La Virtus Segafredo batte, ma con ambascia, la Reyer Venezia: 77-72 photo Bourg - Jacques Cormareche

La Virtus Segafredo batte, ma con ambascia, la Reyer Venezia: 77-72

Scritto da  Mar 06, 2021

 

 

VIRTUS SEGAFREDO BOLOGNA – UMANA REYER VENEZIA  77 - 72  (16-13; 33-40; 56-57)

Virtus Segafredo: Tessitori 11, Belinelli 19, Pajola 1, Alibegovic, Markovic 4, Ricci 5, Adams, Hunter, Weems 12, Teodosic 17, Gamble 4, Abass 4. All. Djordjevic

Umana Reyer: Casarin 5, Stone 8, Tonut 22, Daye n.e., De Nicolao 10, Campogrande n.e., Clark, Chappell 11, Mazzola, Possamai n.e., Fotu 4, Watt 12. All. De Raffaele

Arbitri: Mazzoni, Rossi, Bongiorni

Tiri liberi: BO 25/35; VE 16/21

Rimbalzi: BO 42; VE 33

Falli: BO 22; VE 29

Tiri da 2: BO 17/30; VE 19/34

Tiri da tre: BO 6/21; VE 6/31

Il secondo esame della settimana per la Virtus Segafredo non è andato brillantemente come a Lubiana. La squadra di Djordjevic porta a casa i due punti ma dà la sensazione per lungo tempo di restare in balia degli avversari pur decisamente penalizzati da numerose assenze, fra cui quelle pesantissime di Bramos e Daye (che è in panchina ma non entra). Tonut a lungo sembra un rebus irrisolvibile, e solo uno stratosferico Teodosic permette ai suoi di non crollare del tutto, anche se nel finale il serbo commette i soliti errori di troppo e le Vu Nere vengono salvate in extremis da Marco Belinelli.  

Il quintetto Virtus propone in avvio Markovic, Belinelli, Weems, Ricci e Tessitori; quello veneziano è con De Nicolao, Tonut, Chappell, Stone e Watt. Si parte con una serie di pasticcetti, fino a un bel assist di Tessitori a Weems. Inizia qui una partita fatta di imprecisione al tiro, di palle perse e di strane scelte tattiche, a cominciare dal fatto che le Vu Nere non sembrano voler sfruttare l’evidente vantaggio fisico degli scontri diretti. A metà quarto il contropiede di De Nicolao, agevolato da un errato passaggio di Ricci, manda avanti i lagunari, che poi rifilano un parziale di 0-11. L’ingresso di Teodosic regala invece a quest’ultimo il proprio 250° assist in serie A (in un anno scarso!) e alla Virtus d tornare a segnare, con il ribaltamento dell’allungo. 16-13 sarà il punteggio alla prima sirena: la sagra delle palle perse, degli errori al tiro e di tante scelte di gioco discutibili.

La gara tende all’orribile al rientro, con Djordjevic che si becca pure un tecnico, mentre la Reyer ritrova un parziale di 0-9 e poco alla volta comincia a scavare un piccolo solco (prima +6, poi +9. La prima tripla dei bianconeri arriva con Ricci al 18° (29-33) dopo 8 tentativi di squadra falliti, ma dalla distanza non fanno benissimo anche i veneziani (5/18 all’intervallo). Tuttavia, alla sosta lunga la Reyer chiude con un 33-40 che dice da solo quanto brutta sia stasera la Segafredo, frenata nel proprio gioco da un avversario di per sé tutt’altro che irresistibile.

Due triple (Weems e Markovic) e poi Gamble riportano avanti i bolognesi ad avvio di secondo tempo, proponendo finalmente una Virtus un po’ diversa, con Hunter e Gamble assieme sul parquet. Ma è l’illusione di un attimo: col passare dei minuti ricompaiono gli intoppi di prima e una difesa che torna a fare acqua, salvata solo dalla mediocre precisione al tiro dei veneziani. A 3’38” da fine periodo Djordjevic chiama time out, sul 44-52, ma l’impressione è che lui, per primo, fatichi ad entrare in partita. Ad esempio, Teodosic e Belinelli insieme oggi come oggi in difesa sono una tassa pesante da sopportare. Intanto Teodosic si prende l’ennesimo tecnico che rischia di frenare la risalita bianconera, peraltro da lui pilotata. SanTeo dà anche un istante di vantaggio ai suoi, che sulla sirena si ritrovano però ancora sotto: 56-57. C’è poco da fare: se in partite come queste la squadra gioca solo e unicamente col dio Milos che fa a disfa, le prospettive per la Segafredo si fanno alquante grigie.

In avvio di ultimo quarto il tecnico se lo prende anche De Raffaele, ma l’arbitraggio pare volersi adeguare alla mediocrità del gioco, distribuendo falli pescati come al lotto. Comunque Venezia comincia ad avvertire la fatica, per cui De Raffaele è costretto al time out, al 33°, quando i suoi vanno a -3. Ci pensano gli arbitri a confondere ulteriormente le idee, fischiando e cancellando decisioni, inventando un tecnico poi ritrattato, palesando di aver perso totalmente il controllo della partita. Che la Reyer non vuole mollare e grazie a Tonut la ritrova alla propria portata. L’intensità difensiva dei lagunari riemerge negli ultimi tre minuti e quanto paghi lo dimostra il fatto che a 1’29” dalla fine tornino davanti, con tre tiri liberi su tre di Tonut: 71-72. Teodosic non lo imita, e dalla lunetta fa uno 0-2 e poi sbaglia nel prosieguo dell’azione. Succede di tutto: in attacco è Tonut a perdere il controllo della palla, di là Belinelli va in lunetta a 38”: 73-72, ma la sensazione è analoga a quello che si vede sui campetti amatoriali in questi frangenti, con confusione che regna a tutti i livelli. Watt sega in due Belinelli a 8”, e gli arbitri hanno bisogno di verificare il replay per sancire un evidente antisportivo. La successione dei liberi realizzati da Belinelli a questo punto fa la differenza, per cui l’incontro termia 77-72. La Virtus Segafredo vince per la seconda volta contro Venezia in campionato, però, come si suol dire, vince ma non convince.

Ultima modifica il Sabato, 06 Marzo 2021 22:40
Andrea Marcheselli

Bolognese, giornalista di ormai vecchia data, critico teatrale e letterario, da sempre appassionato di basket è stato giocatore, dirigente ma soprattutto allenatore, ed ora per 1000 Cuori Rossoblu anche commentatore delle vicende virtussine