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Rugby - Bologna Rugby 1928 v. Rugby Parma 1931 0-17 - 8 Mag

Scritto da  Mag 08, 2017

Stadio “Bonori” in Arcoveggio, ultima giornata di regular season. Secondo il calendario gregoriano sarebbe l’inizio di Maggio, ma le condizioni climatiche ricordano molto più l’autunno scozzese che la primavera italica. La pioggia è costante, il vento ai limiti del fastidioso. Dall’alto, il rettangolo di gioco appare in buono stato nonostante i continui rovesci, mentre sugli spalti il pubblico è caldo, numeroso e particolarmente canterino. Discreta anche la rappresentanza di tifosi giunti dal gran ducato nel capoluogo emiliano con la speranza di spingere i propri beniamini verso una miracolosa qualificazione. D’altronde, Bologna potrebbe anche accontentarsi di due risultati su tre, a differenza degli ospiti che possono solo puntare ad una vittoria con bonus (senza concederne) poter borseggiare dalle tasche rossoblu il pass che vale il secondo posto e di conseguenza i playoff.

La partita. Appena duecento secondi dal fischio d’inizio, e già s’intravede che sarà un pomeriggio di sofferenza per i felsinei. Da un calcio di rinvio intercettato nasce una mischia pericolosissima a due metri dalla linea di meta: la palizzata regge l’urto, ma sugli sviluppi dell’azione i gialloblu allargano intelligentemente l’ovale sul lato chiuso trovando il pertugio giusto per andare a segno con Rebecchi. La trasformazione esce, ma l’inizio shock comincia a preoccupare più di qualcuno dalle parti della tribuna stampa. A maggior ragione quando -nei minuti successivi al vantaggio ospite- la capolista sembra smarrirsi in un sottobosco d’incertezze anziché  ritrovare il suo classico spirito combattivo. I tanti errori concettuali nel gioco al piede si mescolano ad una rimessa laterale piuttosto imprecisa, iniettando così massicce dosi di fiducia nelle vene delle truppe parmensi.  Per circa 30 dei 40 minuti della prima frazione, le legioni di mister Silao Leaega si stanziano letteralmente nella metà campo rossoblu, dando vita ad una battaglia corpo a corpo d’altri tempi. Per due volte consecutive la retroguardia Petroniana salva miracolosamente una marcatura che sembrava cosa fatta e se all’intervallo il risultato è solo di 0 a 5, lo si deve soprattutto alla grande fierezza difensiva della banda di Ogier.

La ripresa si apre con un paio di orgogliose sfuriate bolognesi. Tanto cuore ma poca lucidità. Le occasioni per  cambiare i binari dell’incontro sfumano ed il canovaccio torna nelle mani del Parma. I gialloblu recuperano il filo d’Arianna che stavano seguendo da inizio gara, costringendo inevitabilmente l’Emilbanca e i suoi tifosi ad una sofferenza massacrante.

Al 61’, gli ospiti raddoppiano; stavolta è l’arbitro Roscini di Milano ad assegnare una meta tecnica (dopo un lungo consulto col guardalinee) al termine di un’azione decisamente confusa e contestata. L’apertura ducale aggiunge comodamente altri due punti dalla piazzola per lo 0 a 12 che manda su tutte le furie il pubblico di casa. Un po’ per una decisione non proprio chiara ed un po’ perché intuisce che la sua squadra è in pericolosa apnea. A questo punto i parmensi sentono l’odore del sangue e forse fiutano anche il profumo di quello che alla vigilia sembrava un mezzo miracolo. Il Bologna si rintana in trincea, alleandosi col cronometro nella speranza di evitare quelle due mete che matematicamente lo escluderebbero dai playoff. Al 78’, lo sforzo continuo  dei ducali produce dapprima la superiorità numerica e poi la terza marcatura, nata da una touche sulla corsia di destra. La trasformazione viene del tutto svirgolata in fretta e furia, perché ormai non ha più alcun senso allungare il punteggio, ma conta solo il bonus. Tuttavia il tempo stringe e Parma dovrebbe trovare la quarta segnatura nell’arco di due giri di lancette.

Inutile nasconderlo: il finale è un frullato di tensione, sigarette fumate nervosamente e sguardi fissi sul timer. Fortunatamente la clessidra si consuma lentamente senza  particolari acuti  e  solo quando l’arbitro manda tutti negli spogliatoi, può esplodere la gioia del “Bonori” per il grande obbiettivo conquistato.

Onore delle armi a Parma, che dopo questa grande partita si consolida come terza forza del campionato mentre Bologna chiude al secondo posto, lasciando il primato a Perugia. Dispiace aver perso la testa della classifica (e con essa anche la possibilità di sfidare il più “soft” Rugby Paese nel duello valido per la promozione) proprio all’ultima giornata, ma ormai non serve a nulla recriminare. Ora ci sarà lo scoglio più duro verso la serie A, quel Petrarca Padova che pare imbattibile (21 vittorie ed un pareggio su 22 sfide nell’altro girone) e sulla carta il 1928 sembra già spacciato. La carta però non va in campo e quindi aspettiamoci due furenti battaglie.

Griglia finale

21 Maggio ore 15,30: Bologna Rugby 1928 v. Petrarca Padova / Rugby Paese v. CUS Perugia

28 Maggio ore 15,30: Petrarca Padova v. Bologna Rugby 1928 / CUS Perugia v. Rugby Paese

 

Foto di Andrea Malossini

Ultima modifica il Lunedì, 08 Maggio 2017 17:44
Andrea Nervuti

Amante del mondo anglosassone in ogni sua sfumatura: dall'atmosfera del piccolo pub di periferia fino alle luci della Premier League