Virtus Segafredo: niente drammi, che Natale porti riposo e serenità foto Bianca Costantini/1000 Cuori Rossoblu/Basket City

Virtus Segafredo: niente drammi, che Natale porti riposo e serenità

Scritto da  Dic 23, 2021

 

La cosa peggiore da compiere, in questo momento, negli ambienti virtussini, sarebbe fare un dramma della batosta in Eurocup. È vero che anche una differenza punti potrebbe alla distanza dimostrarsi importante, ma io metterei maggiormente in risalto il fatto che la Virtus Segafredo sia riuscita a rimanere in partita per 32 minuti (fino ad un decisivo antisportivo fischiato a mio giudizio in modo molto affrettato, per non dire grottesco) per poi perdere nervi, fiato e lucidità in un finale obiettivamente orribile, sul quale quella decisione arbitrale non si può dire che non abbia influito. D’accordo che una “grande squadra” dovrebbe saper affrontare momenti anche più complicati di quello, che un Markovic, per gestire questo genere di fasi, in questo roster non c’è ancora, in attesa magari che finisca di crescere Pajola; tuttavia, il piglio col quale la squadra è scesa in campo, la capacità di non cedere subito al mutamento d’inerzia della gara dopo il rientro nel punteggio di Gran Canaria, addirittura quella di riuscire a riportarsi avanti per un istante sono per me già dei buoni segnali di esistenza in vita del carattere del gruppo di Scariolo. Sui valori e i possibili limiti tecnici attuali è inutile soffermarsi, stante l’assenza dell’estro di Mannion, dell’energia di Cordinier, della tecnica di Sampson, della qualità complessiva di Hervey. Un Cordinier in quell’ultimo quarto avrebbe potuto far valere il proprio piglio guascone; il tiro di Hervey è mancato come il pane; ci sta che Ruzzier in Europa fatichi a sostituire Mannion; Sampson non lo so, in fondo è quasi come non fosse mai arrivato, se non fosse per quei gesti meravigliosi che ha dimostrato di avere nel proprio bagaglio tecnico nei pochi momenti in cui è riuscito a giocare. Insomma, dopo ieri sera la Virtus in classifica è terza ad una sola sconfitta di distacco dalle prime due ed a tre in meno dalla zona di esclusione dalla fase finale, con altre dieci partite davanti; in pratica, la classifica potrebbe ancora rivoluzionarsi, potrebbero bastare una concentrazione di infortuni o un focolaio epidemico per stravolgere ogni cosa.

La Virtus Segafredo chiude l’anno così da seconda: è tale in campionato, dove l’esperienza insegna che gli equilibri della classifica di Natale potrebbe essere smentiti già nel corso delle Final Eight di febbraio, figuriamoci a fine anno; è tale in coppa, nel punteggio, in un girone che non è neppure a metà percorso. Fermiamoci allora su altre considerazioni, di carattere tecnico:

-        Il modo in cui la squadra entra sul parquet: quest’anno, a differenza di quelli passati, aggredisce subito gli avversari ai garretti, spesso scavando un solco anche importante, che purtroppo altrettanto sovente non riesce a conservare. Credo che il problema sia soprattutto fisico, visto che certi ritmi non si possono tenere se non si è al cento per cento. Trovata la forma (arriverà mai pienamente? La sfortuna potrebbe girarsi da un’altra parte?) questa è una squadra che potrebbe stordire ogni tipo di avversario attualmente al suo livello;

-        Gli assist, quasi sempre ben oltre i 20, testimoniano di un gioco corale in grado, se al completo, di trovare ogni volta finalizzazioni diverse con interpreti differenti;

-        I rimbalzi: la Virtus è raro che si faccia mettere sotto in questa specialità, anche a Gran Canaria è stato un pareggio a 33, alla fine, benché proprio nell’ultimo quarto ci sia stata una prevalenza avversaria;

-        La difesa, invece, rimane il tasto più dolente, perché anche ieri si sono rivisti svarioni e negligenze accentuate probabilmente dalla scarsa tenuta fisica, ma questo rimane il tasto maggiormente dolente, non per la quantità di punti concessi agli avversari, determinati dall’alto numero di possessi col quale la Virtus gioca le sue partite, bensì per la difficoltà di alcuni a disciplinarsi al collettivo o, più semplicemente, a piegare le ginocchia. Questo alla lunga potrebbe rimanere il limite maggiore di questa Segafredo, perché potrebbe riguardare più di un paio di uomini chiave. Sono però sicuro che proprio questi, nei momenti veramente cruciali, potrebbero stupirci con visoni difensive di grande autorevolezza.

Morale: consapevoli dei pregi e dei difetti della squadra, benvenuto, a conti fatti, il rinvio della partita di Milano. Lo si pagherà più avanti con una nuova concentrazione di impegni, ma intanto credo che passare un Natale un briciolo defatigante per la Virtus non possa che essere ciò di cui aveva più bisogno. Di conseguenza, un Natale sereno a tutti quanti.

Ultima modifica il Giovedì, 23 Dicembre 2021 17:43
Andrea Marcheselli

Bolognese, giornalista di ormai vecchia data, critico teatrale e letterario, da sempre appassionato di basket è stato giocatore, dirigente ma soprattutto allenatore, ed ora per 1000 Cuori Rossoblu anche commentatore delle vicende virtussine