L'Olimpia Milano vola in finale di Supercoppa: battuta la Reyer Venezia 76-67 Foto Olimpia Milano

L'Olimpia Milano vola in finale di Supercoppa: battuta la Reyer Venezia 76-67

Scritto da  Set 18, 2020

OLIMPIA MILANO – REYER VENEZIA 76-67 (26-15; 43-23; 57-46)

OLIMPIA MILANO: Delaney 19, Hines 12, Micov 9, Datome 4, Punter 15, Cinciarini 2, Biligha n.e, Tarczewski 7, Rodriguez 3, Brooks 3, Moretti 0, Moraschini 2. All: Messina

REYER VENEZIA: Daye 11, Chappell 8, Stone 0, Mazzola 5, Cerella 0, D’Ercole n.e, Watt 19, Vidmar 0, Casarin 2, Tonut 8, Bramos 2. All: De Raffaele

Arbitri: Lanzarini, Bartoli, Di Francesco

Tiri liberi:  MI 27/37; VE 14/18

Rimbalzi: MI 42; VE 35

Falli:  MI 19; VE 32

Tiri da 2:  MI 17/35; VE 19/33

Tiri da tre:  MI 5/20; VE 5/20

È cominciata ufficialmente la Final Four della Supercoppa 2020 che, quest’anno, si svolgerà alla Segafredo Arena di Bologna. Il primo match andato in scena ha visto l’Olimpia Milano affrontare la Reyer Venezia.

Il primo possesso del match è della Reyer Venezia che cerca subito di cogliere impreparata la difesa meneghina in mezzo all’area prima con Mitchell Watt e poi con Valerio Mazzola. Milano, però, arrivata a questa Final Four in grandissima forma, recupera diversi palloni che le consentono di correre e piazzare subito un mini parziale che la porta sul 13-5. De Raffaele, non contento degli errori della sua squadra, ferma subito la partita e cerca di caricare in tutti i modi i suoi giocatori che, dopo una fase di sbandamento preoccupante, riesce a rientrare a meno sette (20-13) con due minuti e mezzo ancora da giocare. Il primo periodo si chiude con un canestro di Delaney che, dopo aver visto sbagliare Moraschini, raccoglie il secondo rimbalzo offensivo per l’Olimpia e chiude con uno splendido canestro in sottomano che vale il 26-15 in favore dell’Armani Exchange.

Il secondo quarto vede protagonista ancora l’Olimpia Milano. La formazione di coach Messina, infatti, sfrutta le difficoltà dall’arco dei tre punti di Venezia (0/6 da tre nei primi tredici minuti di gioco) e cerca una nuova fuga. Daye e Watt provano a tamponare le lacune difensive della Reyer ma, contro questa Milano, avvicinarsi nel punteggio risulta molto complicato. I minuti finali del primo tempo sono un assolo biancorosso. L’Armani Exchange, infatti, sfrutta nel migliore dei modi i tanti errori offensivi della Reyer e va alla pausa lunga in vantaggio di venti punti (43-23).

La partita sembra essere già indirizzata verso Milano anche perchè la Reyer Venezia non sembra più crederci. La formazione veneta, oltre a continuare a litigare con il ferro della Segafredo Arena, perde altri due palloni sanguinosi (11 palle perse in ventitré minuti di gioco) che consentono a Milano di ampliare il divario. Tutto sembra oramai deciso ma ecco che, improvvisamente, la squadra oro-granata riesce a sbloccarsi dall’arco dei tre punti e, complice anche una difesa più aggressiva, riesce tornare a meno nove. Il quarto si chiude con il 2/2 dalla lunetta di Tarczewski che consente a Milano di andare all’ultimo break in vantaggio 57-46.

Il parziale di Venezia continua anche nell’ultimo quarto. Daye e compagni, infatti, partono con un 4-0 significativo che consente all’Umana di tornare a meno sette. A rispedire indietro l’avversario, però, ci pensa Delaney. Il numero 23 biancorosso, infatti, manda a segno tre punti consecutivi che ridanno all’Armani Exchange la doppia cifra di vantaggio. Negli ultimi minuti Venezia cerca più volte di tornare definitivamente in partita ma l’Olimpia è brava a non perdere la calma e gestire il vantaggio. Il match si chiude con la vittoria dell’Armani Exchange che batte Venezia con il punteggio di 76-67 e vola in finale. È stata una partita ben giocata dalla formazione meneghina che, dopo aver dominato per venti minuti abbondanti, ha saputo gestire nel migliore dei modi i numerosi tentativi di rientro della Reyer che rimpiangerà le tante palle perse e i troppi errori nel tiro da tre punti accumulati nel primo tempo.

 

 

Ultima modifica il Venerdì, 18 Settembre 2020 20:14
Lorenzo Gaballo

Nato a Perugia, bolognese di adozione. Appassionato di sport,soprattutto di basket e calcio,sogno di diventare un giornalista sportivo e, mi auguro di trasformare la mia passione per lo sport in un lavoro.