La Coppa Intercontinentale va a Tenerife, che batte una "timida" Virtus Segafredo 80 - 72 foto: FIBA

La Coppa Intercontinentale va a Tenerife, che batte una "timida" Virtus Segafredo 80 - 72

Scritto da  Feb 09, 2020

 

 

VIRTUS SEGAFREDO BOLOGNA  -  IBEROSTAR TENERIFE 72 – 80   (11-16; 32-42;  )

Virtus Segafredo: Marble 11, Pajola, Baldi Rossi 3, Markovic 11, Ricci 12, Delia 2, Cournooh, Hunter 4, Weems 2, Nikolic n.e., Teodosic 15, Gamble 12. All. Djordjevic

Iberostar: Lundberg , Yusta , Huertas 23, Salin 12, Shermadini 18, Lopez n.e., White 10, Guerra, Cabrera n.e., Suarez, Konate 6, Bogris. All. Vidorreta

Arbitri: Vazquez (Porto Rico), Glizic, Kallio (Canada)

Tiri liberi: BO  13/20; TE 19/24

Falli: BO  23; TE 18

Rimbalzi: BO  33; TE 46

Tiri da 2: BO  16/34; TE 17/39

Tiri da 3: BO  9/28; TE 9/26

Un’impresa. Questa sera, occorrerebbe un’impresa, alla Virtus Segafredo, per battere l’Iberostar Tenerife in casa sua e aggiudicarsi così la più prestigiosa coppa per club della FIBA, in quella che virtualmente può considerarsi una rivincita della finale della scorsa, vittoriosa Champions League, per quanto tutte e due le formazioni siano vistosamente rinnovate. Gli spagnoli sono squadra tosta, lo hanno confermato venerdì sera contro i Vipers, formazione di G-League, lo stanno dimostrando in Champions, dove viaggiano con un record di 11 vittorie e 3 sconfitte e sono già qualificati ai play-offs, ma anche nel campionato spagnolo, dove sono quarti, davanti a Bllbao, Andorra, Malaga, Burgos, Valencia, Baskonia… In più, il fattore ambientale potrebbe rivelarsi decisivo, in una competizione ove la Virtus entra come ospite. D’onore, ma sempre ospite. Insomma, Teodosic e compagni dovranno indovinare la partita perfetta, fatta di enorme intensità difensiva e grande personalità in attacco, sperando che la condizione fisica sia di supporto a una concreta convinzione di potercela fare. Difficile dire quali saranno le chiavi dell’incontro, perché entrambe le squadre sono forti in ogni reparto. Di certo, determinante sarà l’approccio in difesa.

I quintetti iniziali vedono schierati Markovic, Teodosic, Weems, Ricci e Gamble per la Virtus, Yusta, Huertas, Salin, White e Bogris per l’Iberostar . Si inizia con due falli in attacco, uno per parte, e un antisportivo commesso su Gamble lanciato magnificamente da Santeodosic: 1 su 2 ai liberi, ma con rimessa e Markovic a segno da sotto. Poi Ricci “tripla” dall’angolo, ma in questo avvio è la difesa di Bologna a lasciare il segno. Poi Hunter sostituisce Gamble, sul 7-2 e il giocatore non sembra proprio in partita, come accaduto diverse volte, ultimamente. Infatti, dopo il suo secondo fallo, dopo un paio di minuti rientra Gamble. Nel frattempo gli iberici si rifanno sotto (9-7), prima che quasi tutto il quintetto bolognese si rinnovi. Il pareggio Iberostar arriva q 1’45” dalla prima sirenza, su liberi di Lundberg (11-11), seguito dal vantaggio colto da Shermadini che si sta mangiando i lunghi Virtus, prima Gamble, poi Hunter, ora anche Delia, tanto che il quarto finisce 11-16.

