La Virtus Segafredo liquida in scioltezza la pratica Cantù: 89-70

Scritto da  Dic 01, 2019

VIRTUS SEGAFREDO BOLOGNA – ACQUA S. BERNARDO CANTU’      89 - 70       (21-21; 41-36; 69-49)

Virtus Segafredo: Gaines 3, Deri 2, Pajola 5, Baldi Rossi 5, Markovic 10 , Ricci 2,  Cournooh 6, Hunter 13, Weems 15, Nikolic, Teodosic 15, Gamble 13. All. Djordjevic

Acqua S. Bernardo: Young 11, Collins 6, Procida n.e., Clark 17, La Torre 3, Hayes 10, Wilson 11, Burnell 10, Baparapé n.e., Simioni, Rodriguez, Pecchia 2. All. Pancotto

Arbitri: Rossi, Baldini, Vita

Tiri liberi: BO 10/18; CU 7/10

Falli: BO 19; CU 15

Rimbalzi: BO 35; CU 35

Tiri da 2: BO 36/67; CU 28/64

Tiri da 3: BO 7/19; CU 7/27

Virtus-Cantù una volta poteva anche essere potenziale sfida scudetto (più di 40 trofei complessivi in campo), decaduta, da tanti anni a questa parte, a incontro fra nobili attempate alla ricerca di un residuo estemporaneo momento di gloria. Oggi, invece, vede di fronte una squadra che sta cercando di rialzare la testa, fin qui anche riuscendoci, e un’altra che galleggia alla ricerca di una identità che per il momento sembra lontanissima dai fasti passati. Per questo, pur essendo indispensabile affrontare ogni avversario con la necessaria concentrazione, parrebbe quella di oggi la partita giusta per la Virtus con la quale tornare in gioco dopo la sosta, utilissima per riprendere fiato ma pericolosa per l’interruzione del ritmo gara. Torna Weems, e non è poco, è la prima ufficiale da ex di Gaines, fra i lombardi occhio in particolare a Jason Burnell.

Quintetti in campo: gli ormai soliti Markovic, Cournooh, Weems, Ricci e Gamble per Bologna, Young, Clark, Hayes, La Torre e Burnell per gli uomini di Pancotto. Primi minuti di classici batti e ribatti con una stoppatona di Haynes su Gamble come sola vera emozione, assieme alla protesta della curva ultras contro la vendita di biglietti vietata ai residenti nella provincia di Como, con Cantù leggermente avanti in partenza. Il primo quarto finisce 21-21. Non sono pochi però 21 concessi così, in partenza.

Si rientra con un po’ più di determinazione in casa Virtus. Dopo la tripla di Baldi Rossi Pancotto chiede subito time out. In realtà la partita è piacevole: poca tensione, ogni tanto un bel gesto tecnico. A metà periodo si è sul 36-26 con Pancotto che cerca di tamponare chiamando una nuova sospensione. Una certa girandola di cambi tra i virtussini tenta di distribuire i carichi e le responsabilità tra gli uomini di Djordjevic, tuttavia è quest’ultimo a dover chiedere time out dopo due minuti e mezzo dalla sosta a causa di un parziale subito di 0-6. Ci pensa Santeodosic a riscaldare le tribune con un numero da circense sulla sirena, assolutamente straordinario, ma la luce rossa, dice il replay, si è accesa una frazione di secondo prima che rilasciasse la palla. Per ora è così: 41-36.

Si riparte da dove ci si era fermati. Occorre qualche fischiata controversa (ma niente di che) per scaldare un po’ gli animi. Gamble riesce anche a farsi dare un tecnico dopo aver realizzato un bel canestro in pick’n’roll per aver chiesto “animatamente” un fallo. Si supera la doppia cifra di vantaggio (57-46) con un rapido e spettacolare contropiede di Weems. Un altro di Teodosic che porta Pajola a schiacciare fa alzare tutti in piedi ad applaudire. Milos dirige la musica, di conseguenza sono diversi ora gli attimi di show time. Hunter, in questo, è un compagno perfettamente in linea, per cui non stupisce il divario all’ultimo intervallo: 69-49, con parziale di 28-13 abbastanza impietoso.

A 8’53” dalla fine la temporanea uscita dal parquet di Weems è accompagnata da un gigantesco applauso. Djordjevic vuole entrare nello spettacolo e si procura un tecnico, ma la partita è definitivamente in discesa, anche perché Djordjevic non concede granché alla propria panchina e il divario tecnico fra le contendenti rimane incolmabile. Infatti termina 89-70. Per la Segafredo pratica archiviata, per Cantù una figura comunque più che dignitosa, con cinque giocatori (Clarke, Young, Burnell, Wilson e Hayes) in doppia cifra. Quando esce, nell’ultimo minuto, Santeodosic (11 assist), sono tutti in piedi ad omaggiarlo. Lorenzo Deri, il suo sostituto, si iscrive a referto con un 2 su 2 ai liberi, ed è il suo battesimo in campionato. Festa per tutti, insomma, e adesso occhi bianconeri puntati su Cremona.

Andrea Marcheselli

Bolognese, giornalista di ormai vecchia data, critico teatrale e letterario, da sempre appassionato di basket è stato giocatore, dirigente ma soprattutto allenatore, ed ora per 1000 Cuori Rossoblu anche commentatore delle vicende virtussine