17 Dicembre, il punto su Basket City. Anche a Bologna la gatta frettolosa può fare i gattini ciechi

Scritto da  Dic 17, 2020

La “crisi dell’Immacolata” pare ormai lontana anni luce, in casa Virtus Segafredo. Come spesso – quasi sempre – le vittorie scacciano i cattivi pensieri, pronti magari a ricomparire appena le cose dovessero andare un po’ meno bene, ma questo fa quasi endemicamente parte dell’intero mondo dello sport. Credo che possa essere considerato uno dei difetti principali dell’ambiente, probabilmente perché tanto strettamente legato alle dinamiche irrazionali del tifo, in particolare quello italiano: è difficilissimo trovare una società che abbia la pazienza di costruire nel tempo senza l’affanno dei risultati, cosicché i “progetti” spesso falliscono proprio perché se non arriva con una certa velocità il risultato si fa davvero presto a buttare tutto alle ortiche. Che è poi quello che si è rischiato di vedere a “Basket City”, dove è stato esonerato e poi reintegrato un allenatore che praticamente aveva quasi solo vinto, con l’appoggio quasi incondizionato dei tifosi, per problemi che non è dato sapere ma forse è anche meglio non sapere, consci del fatto che le responsabilità quasi mai stanno da una parte sola; e dove invece è stato proprio allontanato un altro allenatore che ha alle spalle un palmares al momento pressoché ineguagliabile, temo con eccessiva solerzia, perché mi sarebbe piaciuto vederlo lavorare con le correzioni all’organico che sono state apportate alla sua squadra. Parlo ovviamente di Meo Sacchetti e di una Fortitudo Lavoropiù che prima della serie di problemi che l’hanno colpita aveva vinto in campionato una partita su tre, giocandosela pressoché alla pari con Sassari, nonostante si cominciassero ad evidenziare alcune storture nella costruzione dell’organico che sono poi diventate lampanti, tanto da costringere la società a cercare di correre ai ripari. Siamo scuri che anche Sacchetti, con queste correzioni, non ne sarebbe alla lunga venuto fuori compiutamente? Che un quintetto con Fantinelli, Banks, Saunders, Withers e Hunt non possa rivelarsi estremamente più equilibrato, fra attacco e difesa, di quello costruito in estate, soprattutto più adatto al gioco dell’allenatore della Nazionale? Ora tocca a Dalmonte verificarlo: di certo il suo lavoro dovrà esser prima di tutto psicologico, e tatticamente improntato ad aumentare la tenuta della difesa.

In casa Virtus Segafredo invece la pazienza occorrerà sia tanta anche riguardo al caso Belinelli. È nelle corde del giocatore rivelarsi quel crac che potrebbe far fare un notevole balzo in avanti alla squadra, per motivi sia tecnici, che tattici, che fisici. Tuttavia già immaginiamo le lamentele di coloro che si accorgeranno che non farà sempre 30 punti, che ogni tanto sbaglierà – per forza – i tiri dalla distanza, che la Virtus anche con lui potrebbe perdere alcune partite. Marco Belinelli rientra nella categoria dei fenomeni, scendendo al livello europeo, chi dice il contrario è perché giudica con la mente stordita dal tifo o non ne ha veramente seguito la storia americana. Però non è il giocatore faccio-tutto-io, che peraltro può diventare pericolosissimo, in una squadra, perché finisce che i compagni si adeguano alla sua presenza e chiamati a sopperire al fatto che possa mancare o esser marcato spietatamente, fino a limitarne sensibilmente il contributo, non ne siano poi minimamente in grado. Belinelli sarà utilissimo alla Virtus per il contributo che saprà dare ad aprire le difese avversarie, a velocizzare il gioco in contropiede, ma anche alla difesa su diversi ruoli perché ha un fisico che in Europa potrà fare la differenza. Ma anche lui andrà atteso, giacché integrarsi nel gioco bianconero non è così scontato, come dimostrano gli inserimenti dei nuovi arrivati. Penso che non potrà non esserci contro Milano il 27 dicembre, a meno di seri problemi fisici, ma se si crede che in quella occasione possa già sicuramente dare il meglio di sé allora si è degli illusi. Si abbia pazienza, e in primavera si vedranno i risultati di questo “progetto Virtus Segafredo”. Che, per ora, sta peraltro mantenendo la tabella di marcia prefissata.

Andrea Marcheselli

Bolognese, giornalista di ormai vecchia data, critico teatrale e letterario, da sempre appassionato di basket è stato giocatore, dirigente ma soprattutto allenatore, ed ora per 1000 Cuori Rossoblu anche commentatore delle vicende virtussine