Pietro Aradori abbraccia Kassius Robertson Pietro Aradori abbraccia Kassius Robertson Fortitudo Bologna/Valentino Orsini

All’ultimo respiro: una Fortitudo bella a metà espugna allo scadere il Pala Desio per 84-82

Scritto da  Nov 24, 2019

ACQUA SAN BERNARDO CANTU’-FORTITUDO POMPEA BOLOGNA 82-84 (21-16; 46-32; 56-52; 74-74)

Acqua San Bernardo Cantù: Young 7, Collins 13, Procida ne, Clark 6, La Torre, Hayes 11, Wilson 7, Burnell 29, Baparapé ne, Simioni, Rodriguez 2, Pecchia 7. All. Cesare Pancotto.

Fortitudo Pompea Bologna: Robertson 17, Aradori 23, Cinciarini, Mancinelli 1, Dellosto ne, Leunen 12, Sims 15, Fantinelli 2, Daniel 11, Stipcevic 3. All. Antimo Martino.

Arbitri: Fabrizio Paglialunga, Valerio Grigioni, Alessandro Perciavalle.

Tiri liberi: CA 10/17 (59%); BO 21/26 (81%).

Rimbalzi: CA 45; BO 43.

Falli: CA 25; BO 19.

Tiri da 2: CA 24/49 (49%); BO 21/34 (62%).

Tiri da 3: CA 8/24 (33%); BO 7/24 (29%).

 

QUINTETTI INIZIALI

Acqua San Bernardo Cantù: Clark, Young, Pecchia, Wilson, Hayes.

Pompea Fortitudo Bologna: Fantinelli, Robertson Aradori, Leunen, Sims.

 

Cantù per invertire il trend negativo e tornare a correre in classifica, Bologna per dare continuità al post Milano, ma non solo. Tanti gli ex della partita, da Cesare Pancotto a Stefano Mancinelli, passando per Maarty Leunen e Pietro Aradori, in una sfida che mette sul piatto molto più della semplice vittoria.

I primi minuti della Fortitudo sono un copione già visto: doppio rimbalzo offensivo dell’Acqua San Bernardo, Clark ringrazia e fa 2-0. Molle l’approccio alla gara degli uomini di Martino, spinti sotto di cinque lunghezze dal duo Wilson-Young, tenuti a galla dai piazzati dalla media di Sims. Entrano nel vivo del match Aradori e Leunen, ricucendo lo strappo e regalando il primo vantaggio a Bologna (9-10 dopo sei minuti). Ruota bene con la palla in mano Cantù, creando continui mismatch e ritrovando le cinque lunghezze di vantaggio con Hayes. Out Sims, dentro Daniel che, a spizzichi e bocconi, accorcia sugli avversari, salvo poi alzare bandiera bianca sulla tripla a fine quarto di Burnell.

Batte un colpo la Fortitudo al rientro sul parquet, combinando con il lungo statunitense e Robertson per quattro punti, dando l’impressione di poter ribaltare il punteggio. La formazione di Pancotto alza i giri al motore ed inchioda in back to back due triple con Collins, costringendo la panchina ospite al timeout. Apnea totale per Bologna che, affidandosi alla zona, cede il fianco alle scorribande sotto canestro di Wilson, Hayes e Burnell, scivolando sopra la doppia cifra di svantaggio dopo appena tre giri d’orologio. Robertson accenna ad una reazione bruciando la retina dall’arco, ma Hayes inchioda l’ennesima schiacciata al ferro, spegnendo eventuali velleità avversarie. In panchina Antimo Martino è una furia e la vibrante protesta con la terna gli costa il tecnico, trasformato da Clark. La Fortitudo non riesce a tradurre in carica agonistica la rabbia della propria guida tecnica e nonostante i centri di Leunen e Sims, all’intervallo si trova sotto di quattordici lunghezze.

La pausa lunga regala al parquet una Bologna di tutt’altro piglio: Robertson apre le marcature nella ripresa, ben coadiuvato da Leunen, ma Cantù mette una pezza all’emorragia con Young e Collins. Timeout di Pancotto per evitare il tracollo che, inevitabilmente, arriva. L’onda anomala biancoblù si abbatte sull’Acqua San Bernardo e porta la firma di Daniel e Robertson: il pivot statunitense domina nel pitturato, trovando l’appoggio del tiratore canadese letale in penetrazione ed al tramonto della contesa è -4 Fortitudo.

Doccia fredda all’esordio dal mini break per Bologna: Burnell inchioda nuovamente al ferro per i padroni di casa, lanciando un chiaro segnale agli ospiti. Non si scoraggia la squadra di Martino e mattone dopo mattone s’inerpica sul crinale dello svantaggio, risalendo dal crepaccio dov’era finita e ritrovandosi grazie agli sforzi di Aradori e Leunen a stretto giro di posta da Cantù. Sims dalla lunetta pareggia i conti a 2:12 dalla fine sul 70 pari, Burnell ricaccia indietro l’Aquila dall’arco, ma è sempre il centro biancoblù a impattare nuovamente l’incontro dopo il viaggio in lunetta di Collins, mandando la sfida ai supplementari.

Affiora la stanchezza tra i due schieramenti e, nonostante qualche passaggio a vuoto, riesce a mettere il naso avanti la Fortitudo con la tripla di Stipcevic per il nuovo vantaggio ospite dopo un’intera partita. Si traveste da pompiere Collins dalla lunetta per il controsorpasso, venendo emulato da un diabolico Burnell, mortifero dall’arco per il +4 Cantù. Non si perde d’animo l’Aquila: nonostante due palle perse, la formazione di Martino ricuce lo strappo con Aradori e Robertson, realizzando il sorpasso all’ultimo respiro con la penetrazione di Leunen. 82-84, nove secondi allo scadere, rimessa Acqua San Bernardo: Young riceve, scarica a Clark che perde troppo tempo e sulla sirena non riesce a trovare il nuovo pareggio. Finisce così al Pala Desio: Bologna batte Cantù 84-82.

Vittoria di grande carattere della Fortitudo, al termine di una prestazione ottima per il collettivo biancoblù. Primo tempo opaco per Bologna, rientrata in campo nella ripresa con tutt’altro piglio, capace di trovare prima il pareggio e poi la vittoria con grinta e lucidità, trascinata dall’esperienza dei suoi veterani e dalla qualità di Aradori, MVP del match con 23 punti complessivi.

Lele Carl Malaguti

Emanuele Malaguti, piú comunemente noto come Lele Carl, aspirante giornalista, appassionato di tutte le discipline sportive, in primis calcio e basket. Tifoso del Bologna Fc, della Fortitudo e dei Boston Celtics, regista e speaker radiofonico, irriducibile sognatore..