La forza fisica della Virtus Segafredo ha la meglio sulla voglia di vincere dell'Unahotels Reggio Emilia dopo un supplementare: 79-75

Scritto da  Set 01, 2020

 

 

VIRTUS SEGAFREDO BOLOGNA –   UNAHOTELS REGGIO EMILIA   79 – 75 dts        (11-15; 34-22; 49-51; 68-68)

Virtus Segafredo: Tessitori 6, Deri n.e., Abass 10, Pajola 9, Alibegovic, Markovic 4, Ricci 7, Adams 2, Hunter 11, Weems 12, Nikolic, Gamble 18. All. Djordjevic

Unahotels: Candi ,17 Baldi Rossi 13, Taylor 11, Giannini n.e., Cham 1, Besozzi n.e., Bonacini 1, Diouf 2, Blums 6, Kyzlink 24. All. Martino

Arbitri: Boninsegna, Galasso, Paglialunga

Tiri liberi: BO 21/28; RE 9/15

Rimbalzi: BO 47; RE 33

Falli: BO 20; RE 25

Tiri da 2: BO 23/46; RE 12/30

Tiri da tre: BO  4/21; RE 14/35

La seconda partita di Supercoppa LBA riapre le porte del PalaDozza e vede la Virtus Segafredo ospitare l’Unahotels Reggio Emilia che sabato scorso ha “giustiziato” la Fortitudo, con Baldi Rossi ex di rilievo per il buon rapporto rimasto fra lui e tutto l’ambiente virtussino. Fa notizia l’assenza di Teodosic, precauzionalmente a riposo, che porta Adams in quintetto al suo posto. Assieme a lui, torna nella posizione iniziale di play Markovic, con i soliti Weems, Ricci e Gamble. Per Reggio in campo Taylor, Bonacini, Baldi Rossi, Kyzlink, Cham. Certo, la squadra di Martino priva ancora di tre quinti del quintetto (fra cui l’imperioso Elegar) si direbbe vittima predestinata.

Prima del via un imprescindibile minuto per ricordare il povero Gigi Serafini, poi è proprio dell’ex Baldi Rossi il canestro che apre la gara per un primo vantaggio reggiano, che tuttavia dura un momento, perché la difesa bianconera non è quella della scorsa partita e gli avversari faticano enormemente ad avvicinarsi al ferro. Il fatto è che però i bolognesi tirano con la precisione di un tagliapietre e Reggio resta in partita, anzi, chiude addirittura in vantaggio il periodo: 11-15. La curiosità è un Pajola che assomiglia sempre più nel fisico e nelle movenze (per ora più che altro in quelle) a Teodosic.

Un discusso antisportivo contro Blums ad avvio secondo quarto è la cosa più rilevante in questo momento di partita, con la Virtus che ritorna avanti nel punteggio. Il +11 arriva al 14° con una schiacciatona di Hunter in contropiede propiziato da una palla rubata di “Pajolic”, sempre più protagonista. Le differenze peraltro sia di stazza fisica che tecniche emergono clamorosamente, tanto che i bolognesi prendono il largo con anche alcune altre azioni spettacolari (bellissimo l’alley oop di Markovic per Abass) e nonostante alcuni altri errori grossolani che permettono ai biancorossi di non crollare: pertanto è “solo” 34-22 all’intervallo. Significativa, fra i bianconeri, la distribuzione dei punti personali

La ripresa inizialmente non regala grosse emozioni, con una partita che vivacchia fino a un fallo tecnico fischiato a Djordjevic dopo tre minuti e mezzo e l’Unahotels che si riavvicina fino al -4 perché Bologna in oltre quattro minuti ha segnato solo un canestro con Markovic, prima di riallungare. Poi però Candi punisce ripetutamente da lontano, Baldi Rossi ricompare dopo un lungo letargo che regala il -3, infine Taylor dà addirittura il sorpasso sulla sirena: 49-51, e Martino giustamente gongola.

L’inerzia è biancorossa: all’ultima ripresa gioco da quattro punti di Kyzlink e partita inaspettatamente “vera”. Prova Pajolic a ridurre le distanze dalla lunga, Candi tuttavia persiste nell’inventare canestri che tengono avanti i suoi, di novo coadiuvato da Baldi Rossi. La stanchezza fa da padrona e le difese sono molto meno precise nei movimenti, soprattutto in casa bianconera che concede spazi inusitati agli esterni avversari. Il rientro di Gamble produce due canestri consecutivi in virtù della sua forza fisica, ma le idee virtussine restano un po’ annebbiate. Kyzlink tripleggia aiutato da un ferro generoso, i bolognesi continuano a commettere banalità ma la stazza fisica le consente di ritrovare un -1 che Gamble dalla lunetta non sa trasformare in vantaggio. Baldi Rossi colpisce plasticamente in penetrazione, Weems per parte sua servito meravigliosamente da Adams pareggia e in virtù di una serie di errori dall’una e dall’altra parte si arriva a un supplementare fra i più imprevedibili nei pronostici.: 68-68.

Il quinto periodo non vede cambiare il trend: Reggio insiste coi suoi assalti, Gamble persiste a spadroneggiare finché sta in piedi. A 1’34” dalla fine contestata rimessa in attacco Virtus, che +1. L’azione porta Baldi Rossi a commettere il quinto fallo a rimbalzo su Hunter che allunga a +3. Kyzlink peraltro lo imita subito dopo- Markovic invece no, e fallisce velenosamente 1 libero su 2. Cham fa peggio di lui, poi Taylor fallisce l’ultima azione reggiana prima che Hunter sancisca la vittoria 79-75 schiacciando l’alley oop offerto da Abass e poi rubi la palla sulla rimessa consecutiva.  La Segafredo, dominando a rimbalzo, alla fine vince, con qualche nervosismo di troppo, siamo in precampionato e certe emozioni sarebbero da evitare. Dietro l’angolo c’è il derby, con una Virtus che oggi ha finalmente trovato un Adams convincente ma rimane piuttosto lontana da una condizione accettabile. Però con un carattere vincente che non guasta. Brava Reggio Emilia, nonostante le assenze: col roster al completo dovrebbe dimostrarsi squadra piuttosto interessante.

Ultima modifica il Martedì, 01 Settembre 2020 23:44
Andrea Marcheselli

Bolognese, giornalista di ormai vecchia data, critico teatrale e letterario, da sempre appassionato di basket è stato giocatore, dirigente ma soprattutto allenatore, ed ora per 1000 Cuori Rossoblu anche commentatore delle vicende virtussine