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Gambini in entrata l'11 gennaio contro l'AZS Varsavia battuto 81-53 nella 4 Coppa Città di Bologna vinta dalla Virtus (foto tratta dall'Archivio SEF Virtus) Gambini in entrata l'11 gennaio contro l'AZS Varsavia battuto 81-53 nella 4 Coppa Città di Bologna vinta dalla Virtus (foto tratta dall'Archivio SEF Virtus)

1956: l'inaugurazione del PalaDozza

Scritto da  Ezio Liporesi Nov 02, 2019

 

 

La cerimonia di inaugurazione del palasport di Bologna risale al 9 agosto 1956, Ma la prima partita è del 12 settembre. Il palasport non ancora PalaDozza, lo sarebbe diventato nel 1996, ospita la quarta edizione del Trofeo Mairano. Dalla Sala Borsa a Piazza Azzarita, dalla palla al cesto alla pallacanestro. Insieme con l'Italia ci sono Unione Sovietica, Cecoslovacchia, Polonia, Ungheria e Svezia. L'Italia apre il torneo il 12 settembre 1956 battendo la Polonia per 70 a 54. In quella squadra azzurra, allenata da Jim McGregor, i bolognesi sono addirittura sette: Alesini, Calebotta, Gambini e Canna della Virtus Minganti, Lucev e Macoratti del Gira Preti e Sardagna della Moto Morini (anche Lucev e Sardagna diventeranno poi giocatori della Virtus). Un giusto tributo a quella che è già Basket City: infatti il campionato 1955/56, l'ultimo in Sala Borsa, si era concluso con il sesto tricolore per la Virtus Minganti, quarto è arrivato il Gira, settima la MotoMorini. Il campionato successivo, il primo disputato in Piazza Azzarita, avrebbe visto la Virtus seconda, la MotoMorini terza e il Gira ottavo.

"A noi - racconta Canna, che sarebbe stato il capitano della nazionale italiana alle Olimpiadi di Roma nel 1960 - quell'impianto sembrava enorme. Eravamo abituati alla Sala Borsa, il colpo d'occhio del palazzo era impressionante".

La pallacanestro non è ancora per professionisti, Canna lavorava alla Minganti, occupandosi di impianti e macchine elettriche, con la pallacanestro riusciva più o meno a raddoppiare le entrate, abbastanza per sentirsi un privilegiato. E quando non gli davano il permesso per andare in Nazionale, in azzurro ci andava lo stesso, prendendo le ferie.

Torniamo al Trofeo Mairano, l'Italia superò poi la Svezia 86-30, per poi perdere le successive tre gare: 56-65 contro l'Ungheria, 55-72 di fronte all'URSS e 57-76 contro la Cecoslovacchia. Il torneo lo vinsero i sovietici, nella cui formazione spiccava Krusmins, un armadio di 214 centimetri contro cui rimbalzava chi si avventurava vicino a canestro e che tra una partita e l'altra scriveva poesie. Al secondo posto una briosa Cecoslovacchia, poi l'Ungheria e al quarto posto l'Italia. Alesini fu il migliore degli italiani, poi Gambini e Canna, ma un premio andò anche al ventiduenne Lucev. Il 23 dicembre 1989, dopo il derby vinto dalla Knorr in casa dell'Arimo 67-77 (29-42 il primo tempo), giocato ovviamente in quello stesso palasport, Silvio Lucev si recò negli spogliatoi delle V nere. Cercava Roberto Brunamonti che, come capitava spesso, era stato grande protagonista: 21 punti, 4 su 7 da due, 3 su 6 nelle triple, 4 su 4 in lunetta, 7 rimbalzi, 3 recuperi, 2 assist. Lucev volle consegnare a Roberto il premio conseguito al Trofeo Mairano. Chi era Lucev? Un giocatore di estro di fantasia, che sapeva dare del tu al pallone e in seguito, nonostante le sole due stagioni giocate nella Virtus, il pubblico se ne innamorò per quella sua propensione a interpretare in modo nuovo la pallacanestro, non più il gioco tutto cuore e grinta della Sala Borsa, ma un'attenzione anche al gesto tecnico che fece poi del pubblico di Bologna una platea competente e amante del bel basket. Amore largamente ricambiato, tant’è che Lucev, abbandonato il campo a soli 25 anni (poi solo una piccola esperienza da allenatore al Gira), rimase fedele sostenitore delle Vu nere e frequentatore del palasport in occasione delle gare interne della Virtus, insieme alla moglie, conosciuta proprio in occasione dell’inaugurazione del palazzo dello sport e alla figlia Diletta. Quella consegna del premio, vinto trentatre anni prima, a Brunamonti fu come una sorta di testamento cestistico: dopo poco più di sei mesi, Lucev, da tempo malato, lasciò la famiglia, gli amici e la Virtus ma in quell'oggetto rivive il suo ricordo.

In campionato l'inaugurazione spettò al Gira nella prima giornata, la prima gara della Virtus coincise con la seconda giornata ed è un derby emozionante: lo vince la Virtus contro il Gira il 28 ottobre 1956, oltre ai quattro nazionali per la Virtus facevano parte dei dieci anche il grande Carlo Negroni, Borghi e l'egiziano Chaloub. I quaranta minuti terminarono 40-40, poi le V nere prevalsero al supplementare. In quella stagione le Vu nere vinsero tutti i derby, due con il Gira e due con la MotoMorini.

 

28 ottobre 1956

Virtus Minganti Bologna – Gira Preti Bologna                    45-42 dts

Virtus: Alesini 9, Andreo 0, Borghi 0, Calebotta 8, Canna 10, Chaloub 4, Gambini 3, Lamberti 5, Ca. Negroni 0, Rizzi 6

Il Premio del Trofeo Mairano vinto da Lucev e donato poi a Brunamonti Il primo torneo internazionale per squadre di club si svolse nel gennaio 1957, la quarta Coppa Città di Bologna, vinta dalla Virtus battendo i belgi dell'Antwerpse, giunti ultimi, gli jugoslavi del Proleter Zrejianin e i polacchi dell'AZS Varsavia, arrivati secondi.
Ultima modifica il Sabato, 02 Novembre 2019 08:14