Le parole di Antimo Martino in vista della gara con Trento

Scritto da  Dic 06, 2019

 

 

Energia, concentrazione, umiltà sono state le parole chiave dell’intervista rilasciata da coach Antino Martino alla vigilia dell’incontro casalingo della Fortitudo Pompea con Trento.

Quello con Trento è sicuramente una partita di livello, che viene dopo una sosta che abbiamo utilizzato per cercare di recuperare energie soprattutto mentali, per recuperare qualche acciacco. Siamo ripartiti con la voglia giusta per preparare questa partita che, come poi tutte, ha un valore molto alto. Trento è da anni ai vertici della pallacanestro italiana, è strutturata per fare bene, è una di quelle che fanno le coppe con quello che ne consegue come atletismo e profondità di roster a disposizione di coach Brienza. Per noi dunque è un test importante, cercheremo di fare il massimo, cercando di trovare molta energia anche dal Palazzo, dove ci sono i nostri tifosi che sono sicuro ci supporteranno come sempre, però dovremo essere bravi noi in campo.

Si può considerare uno scontro diretto per le Final8?

Innanzi tutto noi dobbiamo, come per tutte le partite in casa, cercare di raccogliere il massimo possibile comunque. Una vittoria per noi sarebbe prima di tutto avere due punti in più, mettere mattoncino per raggiungere il nostro obiettivo.  Poi certo ci potrebbe dare la possibilità di sognare di poter competere anche per un traguardo intermedio sicuramente importante.

Avresti fatto a meno di questa sosta?

Alla fine la sosta ci è servita per rimettere in sesto qualche acciacco ma a questo punto gli allenamenti hanno ripreso il consueto trend di preparazione della partita.

Tutti gli occhi saranno sul duello Aradori-Gentile. Potrebbe diventare fondamentale per risolvere la partita?

Non ci piove sul fatto che siano giocatori importanti per le rispettive squadre, ma non credo che a questo livello possa diventare determinante. Un solo duello, nell’attuale serie A, può essere importante, ma mai determinante. Piuttosto sarà decisiva la prestazione dell’intera squadra. Trento è una squadra non troppo diversa da Brescia per la prestanza fisica, per la presenza di lunghi importanti che possono partire dalla panchina, non penso che la partita possa risolversi con una semplice sfida tra due giocatori.

Una buona prestazione ai rimbalzi è stata determinante invece sulle vittorie; a questo proposito, potrebbe rappresentare, questa gara, una sorta di passaggio di consegne tra Knox e Daniel, visti i precedenti in Fortitudo del centro ora a Trento?

Intanto, non metterei a confronto il loro centro titolare con Daniel, che esce dalla panchina; sarebbe più corretto farlo fra Sims e Knox. L’accoppiamento fra i due, anche se uno è un ex, non trovo sia così pertinente, perché fra l’altro parliamo di due periodi diversi e francamente mi pare che ai giocatori queste cose interessino veramente poco. Entrambi terranno a fare bene per altri motivi, questo è sicuro. Per quello che riguarda la prestazione a rimbalzo, è una cosa che a volte soffriamo, ma se riusciamo ad essere concentrati come con Venezia e Milano, riusciamo ad essere bravi anche se ci troviamo di fronte ad accoppiamenti in teoria del tuto improbabili. Come in sostanza è accaduto nel secondo tempo con Cantù. Dico sempre che non è solo questione di centimetri o fisicità, a rimbalzo, quanto piuttosto di attenzione.

Sta emergendo una certa differenza di obiettivi tra società, che predica umiltà, e alcuni giocatori che viceversa evidenziano alcune ambizioni più spiccate. A questo proposito, hai fatto tabelle per raggiungere i diversi obiettivi che attualmente vi si prospettano, che siano le Final8 o la salvezza, o altro ancora?

Sulla Coppa Italia devo essere sincero, la classifica è talmente corta che potremmo essere coinvolti ma non sarà facile, anche se potrebbero mancare solo due o tre vittorie per arrivarci. Per il resto, vedo che ci sono anche giocatori che continuano ad avere un approccio molto cauto, e ritengo che la società faccia bene a continuare a predicare soprattutto umiltà. Questo non significa che lavorando giorno per giorno e raggiunti prima possibile i nostri obiettivi non si possa poi cercare anche altro, ma sempre con l’atteggiamento giusto.

La presenza di Craft, che ci sia o meno, potrebbe cambiare qualcosa. Potrebbe essere Fantinelli in gradi di spostare l’ago della bilancia?

Noi ci siamo allenati ritenendo che lui ci sarà, è sempre meglio allenarsi per il massimo e poi togliere qualcosa, eventualmente, che non il contrario. Craft è molto importante e diverso da tutti coloro che potrebbero sostituirlo, certo. Per quanto riguarda l’ago della bilancia, Trento è una delle squadre che hanno veramente dieci giocatori, e undicesimo uno come Lechthaler, non è come quando si era in A2 dove la situazione era ben diversa. Se non c’è Craft c’è poi Forray, insomma tutti possono diventare ago della bilancia in serie A. Ma nel basket attuale è soprattutto questione di energia. Come si è visto contro Milano, perché dall’energia nascono i rimbalzi, le buone percentuali. Questo è l’aspetto chiave sul quale cerchiamo di mettere il massimo dell’attenzione.

Ultima modifica il Venerdì, 06 Dicembre 2019 19:21
Andrea Marcheselli

Bolognese, giornalista di ormai vecchia data, critico teatrale e letterario, da sempre appassionato di basket è stato giocatore, dirigente ma soprattutto allenatore, ed ora per 1000 Cuori Rossoblu anche commentatore delle vicende virtussine