Coach Djordjevic a caldo: "E' un sogno. Siamo un gruppo straordinario, grazie a tutti"

Scritto da  Giu 11, 2021

Felici, stanchi e soddisfatti. Questo emerge dalle parole dei protagonisti del 16° scudetto della Virtus Bologna, uno scudetto conquistato dopo un percorso netto ai playoff e un dominio contro Milano che ha spiazzato tutti, sconfitti compresi. 

Un fiume in piena coach Djordjevic che parla 6 minuti senza interruzioni: "E' un sogno. Voglio ringraziare tutti i giocatori che hanno reagito in tante occasioni come un gruppo straordinario. Non so se vi rendete conto dell'unità che si è creata. Questa relazione sincera la porterò sempre con me. Con la società abbiamo trovato la strada giusta, ci siamo uniti ed abbiamo cercato di mettere tutte le nostre forze su questo obiettivo. A volte si vince a volte no, è stata una grandissima delusione non passare il turno contro Kazan, in quei momenti non eravamo fisicamente pronti e al 100% ma oggi sì. Ai playoff si è visto quanto costruito. Un ringraziamento a Ronci, Baraldi, ovviamente al presidente Zanetti per tutto quello che ha fatto, non era così scontato riuscire così alla perfezione. Abbiamo talento e grandi campioni, come Markovic, Teodosic e Belinelli, quando stiamo bene siamo una squadra diversa. I giovani italiani sono cresciuti tantissimo, Pajola in primis ma anche tutti gli altri. Il nostro guerriero e capitano Ricci perché la sua etica di lavoro non è seconda a nessuno ed ancora Abass che ha capito alla perfezione il suo ruolo. Così anche tutti gli americani partendo da Gamble, Weems che è tornato ai suoi migliori livelli, Hunter che è stato a lungo la nostra arma migliore ed anche Josh Adams che ha patito la scelta dell'allenatore di affidarsi ad altri giocatori nel suo ruolo e si è comportato da vero signore. Sono molto contento anche della crescita di Tessitori, peccato l'infortunio e questo dannato Covid, anche lui sta capendo il suo valore."

Continua dopo aver preso fiato qualche secondo sottolineando anche il suo legame con Milano e l'importanza di trasmettere memoria storica ai suoi giocatori per capire chi prima di loro ha indossato la canotta bianconera: "Sto parlando di tutti e di tante cose, per far capire come si è creata questa squadra, come poco a poco è cresciuta fino a questo livello e questo è il massimo livello che un allenatore possa chiedere ai suoi ragazzi. Sono orgogliosissimo di tutti e anche di tutto lo staff, fisioterapisti, dottori in questi mesi hanno fatto un lavoro eccezionale. Lasciamo dietro di noi questo segno poi da domani vedremo cosa succederà. Io ho scelto Milano come mia ultima casa, è stata la mia ultima squadra da giocatore e so cosa significa per il basket italiano l'Olimpia Milano, per me questa vittoria ha un senso ancora più particolare. Le foto di questi ragazzi si affiancheranno a quelle di grandissimi campioni ed allenatori come Villalta, Danilovic, Bucci, Messina ed altri. Ogni giorno quando iniziavamo ad allenarci alla Porelli gli ho raccontato chi fosse Sugar Richardson e chi è passato da questa società e questa città e che risultati ha ottenuto. Oggi tocca a noi festeggiare a testa alta e con gli attributi. Io vengo dalla Serbia e non possono nominare Markovic e Teodosic come nostri leader fin dal primo giorno. Poi è arrivato Belinelli che ci ha portato un pizzico di sale da campione ed ha alzato il nostro livello di allenamento. Insomma, Abbiamo dato tutti il massimo".

 

 

Eugenio Fontana

Appassionato di storie sportive e di pallone, ciclismo e palla a spicchi. Tifosissimo rossoblù da sempre. La prima prima partita che ho visto allo stadio è stata di Coppa Intertoto nel 1998: Bologna-National Bucarest 2-0.