Non sono bastate le quattro bombe di Adams Non sono bastate le quattro bombe di Adams

La Vanoli Cremona sbanca Bologna annichilendo una Virtus Segafredo troppo distratta: 92 -95

Scritto da  Ott 10, 2020

 

 

VIRTUS SEGAFREDO BOLOGNA –   VANOLI CREMONA   92 - 95   (10-20; 36-46; 59-80)

Virtus Segafredo: Tessitori 4, Deri n.e., Abass 9, Alibegovic 2, Markovic 12, Ricci 2, Adams 16, Hunter 12, Weems, Nikolic 6, Teodosic 22, Gamble 7. All. Djordjevic

Vanoli: TJ Williams 9, Trunic, Willaims 6, Poeta 28, Mian 12, Lee 4, Cournooh 7, Palmi 6, Hommes 23, Donda n.e. All. Galbiati

Arbitri: Giovannetti, Borgo, Pepponi

Tiri liberi: BO 19/23; CR 22/28

Rimbalzi: BO 35; CR 41

Falli: BO 25; CR 19

Tiri da 2: BO 20/40; CR 11/34

Tiri da tre: BO 11/23; CR 17/33

Arriva Cremona, questa sera, alla Segafredo Arena, e sarà interessante verificare i progressi della formazione lombarda, in evidente ritardo di preparazione in occasione dei precedenti incontri di Supercoppa LBA. Diciamo che il pronostico in partenza parrebbe segnato; primo, però, mai dire mai, nel basket, poi è indubbio che queste sono partite in cui si potrebbe controllare quanto sia realmente lunga la panchina bianconera, dato che martedì è prevista un’insidiosa trasferta ad Andorra. Nemica pericolosissima in questi casi la possibile deconcentrazione, assolutamente da evitare se si vuole compiere un vero salto di qualità, in casa virtussina.

I quintetti iniziali vedono sul parquet Markovic, Abass, Weems, Ricci e Tessitori per la Virtus, per la Vanoli TJ Williams, Lee, Cournooh, Hommes e Mian, che si presenta subito con una bella tripla frontale. Il vantaggio di Cremona comunque dura per tutto il primo quarto, anche dopo che è cominciata la girandola dei cambi, con un brivido per Abass che sembra infortunarsi in modo piuttosto sfortunato, ma poi si scopre non essere nulla di che. Il tabellone di fine periodo, imbarazzante per Bologna, segna un quasi clamoroso 10-20.

Non cambia musica nel secondo quarto. Segafredo distratta, Vanoli piena di iniziativa che cerca di non farsi sfuggire un’occasione imperdibile. Ad un certo punto parrebbero cambiare le cose, col riavvicinamento nel punteggio dei bianconeri, grazie più che altro ad un paio di prodezze balistiche, ma all’intervallo il tabellone è ancora impietoso:36-46. Questa significa solo una cosa, con tutto il rispetto per la formazione di Galbiati davvero cresciuta negli ultimi tempi: la Virtus è scesa in campo in infradito, e non c’è giustificazione se si è già cominciato a pensare alla imminente trasferta ad Andorra. Se si vuole fare il salto di qualità, questi cali di attenzione - di conseguenza, di intensità e precisione - non possono esistere. Così si è costretti a fatiche inutili per riacciuffare le gare che si dovrebbero evitare, in una stagione tanto impegnativa.

Che poi certe cose si pagano. La ripresa comincia con un libero per Cremona che punisce un tecnico fischiato a Djordjevic a tempo scaduto. Poi Hommes mette una tripla che avvisa come i lombardi non siano venuti qui per farsi sfaltare. Difatti tutto il tempo vede Cremona crederci sempre di più e la Virtus sempre di meno. Ai lombardi entra proprio tutto, come accade a chi acquista fiducia, mentre i bolognesi ora inciampano nervosamente nel trabocchetto del salvatore della patria. Il primo dei castigatori diventa Peppe Poeta, che sparacchia da tre come sa fare quando entra in trance agonistico, facendo assai male: 18 dice il suo tabellino a fine terzo periodo, che segna uno sconcertante 59-80 che sa già di più che di mezza condanna.

L’ultimo quarto diventa così infuocato, perché ovviamente la Segafredo non ci sta a perdere la faccia, oltre che la partita. Adesso serra i ranghi in difesa, e la Vanoli a metà periodo ha segnato solo 2 punti contro i 15 dei bolognesi. In attacco a tratti è il momento dell’uno, a tratti dell’altro, con un paio di momenti di gloria pure per Stefan Nikolic, però il vecchio cuore bianconero di Poeta non perdona quando ha l’occasione di punire Bologna da tre, dopo che la Virtus si è avvicinata al -6 di 76-82 a 4’ dalla fine. A 3’08” va in lunetta Abass sul 76-85. Realizza entrambi i liberi, poi Teodosic mette la tripla, peraltro imitato da Poeta di tabella. Sono di Hunter i quattro punti che spaventano Cremona (i secondi due su spettacolare alley oop dettato da Markovic) riportando Bologna a -2 a poco più di un minuto dal termine. Poi sbaglia TJ Williams, Hunter viene stoppato da Lee e Poeta fa il capolavoro: una tripla praticamente da metà campo che uccide gli avversari. Restano gli scampoli finali per definire il punteggio, che paradossalmente potrebbe anche aggiustarsi se i virtussini fossero impeccabili. Ma così non è, per cui la Vanoli si porta a casa un risultato che vale un tredici a totocalcio: 92-95. Che dire? Risultato giusto per come è maturato (come è possibile per questa Segafredo aver perso il confronto a rimbalzo?), che impone bagni di umiltà in casa bianconera e sarà utilissimo per i lombardi quando si faranno i conti finali.

È proprio vero, allora: mai dire mai nel basket. La Virtus Segafredo ne ha avuto una amara conferma, che ha pochissime giustificazioni. Mentre Poeta festeggia il trentello sfiorato sotto gli occhi attoniti dei suoi ex (ma neanche tanto ex) tifosi, assieme a un Daulton Hommes autore di una prova più che convincente.

Ultima modifica il Domenica, 11 Ottobre 2020 00:48
Andrea Marcheselli

Bolognese, giornalista di ormai vecchia data, critico teatrale e letterario, da sempre appassionato di basket è stato giocatore, dirigente ma soprattutto allenatore, ed ora per 1000 Cuori Rossoblu anche commentatore delle vicende virtussine