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21 Febbraio, il punto su Basket City. Giorni di relax, tempo di "spifferi", momenti per ritemprarsi

Scritto da  Feb 21, 2020

 

 

L’interruzione per gli impegni della Nazionale non poteva capitare in un momento più opportuno per Virtus Segafredo e Fortitudo Pompea, che escono da questo febbraio con numerosi interrogativi sulla propria identità. Per la verità le cifre parlerebbero chiaro: la Virtus in campionato è prima in classifica, figura essere prima nelle statistiche di squadra relative ai punti realizzati a partita (86), ai rimbalzi (42.1), agli assist (21.4), al tiro da 2 punti (59%), alle palle recuperate (8.5); la Fortitudo è ancora nel lotto delle potenziali partecipanti ai playoff, dopo essersi conquistata la semifinale alle Final8, che per una neopromossa è risultato di tutto rilievo. Eppure, se si scorrono i social i tifosi si dividono fra soddisfatti e mugugnanti, perché il fatto che si fossero illusi, in tanti, che gli obiettivi della loro squadra fossero come d’incanto lievitati ha provocato la classica crisi della disillusione e dei rimpianti: se si fosse fatto così o colà, se il coach non avesse sbagliato, se l’arbitro avesse fischiato… Invece, i risultati conseguiti da entrambe sono molto più nella logica delle cose, per quanto sia vero che la Segafredo sia arrivata ad un niente da risultati più eclatanti, mentre per quanto riguarda la Pompea ci si chiede davvero cosa avrebbe potuto fare più di così. Poi, la sosta soffia sul fuoco: non essendoci risultati concreti sui quali litigare cominciano a serpeggiare le voci: prolungamento o meno del contratto di Djordjevic, situazione finanziaria della Effe, taglio di questo o di quello, conferma o meno di questo o quell’altro giocatore sono alcuni tra i temi più gettonati, occasioni per scontri anche pepati tra fenomeni da tastiera. Viceversa, in questi giorni le squadre (tolti i convocati in Nazionale come Ricci, Baldi Rossi e Robertson, con Teodosic invece tornato a Bologna) stanno godendo di un periodo di relativo relax indispensabile a conclusione di un tiratissimo tour de force, prima di riprendere regolari allenamenti che dovrebbero ritemprarle. In fondo, fra otto giorni ricomincia il campionato per la Segafredo, con il recupero a Varese che dovrebbe servire, assieme all’incontro la domenica successiva al PalaDozza contro Brescia, oltre che per i due punti a ritrovare la forma migliore in vista della trasferta a Istanbul decisiva per l’Eurocup. Anche in questa ottica io continuerei a suggerire di attendere la fine della stagione per stilare rendicontazioni: dovesse passare, la Virtus, avrebbe quasi ottenuto il pieno raggiungimento degli obiettivi prefissati in estate, che parlavano, in verità, di finali di Coppa, ma si sa che non vincendola non ci sarebbe poi tutta questa differenza; dovesse invece uscire, non sarebbe il caso di vedere, prima di emettere sentenze, cosa riserverà il campionato?

Credo che le rispettive proprietà (a cominciare da Massimo Zanetti, Oscar del Basket 2020 quale personaggio dell’anno concluso) attualmente non possano che essere soddisfatte di quanto ottenuto sin qui, anche la finale persa a Tenerife non può essere valutata negativamente giacché sarebbe stata una vera impresa andare a battere l’Iberostar in un torneo organizzato in casa loro col forte sapore della rivincita, sia come squadra che come organismo organizzativo. La Virtus attualmente è poco più che un adolescente nel proprio percorso di ricostruzione, è plausibile che il DNA della vittoria non si sia ancora totalmente ricostituito, un estemporaneo e magari casuale successo rischierebbe quasi di frenarlo invece di rinforzarlo, in prospettiva. Si dia tempo al tempo: questa Segafredo è una bella squadra che diverte i propri tifosi e preoccupa le avversarie, un passo alla volta ci sono tutti i presupposti perché torni ad essere degna dei palcoscenici più prestigiosi. Un po’ alla volta, però, non tutto subito, come ha poi fatto Venezia, sta cercando di fare Sassari, mentre continua a non accettarlo Milano, che spende e spande quasi mai godendo. Ma sono poi fatti loro, che però possono servire da motivo di meditazione.

Sulla Fortitudo Pompea che altro dire? Il suo presidente ha confermato che Aradori, Mancinelli, Leunen, Fantinelli e Stipcevic hanno un altro anno di contratto, per gli altri si vedrà, a cominciare da Sims che sicuramente verrà preso di mira da sirene si vedrà quanto ammalianti. Il progetto complessivo però deve partire prima di tutto dal coach, Antimo Martino, che in settimana ha ricevuto il premio Reverberi come miglior allenatore dell’anno passato. Per il resto bisognerà vedere cosa diranno i libri contabili, probabilmente, ma basta con la dietrologia gratuita. Mentre questo campionato, seppur dovesse arrivare di qui in avanti una serie di scoppole, non potrà che lasciare il dolce in bocca, a meno di inimmaginabili tracolli.

Ultima modifica il Venerdì, 21 Febbraio 2020 13:02
Andrea Marcheselli

Bolognese, giornalista di ormai vecchia data, critico teatrale e letterario, da sempre appassionato di basket è stato giocatore, dirigente ma soprattutto allenatore, ed ora per 1000 Cuori Rossoblu anche commentatore delle vicende virtussine