CorrBo – Fortitudo, ecco la strategia per i propri ricavi foto Fortitudo Pallacanestro Bologna 103

CorrBo – Fortitudo, ecco la strategia per i propri ricavi

Scritto da  Federico Noviello Apr 03, 2021

Nell’edizione odierna del Corriere di Bologna, Daniele Labanti spiega dettagliatamente tutte le perdite stagionali della Effe e le possibili azioni per “ovviarle”.

 

Un bilancio tutt’altro che positivo, quello conclusosi il 30 giugno scorso per la Fortitudo: una perdita di ben 646 mila euro (636 se si considerano i 10.000 di capitale sociale della società).

Ora la Effe deve attivarsi il prima possibile per rimettere i conti apposto e nonostante abbia comunicato più volte le numerose difficoltà economiche, sta confermando tutto l’impegno possibile per trovare una soluzione ai problemi evidenziati dai controlli della Comtec, ossia l’organo di vigilanza della Federbasket. In questa situazione la dirigenza biancoblu sta continuando a ripetere più volte di riuscire a porre un rimedio totale a tutto ciò entro giovedì e allo stesso tempo di effettuare definitivamente il tesseramento di Stojanovic; poiché questo è l’ultimo giorno disponibile per farlo e per essere comunque sicuri della convocazione del cestista serbo per la partita di sabato contro Pesaro.

 

Tornando al discorso precedente, ecco come La Comtec controlla le società:

la vigilanza della Federbasket effettua un monitoraggio trimestrale delle diverse situazioni societarie e nel caso riscontri dei fattori fuori posto, va a riferire queste inadempienze al consiglio federale, che ha poi il compito di determinare le sanzioni.

Nel caso riguardante l’Aquila, all’interno del comunicato di giovedì scorso, la società aveva affermato di aver già trovato la metà del milione di euro necessario per coprire i costi e contemporaneamente auspicava una maggiore “flessibilità” nei tempi per riequilibrare i conti; messaggio al quale i capi assoluti della Fip hanno risposto con il blocco del mercato.

Entro il 16 febbraio la Fortitudo ha inoltrato alla Comtec la propria situazione patrimoniale aggiornata al 31/12/2020, con quest’ultima che ha successivamente esplicitato l’infrazione commessa dalla società e concesso 30 giorni per risanare la propria situazione.

Scaduto il mese di tempo concesso e l’inadempimento del pagamento, alla Fortitudo è stata comminata una multa di ben 45.000 € (oltre al blocco del mercato come esplicitato precedentemente).

Nessuna deroga è stata concessa, anche sulla base delle parole del presidente federale Gianni Petrucci, il quale ha comunicato più volte come temesse un’onda di sforamenti causa Covid, poiché la Effe non è l’unica società a versare in questa situazione.

 

Analizzando più dettagliatamente, i bilanci della Fortitudo di certo non rincuorano: 1,4 milioni di perdita nel 2019 (situazione poi rientrata) e l’anno successivo altri 646.000 € (contenuti anche dal taglio degli stipendi), nonostante sia stato fatto un mercato importante sperando nella tanto agognata riapertura dei palasport.

Azzerando i ricavi precedenti, attualmente la priorità assoluta è quella di dover immettere denaro per assicurare almeno un minimo di continuità; gli incassi della campagna abbonamenti di questa stagione (4000 tessere per il girone d’andata) ammontano all’incirca a 700.000 €, purtroppo troppi pochi pochi tenendo in considerazione anche il calo delle sponsorizzazioni e i costi di gestione (3,5 milioni di cui 1,6 di stipendi).

La Effe ha diversi contratti importanti, tra cui Pietro Aradori (altri due anni a 240.000 € all’anno) e allo stesso tempo ha effettuato spese importanti sul mercato, attualmente la società sta pagando ben due allenatori e non riceverà alcun altro tipo di incasso almeno fino a giugno.

Questa è una vera e propria corsa contro il tempo: c’è un disperato bisogno di liquidità immediata per coprire gli altri 500.000 € dell’onere totale richiesto dalla Comtec e contemporaneamente fi passare le scadenze di marzo<e giugno per l’ammissione al prossimo torneo. L’ultima strada disponibile e percorribile sembra quella di una ricapitalizzazione corposa da parte del socio unico, ovvero la Fondazione.