Fortitudo sconfitta a testa alta: a Trieste finisce 88-82

Scritto da  Mag 10, 2021

ALLIANZ PALLACANESTRO TRIESTE – FORTITUDO LAVOROPIU’ BOLOGNA 88-82 (17-29; 19-17; 26-15; 26-21)

Trieste: Coronica, Upson 2, Fernandez, Arnaldo n.e., Laquintana 10, Delia 12, Henry 22, Cavaliero 8, Da Ros 8, Grazulis 14, Doyle 9, Alviti 3. All.Dalmasson.

Fortitudo: Banks 21, Aradori 18, Mancinelli, Manna, Hunt 12, Pavani, Fantinelli n.e., Stojanovic 8, Baldasso 7, Cusin 4, Whiters 12. All.Dalmonte.

Arbitri: Giovannetti, Bongiorni, Nicolini

Quintetti iniziali:

Trieste: Da Ros, Henry, Alviti, Doyle, Delia.

Fortitudo: Baldasso, Banks, Aradori, Whiters, Hunt.

Tiri Liberi TR 11/13 BO 17/29

Tiri da 2 TR 25/48 BO 22/40

Tiri da 3 TR 9/25 BO 7/22

Falli TR 21 BO 15

Rimbalzi TR 44 BO 42

Che non sarebbe stata una gita di fine anno lo aveva sottolineato ampiamente Dalmonte nei giorni scorsi ammonendo i suoi affinché onorassero l’impegno nonostante non si giocasse per alcun obiettivo di classifica. Ed infatti di gita non si tratta, la Fortitudo parte forte gestendo in larga parte gara e vantaggio ma un obiettivo di classifica lo ha eccome Trieste ed emerge nettamente nel secondo tempo, quando inverte l’equilibrio della partita fino alla vittoria firmata all’ultimo minuto. Termina senza sfigurare la stagione biancoblu che, se da un lato saluta temporaneamente Totè, già in viaggio verso Bilbao, dall’altro intravede la grinta di Stojanovic, preziosa in ottica futura.

Inizio dettato da un atletismo inaspettato trattandosi di una partita di fine stagione, non altrettanto brillanti le finalizzazioni. 4-9 ospite dopo i primi 2 minuti e mezzo; Fortitudo che approfitta in più occasioni del libero supplementare per cercare di scavare un primo gap nel punteggio, Trieste non in grado di aggiornare il proprio punteggio. Riesce a farsi sentire Hunt sotto canestro e, di contro, Delia è smarrito e col passare dei minuti appare sempre più evidente. Bloccata la squadra di Dalmasson e tabellone che segna 4-14 a metà primo quarto. E’ il momento dell’esordio in maglia biancoblu per Stojanovic che segna quasi subito ma i riflettori sono puntati su un Aradori ispirato e si riaccendono anche su Trieste: Doyle e Henry avvicinano i padroni di casa. Contro-parziale di 11-4 che vale il 15-18. Destinato a rimanere, appunto, “parziale”. Due volte Banks da tre e la preghiera di Aradori sulla sirena chiudono il primo periodo sul 17-29.

Non è una gita di fine anno per la effe, non lo è per nessun biancoblu nemmeno per l’ultimo arrivato che vuole presentarsi al meglio, cerca subito di guidare la squadra in un secondo quarto più pigro del primo. Divario che resta lo stesso, +12, per i primi quattro minuti del periodo (21-33). Non riesce a trovare il cambio di marcia adeguato Trieste e continua così a consolidare il punteggio la Fortitudo, senza fiammate ma con costanza: 23-40 a 4’ dall’intervallo. La fiamma prova nuovamente ad accenderla Doyle ma è solo fino a poco più di due minuti dal termine del quarto quando Alviti e Laquintana entrano con decisione in partita. Il loro impatto vale il -10 per Trieste; pausa che arriva nel momento giusto per la Fortitudo. 36-46 a metà gara.

I primi possessi della ripresa sembrano dire agli spettatori che non è cambiato niente rispetto ai primi due quarti: ancora tanta fatica in attacco per Trieste e qualche punto in velocità per la Fortitudo. Si tratta però solo dei primissimi palloni giocati. Si era visto ancora poco Henry ed infatti si fa perdonare con 5 punti consecutivi, si aggiunga anche un’altra tripla di Laquintana e -4 casalingo dopo 3 minuti (44-48). Faticala squadra di Dalmonte a leggere con lucidità il momento, affidandosi con frenesia al talento di Banks che, però, riesce solo in parte a coinvolgere i compagni collezionando diverse palle perse. La frenesia non è amica di nessuno all’Allianz Dome e lo sprint triestino si esaurisce, 52-57 a poco più di 4’ dal termine del quarto. Si esaurisce per i protagonisti fino a quel momento, tra i quali manca Grazulis. 7 punti consecutivi, che, guardando il punteggio, significa 59-59 a 1’ dall’ inizio dell’ultimo periodo. Sorpasso nell’aria ed infatti, come nel primo quarto, la sirena sorride al tiratore ed il tiratore è di Trieste, ed il tiratore è IL giocatore di questo frammento di partita: Andrejs Grazulis, tripla che vale il sorpasso (62-61).

Ultimi 10 minuti della regular season, equilibrio completamente ribaltato rispetto a 10 minuti prima. Grazulis infonde la sua fiducia anche nei compagni e si allarga la forbice del punteggio 66-61 pronti via. Una boccata d’ossigeno la bomba di Baldasso per gli ospiti prima di tornare in apnea a -6 (70-64) a meno di 7’ dalla fine. Diventa difficile ora per la effe invertire l’inerzia, soprattutto se Trieste non tradisce cenni di resa mentre la Fortitudo rimane aggrappata al punteggio. Scambio di triple tra Henry ed Aradori, 79-77 a 3’30’’ dal termine. La partita è viva, nessuna delle due, però sembra approfittare delle imprecisioni avversarie per sferrare il colpo del k.o. fino alla tripla di Da Ros seguita dal canestro in velocità di Henry che valgono il +6 (86-80) quando da giocare rimangono 67 secondi. E’ un’ipoteca sulla vittoria? Di fatto sì, nonostante un ultimo graffio di Hunt. Finisce 88-82 per Trieste, ora pronta a giocare i playoff. Finisce la stagione della Fortitudo che, al di là della sconfitta, onora fino all’ultimo possesso una stagione travagliata ma dalla quale ripartire con maggiore consapevolezza.

Eugenio Fontana

Appassionato di storie sportive e di pallone, ciclismo e palla a spicchi. Tifosissimo rossoblù da sempre. La prima prima partita che ho visto allo stadio è stata di Coppa Intertoto nel 1998: Bologna-National Bucarest 2-0.