Una persa di Baldi Rossi a metà campo che manda in contropiede Konate dice chiaramente che la Virtus è intimorita. La difesa bolognese non è più quella dei primi cinque minuti, e in attacco si sbaglia un po’ troppo, così arriva il -10 a metà secondo periodo (17-27). Gamble per un momento pare riuscire a riportare i suoi in partita, ma una triplona di White mantiene il distacco sopra la doppia cifra. Markovic inventa un piao di canestri importanti, però Shermadini resta un quesito irrisolvibile: sulla sirena ribadisce il +10 spagnolo, 32-42. Situazione complicata dai falli: Hunter e Ricci 3, Teodosic, Gamble e Pajola 2, ma quello che ora preoccupa, più di tutto, sono le gambe molli e il braccino corto di quasi tutti i virtussini, che hanno messo in fiducia una non straordinaria Iberostar, brava soprattutto nel chiudere la difesa dentro l’area, limitando in tal modo i giochi d’attacco bianconeri.

Si riparte malissimo in casa Virtus: rimbalzo difensivo perso che regala la tripla a Huertas. Per fortuna il duo serbo sale in cattedra, con il supporto di Gamble, ed almeno per un po’ non arriva il tracollo. Weems sottotono non aiuta, gli altri idem, e se addirittura Teodosic si fa rubare la palla non sosrprende il 42-57 al 25’. È incredibile come le palle vaganti finiscano sempre in mano agli spagnoli, per cui ogni accenno di rimonta, ad esempio una tripla ogni tanto come quelle di Ricci e Teodosic, viene vanificato. Poi, Huertas colpisce a ripetizione, e allora non ce n’è: 54-67 all’ultima sosta. L’ultima frazione sarà durissima.

Pajola per provare a limitare Huertas è l’idea con cui si apre l’ultima frazione. La Virtus ora c’è, ritrova un -8 insperato, grazie anche ad un paio di invenzioni di Santeodosic, però il canestro che potrebbe rimettere in discussione la gara continua ad essere sbagliato, a turno, un po’ da tutti. Certo la squadra sembra avere tutt’altro fuoco dentro. Ricci mette la tripla del -5 (64-69) a 5’ dalla fine, in più occasioni l’Iberostar è costretto all’infrazione di 24”, ma continua a non entrare il colpo chirurgico. Marble dall’angolo dà pure il -3, ma Shermadini riallunga per Tenerife e Huertas punisce con la tripla una velenosa persa di Marble. Time out Segafredo a 2’38” sul 67-76. Dopo vari errori distribuiti tra i bolognesi Markovic mette la tripla del -6 e così si entra nell’ultimo minuto. Giocato male però proprio da quest’ultimo. Bogris mette due liberi, Gamble ne sbaglia uno, Salin ancora 2 su 2, Marble ancora 1 su 2 ma Weems fallisce addirittura l’appoggio sul rimbalzo. Finisce 72-80. La Coppa Intercontinentale va all’Iberostar Tenerife che vince meritatamente perché ci ha creduto di più, guidata dalla coppia Huertas-Shermadini e con tante buone cose da Lundberg, Salin, Bogris, White e Konate. Tra i bianconeri un fantasma Weems, come Hunter impalpabile per molti minuti. Teodosic non è riuscito a fare il santo ma non è che possa fare sempre il boia e l’impiccato, e comunque in campo è tornata la squadra di Belgrado, destinata alla sconfitta.

Doveva essere un’impresa, e l’impresa non è arrivata. In verità, gli spagnoli non sono sembrati poi così più forti, però ci hanno creduto e ancora una volta è stata una guardia, Huertas, a dare il colpo di grazia. Alla  Virtus Segafredo non resta che tornare con la coda fra le zampe meditando su tante cose. L’aspetta la Coppa Italia con il quarto di finale contro Venezia. In quali condizioni psicofisiche si presenterà?

 

Ultima modifica il Domenica, 09 Febbraio 2020 23:16
Andrea Marcheselli

Bolognese, giornalista di ormai vecchia data, critico teatrale e letterario, da sempre appassionato di basket è stato giocatore, dirigente ma soprattutto allenatore, ed ora per 1000 Cuori Rossoblu anche commentatore delle vicende virtussine