Una buona Fortitudo non basta: al Taliercio Venezia passa 92-76

Scritto da  Apr 18, 2021

UMANA REYER VENEZIA - FORTITUDO LAVOROPIU’ BOLOGNA 92-76  (22-15; 24-25; 23-21; 23-15)

 

Venezia: Casarin 7, Stone 9, Tonut 26, Daye 3, De Nicolao 5, Campogrande 8, Clark 10, Chappell 7, Mazzola 3, Cerella, Possamai, Watt 14. All.De Raffaele

Fortitudo: Banks 16, Aradori 15, Mancinelli 1, Manna, Pavani, Fantinelli 5, Baldasso, Cusin 8, Whiters 15, Totè 16. All.Dalmonte

Arbitri: Begnis, Perciavalle, Pierantozzi

Quintetti iniziali:

Venezia: Clark, Chappell, Tonut, Stone, Watt.

Fortitudo: Fantinelli, Banks, Aradori, Mancinelli, Cusin.

Tiri Liberi VE 10/12 BO 18/24

Tiri da 2 VE 20/36 BO 20/33  

Tiri da 3 VE 14/33 BO 6/22

Falli VE 26 BO 26

Rimbalzi VE 37 BO 28

 

Sulla carta è difficile ma l’ultima parola va sempre data al campo. Il campo, anzi il parquet, concede ragione al pronostico solo alla fine. La Fortitudo riesce a rimanere aggrappata alla gara rispondendo ai parziali di Venezia con carattere ed aggressività pur corta nel roster e oggettivamente in difetto di qualità.

Quintetto iniziale biancoblu quasi obbligato che non tradisce la consueta, nelle ultime settimane, buona partenza degli uomini di Dalmonte. Cusin, a sostituire l’assente Hunt, dice la sua in attacco illuminato da Mancinelli, Banks non è da meno. Non è da meno nemmeno Venezia, risponde colpo su colpo ed è migliore, molto migliore, dalla media e dai 6,75 metri. Punteggio, però, in sostanziale equilibrio: primo +4 casalingo (16-12) a 3’30’’ dalla fine del primo periodo. Riassaggia il parquet Todd Whiters e subito si sblocca per il -2 Fortitudo (16-14). La profondità ma soprattutto la qualità del roster della Reyer comincia a farsi timidamente notare, la Fortitudo si inchioda. Casarin segna la bomba del +8 (22-14) corretto parzialmente da Aradori ai liberi. 22-15, appunto, dopo i primi 10’.

Percentuali che la Fortitudo deve correggere per stare dietro a Venezia. Ed infatti si riparte dalle triple di Banks e Whiters alle quali risponde Campogrande, nuovo -4. Anche l’intensità difensiva migliora decisamente e questo significa impatto e sorpasso della effe (25-26). La Reyer, però, non se lo può permettere; lo capisce subito Tonut, si fa carica di tutto l’attacco casalingo e firma un 6-0 di parziale (34-28) che rimette la testa della squadra casalinga sul parquet. Dal time-out esce meglio la Fortitudo che cerca di ricucire parte del gap; ci riesce in parte mentre continua l’assolo veneziano di Tonut. 38-36 a 2’ dall’intervallo. Cerca e trova l’impatto Aradori che è un altro giocatore rispetto al primo quarto. Le bocche da fuoco di De Raffaele sono molteplici e quando Tonut si riposa ci pensano Daye prima e Chappell dopo. Se a rimbalzo la effe riesce a reggere il confronto, la differenza la fa il tiro da tre. Si va a riposo sul 40-46.

Si riparte, per la Fortitudo, dai punti di forza della prima frazione. Cusin attacca il canestro per il -4 (46-42) e mette i suoi centimetri a difesa del proprio canestro, Aradori infila la tripla del -2 (47-45). L’impressione che Venezia possa mettere la freccia da un momento all’altro è nell’aria. La bomba di Stone lo testimonia, così come l’aggressività difensiva messa in campo dal possesso successivo. E’ qui che i biancoblu soffrono, nuovo +7 Reyer (52-45) dopo i primi 3’30” del terzo quarto. Il vantaggio casalingo lievita in doppia cifra: +11 Prova a metterci una pezza Banks che 5 punti consecutivi che valgono il -8 (58-50) quando si supera la metà del periodo. Pareggiare la qualità avversaria non è alla portata della Fortitudo ma infastidirla sì: il contributo di Totè non manca, Venezia s’innervosisce e cede qualcosa, -4 (60-56). A avvicinamento segue nuovo allungo racconta la storia di questa partita. Restituito il +11 di pichi minuti prima (69-58). Bomba di Banks per un nuovo -8 Fortitudo in parziali che si ripropongono uguali. 69-61 a 10’ dalla fine.

Serve quel qualcosa di speciale chiesto ai suoi giocatori da Dalmonte alla vigilia della sfida, altrimenti il pronostico pre-partita sarà rispettato. L’inerzia del quarto quarto è però dalla parte di Venezia, o meglio, dall’ex Campogrande, doppia tripla per il massimo vantaggio casalingo (74-61). Ecco che ad ogni possesso si può parlare di nuovo massimo vantaggio, interrotto dal solo canestro di Leonardo Totè (terza gara consecutiva in doppia cifra), 80-63 dopo i primi 3 minuti dell’ultimo periodo. Dalmonte si gioca l’ultimo time-out prima che cercare di non scivolare definitivamente fuori dalla partita. Break di 8-0 in favore della Fortitudo (80-71), ancora qualche chance per la squadra di Dalmonte? A 4’30’’ dalla fine tutto è possibile teoricamente sì ma Venezia sa che, se vuole vincere la partita, non ha più margine d’errore. I liberi di Whiters valgono il -7, ma Tonut viaggia su cifre altissime, l’ennesimo +11 veneziano (84-73) a 2’30’’ dal termine del match. La Reyer cerca il colpo per ammazzare il match, la Fortitudo cerca di impedirlo. Alla fine non ci riesce. Termina 92-76. Non priva di rischi ma la porta a casa Venezia; alla effe va il merito di aver ritardato il più possibile il colpo del K.O. Focus adesso sul prossimo impegno: contro Cantù vietato sbagliare.

Eugenio Fontana

Appassionato di storie sportive e di pallone, ciclismo e palla a spicchi. Tifosissimo rossoblù da sempre. La prima prima partita che ho visto allo stadio è stata di Coppa Intertoto nel 1998: Bologna-National Bucarest 2-0.