Rugby - Bologna Rugby 1928 v. Viterbo 22 - 12 - 12 Dic

Scritto da  Dic 12, 2016

In un clima da battaglia campale d’altri tempi, va in scena l’ultima partita casalinga dei rossoblu per questo 2016. Sembra di esser sull’altopiano di Stirling Bridge in attesa dei ribelli guidati da William Wallace, ma in realtà siamo semplicemente sulle gelide tribune dello stadio “Arcoveggio” nel trafficato quartiere di Corticella. Sotto gli occhi di un centinaio d’irriducibili appassionati, parte sorprendentemente meglio il “quindici” laziale. La mischia nero verde grattugia quella felsinea in più occasioni e quando il signor Franco di Pordenone sventola il giallo in faccia a Sangiorgi, gli ospiti preferiscono andare in rimessa laterale piuttosto che accontentarsi di tre punti comodi. L’occasione sfuma, ma i sintomi sono quelli di una formazione in fiducia.

Al 18’, la pressione viterbese porta i suoi frutti.  Dopo oltre un quarto d’ora di sofferenza, la trincea bolognese cade, consentendo al treccioluto Oguntimirin di portare l’ovale dentro la try zone.

Stupore: Bologna 0, Viterbo 5.

Il pubblico mugugna. Rob Smith risponde. L’inglese - forse solleticato da una temperatura molto più britannica che mediterranea -  infilza due fendenti consecutivi alla squadra avversaria in meno di 5 minuti. Il primo, al 29’, sull’out destro al termine di un bel ribaltamento di fronte cominciato con una mischia sull’angolo opposto del campo. Il secondo, al 33’, grazie ad una ruggente progressione lungo il binario appena sotto la nostra postazione.  Bottone non arrotonda il punteggio dalla piazzola, ma la truppa di Ogier si porta comunque sul 10 a 5.

La svolta del match arriva al 36’, quando l’arbitro allontana momentaneamente dal rettangolo verde anche l’apertura Menghini (per un placcaggio alto), dopo aver fatto lo stesso con il pilone Baiocco qualche istante prima. Con Viterbo costretto in 13, il Bologna sferra il colpo decisivo: stavolta è Soavi a scappare in mezzo alla coltre nebbiosa per poi riapparire oltre l’ultima linea. Bottone c’entra i pali, consentendo agli emiliani di andare all’intervallo con un rassicurante vantaggio di 12 punti (17 a 5).

La ripresa comincia così com’era finita la prima frazione, cioè con Soavi che realizza la sua seconda meta personale sfondando la barricata viterbese sulla destra. Bottone non trova la porta, ma con questa fanno 4 segnature, che tradotto in soldoni significa punto di bonus conquistato. Tuttavia, il 1928 odierno non è certo il migliore di stagione e la squadra di Scorzosi ne approfitta per andare subito in meta con Baiocco (poi trasformata da Cecchetti) fissando il punteggio sul 22 a 12.

Nei restanti 35 minuti non succederà nulla o quasi. Tanti falli, parecchie scelte sbagliate e qualche spettatore ibernato.

Per ora può bastare così: 5 punti conquistati e secondo posto della classifica raggiunto. Tra sette giorni sarà obbligatorio fare punteggio pieno in casa del fanalino di coda Arezzo, per potersi godere la sosta natalizia con almeno il secondo posto in tasca in vista di un Gennaio davvero impegnativo.

Ultima modifica il Lunedì, 12 Dicembre 2016 17:44
Andrea Nervuti

Amante del mondo anglosassone in ogni sua sfumatura: dall'atmosfera del piccolo pub di periferia fino alle luci della Premier League