Lazaros Papadopoulos, la lunga carriera di un ex Fortitudo

Scritto da  Giu 06, 2020

Pivot di due metri e dieci centimetri di altezza, Lazaros Papadopoulos può essere senza dubbio classificato come uno tra i migliori interpreti europei del suo ruolo  degli ultimi venti anni. In possesso del doppio passaporto greco e russo (è nato a Krasnodar), a Bologna ha militato con la maglia della Fortitudo nella stagione 2008-2009.

Cresciuto cestisticamente nell’Iraklis Salonicco, per cui ha giocato dal 1997 al 2001, venne successivamente firmato dal più quotato Panathinaikos per due stagioni, con cui vinse l’Eurolega nel 2002, dopo aver battuto la Virtus in finale da protagonista. Seppur da subentrante, il giovane Lazaros ebbe buone medie realizzative (4,5 / 6,5 punti per partita in 14’-15’), ma l’ulteriore calo del minutaggio nella seconda stagione lo convinse a tornare  all’Iraklis, in cui tornò a giocare con medie molto importanti (14,5 punti per partita in 32’).

Dopo una sola stagione firmò per la della Dinamo Mosca, dove rimase fino al 2007, vincendo anche l’Uleb Cup (la vecchia Eurocup) 2005/2006. In Russia divenne titolare inamovibile e guidò la squadra pure in Eurolega, facendo registrare medie importanti soprattutto nelle competizioni internazionali (14-15 punti per partita in 29’), che gli valsero un posto tra i migliori dieci giocatori europei (All-EuroLeague Second Team 2006-2007).

Raggiunto così l’apice della gloria, nell’estate del 2007 firmò un lauto contratto biennale col Real Madrid. Non riuscì però a trovare un buon feeling con la piazza, e l’anno seguente fu tagliato dal progetto tecnico e ceduto in prestito alla Fortitudo, che militava allora in Eurocup.

Con la maglia della effe disputò una discreta annata (12 punti per partita in 27’/28’ in campionato e coppa), non fu comunque riscattato e ritornò a giocare in patria. 

 

Firmò un biennale per il PAOK Salonicco, giocando di nuovo l’Eurocup nel 2010-2011 ad alti livelli (16 punti per partita in 33’), ritornando prepotentemente alla ribalta europea. Il suo exploit non rimase inosservato, e gli valse la chiamata del ben più vincente Olimpiakos, con cui tornò a vincere l’Eurolega e il campionato greco 2011-2012, gli ultimi suoi successi in carriera. Lo scarso spazio da subentrante (non più di 10’-13’ per partita) nella corazzata greca lo convinsero a ritornare al PAOK dopo una sola stagione, per concludere la carriera da protagonista. Ritornò in effetti a giocare ad alti livelli (11 punti per partita in 30’) nel campionato greco 2013-2014, e si ritirò l’anno seguente a causa di una lesione al ginocchio dopo aver giocato una sola partita con la Canarias Tenerife.

 

Completano il suo ben già notevole palmarès l’importante vittoria degli Europei del 2005 con la nazionale greca, in cui venne eletto miglior pivot del torneo, e l’ancor più prestigiosa medaglia d’argento ai Mondiali giapponesi del 2006. La sua carriera ha avuto notevoli alti, intervallati da alcuni bassi, che ne hanno purtroppo limitato la continuità delle prestazioni nel tempo. Il suo talento rimane comunque indiscutibile, insieme al rammarico di non averlo visto per più tempo sotto le due torri.