il salto di qualità. Peraltro, il pregio del play serbo è stato pure quello di far girare al meglio i compagni, di cui comunque in tre sono andati in doppia cifra. Venezia è stata squadra totalmente diversa da quella vista domenica scorsa contro la Fortitudo molto più volitiva e decisa, e batterla è stata una piccola impresa, come ci si poteva attendere. Rimangono i primi oppositori di Milano per il titolo italiano, a parer nostro, ma la Virtus può cominciare a guardare avanti con prospettive molto interessanti.

Ultima modifica il Lunedì, 07 Ottobre 2019 00:21
Andrea Marcheselli

Bolognese, giornalista di ormai vecchia data, critico teatrale e letterario, da sempre appassionato di basket è stato giocatore, dirigente ma soprattutto allenatore, ed ora per 1000 Cuori Rossoblu anche commentatore delle vicende virtussine