31 Dicembre, il punto su Basket City. Guardando al nuovo anno con giustificabile ottimismo foto Virtus Pallacanestro-G. Pesino

31 Dicembre, il punto su Basket City. Guardando al nuovo anno con giustificabile ottimismo

Scritto da  Dic 31, 2020

 

 

31 dicembre, tempo di bilanci? In questa fase dell’anno sportivo, in verità, dove tutto è sostanzialmente ancora da giocare, non ci sarebbe momento meno opportuno, a meno di clamorosi fallimenti già annunciati. Cui, in extremis, parrebbe essersi sottratta la Fortitudo Lavoropiù. Accortasi di avere progettato non proprio al meglio il proprio definitivo rilancio nell’élite del basket, è decisamente intervenuta per porre riparo ad una situazione che andava fortemente deteriorandosi: via il coach, nonostante il pedigree (e credo pure le capacità); sì ad uno sforzo economico per modificare il roster, rinforzandolo in modo consistente: la società di Christian Pavani ha così affidato a Luca Dalmonte una squadra che è oggi solo parente di quella che Meo Sacchetti aveva avuto a disposizione, e gli effetti sono evidenti, con le 3 vittorie su 4 partite da lui dirette in panchina. Ad essere pignoli, si potrebbero approfondire alcuni particolari che hanno reso differenti le ultime avversarie incontrate rispetto a prima, ma è innegabile che la nuova Fortitudo scenda in campo con altri occhi, altre gambe, altra organizzazione, oltre che con altri uomini. Importante sarà che non sia stato compiuto un passo più lungo della gamba, sul piano finanziario, e che certe voci su possibili partenze (come quella del tutto scriteriata che adombrerebbe un addio a Fantinelli) siano del tutto infondate. Di sicuro, i tifosi possono comunque chiudere l’anno un po’ più rinfrancati, al di là di certe figure fatte in una BCL alla quale forse ci si è iscritti abbastanza frettolosamente, e adesso – senza necessariamente voler parlare già di nuovo di play off – il campionato torna ad essere più abbordabile, con l’attenzione peraltro sempre riposta sull’obiettivo che rimane fondamentale, per quest’anno, ovvero quello della salvezza.

La Virtus Segafredo invece, dopo la vittoria su Pesaro che ha in parte lenito le ferite provocate dalla sconfitta contro Milano, può decisamente affrontare il nuovo anno con ambizioni immutate: oggi è uscito il calendario delle Top16 di Eurocup, nel cui girone troverà squadre molto forti ma non imbattibili, per lo meno se si intendono confermare certe ambizioni; in campionato si è acquisito il diritto di disputare le F8 di Coppa Italia. Nessuno può insomma negare che gli obiettivi fin qui prefissati siano stati raggiunti, nonostante tutto quanto accaduto poche settimane or sono avrebbe potuto mandare tutto alla malora. Non è nemmeno, però, tutto così meraviglioso anche in casa bianconera: quali siano le vere ripercussioni di quella faccenda lo scopriremo solo cammin facendo e alcuni scricchiolii negli ingranaggi sono emersi nella partita con l’Armani. Sale Djordjevic con l’arrivo di Marco Belinelli ha a disposizione un organico che in alcuni reparti è da alta Eurolega, ma in almeno un ruolo chiede aggiustamenti che potrebbero essere ottenuti già con gli uomini a disposizione, con una certa duttilità, però, sia nelle scelte del coach che di taluni giocatori; fondamentale sarà poi che nessuno voglia a priori vestire i panni del salvatore della patria investendosi di un ruolo che negherebbe la sostanza del gioco di questa squadra, che si esalta quando il collettivo è impreziosito dalla presenza di certi fuoriclasse, al contrario di quando deve porsi al servizio di questi ultimi.

Purtroppo, bisognerà fare buon viso a cattivo gioco ancora per un pezzo, mi sa, per quanto riguarda la presenza del pubblico nei palasport, e anche su questo “aiuto” – sul piano sia del tifo che delle entrate – è difficile ipotizzare granché. Alla Virtus tuttavia resta una opportunità importantissima per porre le basi di un futuro davvero importante che potrebbe cambiare tantissimo le carte in tavola: occorre che tutti accettino di lavorare con questa finalità facendo magari un passo indietro sul piano dell’ego per il bene comune. Tutti, a qualsiasi livello, in società e nella squadra. Le basi, insisto, sembrano esserci tutte, ma per fare un buon dolce non bastano ottimi ingredienti, occorre che tutto sia dosato alla perfezione in ogni passaggio.

Ultima modifica il Giovedì, 31 Dicembre 2020 18:17
Andrea Marcheselli

Bolognese, giornalista di ormai vecchia data, critico teatrale e letterario, da sempre appassionato di basket è stato giocatore, dirigente ma soprattutto allenatore, ed ora per 1000 Cuori Rossoblu anche commentatore delle vicende virtussine