La Virtus Segafredo è ancora un cantiere, ma tante sua azioni sono come trailer di un bellissimo film

Scritto da  Nov 18, 2021

Hervey e Teodosic che martedì non avrebbero dovuto giocare, Sampson che crolla al suolo, Mannion che non si sa, Jaiteh e Pajola che devono stringere i denti, Belinelli col braccio ingessato, e altri ancora, per non parlare, ovviamente, dei lungo degenti Udoh e Abass: ma c’è qualcuno, nel roster della Virtus Segafredo, che non patisca problemi di carattere fisico o non sia convalescente rispetto a problemi appena avuti? A memoria mi verrebbe da dire Ruzzier, forse… Non si può certo dire che le Vu Nere quest’anno siano particolarmente fortunate, anche perché quasi tutti questi problemi paiono tutt’altro che conseguenze di una preparazione fisica errata ad inizio di stagione o di altri comportamenti sbagliati. L’allungamento del roster quest’anno pare quasi più funzionale all’aumento del numero degli infortunati che a garantire le rotazioni. Martedì nel terzo quarto contro Venezia Scariolo ha dovuto arrabattarsi per mettere insieme un quintetto credibile col quale concludere la gara. Allora, è davvero così strano che le parti di gioco che richiedono più affiatamento fra gli ateleti sul parquet, nello specifico soprattutto la difesa, non siano ancora del tutto oliate nei loro meccanismi e che in particolare quando sale la fatica perdano molta della loro efficacia? Venendo da due vittorie consecutive, quella imperiosa di Brescia e quella di carattere contro Venezia, ovviamente sono calati i commenti dei tanti gufi che dopo la sconfitta con Valencia avevano subito intonato strepiti di biasimo e reiterati io l’avevo detto, ma continuano i cori di coloro che individuano nella difesa una sorta di limite genetico di questa squadra. Se è pur vero che anche contro Venezia, come già con Valencia, la Virtus nell’ultimo quarto ha subito la bellezza di 25 punti, (ma con Valencia pure 27 nel terzo periodo), è altrettanto vero che se avesse tirato i liberi con la medesima percentuale – peraltro sempre modesta – e non con quella orribile avuta contro gli spagnoli la Segafredo avrebbe vinto pure contro diloro. Ha dunque ragione Scariolo quando dice che contare semplicemente i punti subiti per valutare una difesa è un discorso anacronistico? A me sa proprio di sì.

Detto, allora, che la difesa dovrà senz’altro migliorare, nella speranza che in palestra il gruppo si ritrovi se non proprio al completo almeno quasi, osservando le statistiche analizzate nei PiriNumbers che abbiamo postato su 1000 Cuori Basket City forse dovremmo fare caso alle diverse impostazioni dell’attacco bianconero negli ultimi quarti contro Valencia e Venezia. Il primo, farraginoso e portato alla soluzione un po’ estemporanea del tiro da tre; il secondo, più ragionato e con insistita ricerca del tiro dentro l’area. Non era la stessa squadra? Certe scelte non derivano anche dagli avversari, ad esempio dalla loro capacità di opporsi in difesa? Quanto siamo disposti a concedere a certe variabili quando arriviamo ad emettere i nostri giudizi, non di rado apodittici?

Io ritengo che l’attuale Virtus Segafredo sia ancora quasi totalmente in costruzione; fin qui ha fatto vedere cose bellissime ed altre meno belle, ma non potrebbe che essere così, in attesa di verificare quale sarà il suo vero profilo. Attualmente quasi il solo Weems è riuscito ad esprimersi con continuità ed efficacia pressoché costante, sebbene anche lui abbia evidenziato a tratti momenti di leggerezza in difesa, o di incomprensione fra compagni nell’esecuzione dei movimenti. Stiamo assistendo anche ad inserimenti di nuove idee difensive, ogni partita sembrerebbe esserci qualche novità, magari anche perché il lavoro in palestra non può prescindere dallo specifico dell’avversario di turno. Tutto il resto, allora, diventa “fuffa”. Numeri, opinioni, che fanno discutere, tengono vivi i discorsi e i post nelle bacheche virtuali. Io per ora mi accontenterei del fatto di vedere un basket come non ricordiamo da tempo immemore, lo sto ripetendo forse troppo ma non riesco a non rimanere a bocca aperta vedendo certe azioni che si rinnovano ad ogni partita. I conti si faranno più propriamente alla fine, per adesso divertiamoci con SanTeodosic e compagni.

Andrea Marcheselli

Bolognese, giornalista di ormai vecchia data, critico teatrale e letterario, da sempre appassionato di basket è stato giocatore, dirigente ma soprattutto allenatore, ed ora per 1000 Cuori Rossoblu anche commentatore delle vicende virtussine