Tessitori in azione contro Gamble Tessitori in azione contro Gamble photo Bianca Costantini per 1000 Cuori Rossoblu

Amedeo Tessitori: sarà una bella annata, con l'appoggio dei tifosi. Noi ce la metteremo tutta!

Scritto da  Ago 06, 2020

 

 

Simpatico siparietto su Instangram della Legabasket la diretta di questo pomeriggio con Amedeo Tessitori. Sottoposto a una miriade di domande, il lungo neoacquisto della Virtus Segafredo non si è sottratto ad alcun discorso, rispondendo pure a domande abbastanza personali, ma soprattutto evidenziando di avere già bene in mente cosa possa significare per lui essere arrivato in una società come la Virtus Pallacanestro.

La prima domanda è stata su come si è fatto trovare a questo punto della stagione, dopo il periodo di lockdown:

“Prima di tutto dovevo cercare di limitare una tendenza all’ingrassamento, per cui mi sono dovuto allenare sempre con intensità, aiutato in questo dal fatto di vivere a contatto con un bosco, il che mi ha dato buone possibilità di movimento. Poi, sono passato in Slovenia, dove ci hanno permesso di allenarci per davvero, così da esser riuscito a mantenere una buona preparazione atletica”

Una buona sfida è stata passare alla Virtus Bologna, però ti sei lasciato dietro una bella storia anche a Treviso

“Ho dovuto prendere una decisione davvero veloce; con Treviso ho passato due anni importanti della mia carriera, loro mi hanno aiutato molto a rilanciarmi come giocatore e resto molto grato a tutto l’ambiente, ma il nostro lavoro ci porta a delle scelte e ho colto la sfida di venire a Bologna per potermi mettere in gioco e verificare fine a che punto posso arrivare. Certo, sono emozionato; la voglia di scendere in campo, di entrare nello spogliatoio, di riprendere le nostre vite di giocatori sono cose importanti. È stato anche un periodo positivo quello passato perché ci ha permesso di stare tanto con le nostre famiglie, ma ora sono pronto a ripartire.”

Come hai scelto la Virtus?

“Ho avuto un colloquio con Djordjevic che è stato molto convincente: per lui come coach, e per il tipo di società in cui entro e di sfida che mi si imporrà. Djordjevic è un allenatore di grande esperienza che mi può insegnare molto a darmi grandi opportunità di crescita”

Hai dichiarato che gli italiani che hanno voglie di dimostrare qualcosa e di farsi valere non temono che ci siano troppo stranieri

“L’intervista in verità era stata forse un po’ fraintesa, la situazione ha lati sia positivi che negatici, di sicuro. Io comunque sono dell’idea che stia al giocatore scegliere su cosa sia davvero importante misurarsi, e la presenza di tanti buoni giocatori on può non essere stimolante”

Hai fatto le giovanili alla Virtus Siena

“Questa estate sono tornato a Siena per una vicenda di beneficienza, e così sono passato a visitare il camp dei ragazzini della Virtus Siena, dove ho ritrovato alcuni dello staff di allora, gli ambienti che mi avevano ospitato, è stata una bella giornata”

Una tappa fondamentale per te è stata Biella

“Biella mi ha aiutato molto a riprendere confidenza col gioco, uscendo da una esperienza complicata a Sassari. Sono stati anni che ni hanno dato grande fiducia, grazie anche all’allenatore Carrea. Biella è stata la scintilla che mi ha definitivamente lanciato anche in nazionale”

A Treviso ti sei come consacrato, fino al ad arrivare ai Mondiali con la Nazionale

“Di sicuro essere un giocatore di A2 che va ai Mondiali con la Nazionale dimostra come Treviso sia stata una vetrina fondamentale, poi sono riuscito piano piano a crearmi le opportunità per arrivare a questa esperienza incredibile che ricorderò per sempre, come sarà anche per la mia famiglia”

Racconta il tuo arrivo a Bologna

“Sono davvero contento di essere arrivato in una società così importante, abbiamo già iniziato i primi allenamenti, sono entusiasta di essere in questo gruppo e di potermi allenare con questa grandi giocatori che mi possono aiutare a crescere”

Quale sarà il tuo numero di maglia?

“Lo 0, che mi ha portato fortuna a Treviso. Il mio ex numero era il 32, che avevo scelto perché mio fratello maggiore aveva il 16, e 32 era il suo doppio. Poi il 32 è un classico numero dei lunghi, ma a Treviso non arrivavamo così in alto coi numeri, per cui avrei preso il 16 che però era già occupato, di conseguenza ho scelto lo 0 perché a me dei numeri non interessa proprio niente

I tuoi obiettivi?

“Devo certamente aumentare la fisicità; poi tecnicamente devo migliorare in post basso , sul roll, e spero di crescere in altri movimenti per acquisire maggiore imprevedibilità”

Hai già capito quali siano le partite davvero importanti giocando a Bologna?

“Tutte, no? Ma sì, ho già capito quali siano le partite più importanti della stagione, per Bologna. Certo, è bello giocare a Basketcity, per la passione che si sente, che ti sprona a dare molto di più. Poi noi entriamo in campo anche per rendere felici i tifosi, per dare emozioni a chi viene a vederci”

Come ti senti ad essere di fatto uno dei pochissimi lunghi italiani?

“Bene. Diciamo che in fondo è stato un aiuto perché ho avuto meno competizione per guadagnare spazio, ma in realtà spero che in futuro questa aumenti, anche per la nazionale. I lunghi hanno tempi di maturazione diversi, è un ruolo ove occorre molta esperienza. Ogni volta devi capire bene quale sia la situazione in cui ti trovi, cosa ti vien chiesto di particolare. Sono sicuro che in futuro ci saranno comunque sempre nuovi giocatori che si metteranno in gioco anche in questo ruolo"

Cosa pensi di questa Virtus?

“Già mantenere il nucleo fondamentale della passata stagione è stata una mossa intelligente, questo faciliterà l’inserimento dei nuovi. È un gran bel gruppo, con un ottimo rapporto fra italiani e stranieri. Penso sia una squadra con buone potenzialità, dovremo poi metterci del nostro per capire cosa sarà un campionato probabilmente senza pubblico, non sarà un anno semplice. In ogni caso noi non ci tireremo indietro”

Sei scaramantico?

“Direi proprio di no, oltre ai gatti neri e sale non ha scaramanzie, cabale”

Ma c’è una persona che per te sia di particolare riferimento?

“Sicuramente i miei fratelli. Il maggiore, che ha 14 anni più di me, per me è sempre stato come un idolo irraggiungibile. Poi, il mezzano, che ha 7 anni più di me, è certamente il mio migliore amico. Con lui mi confronto spesso anche sulle questioni cestistiche”

Vuoi lanciare alla fine un messaggio ai tuoi nuovi tifosi?

“Posso soltanto dire che sarà una bella annata. Abbiamo tutti una voglia incredibile di rimetterci a lavorare, speriamo di avere il vostro appoggio in qualsiasi momento. Noi ce la metteremo tutta!”

Ultima modifica il Venerdì, 07 Agosto 2020 08:38
Andrea Marcheselli

Bolognese, giornalista di ormai vecchia data, critico teatrale e letterario, da sempre appassionato di basket è stato giocatore, dirigente ma soprattutto allenatore, ed ora per 1000 Cuori Rossoblu anche commentatore delle vicende virtussine