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Big Automotive Innovations – Ibrido, facciamo un po’ di chiarezza

Scritto da  Feb 27, 2020

  Considerando le limitazioni poste sui veicoli alimentati a gasolio e benzina, e visti i tanti incentivi offerti a chi acquista autovetture green, appare doveroso fare chiarezza sulle diverse tecnologie ibride disponibili sul mercato. 
Ne esistono 3 tipi: le Mild Hybrid (MHEV), le Full Hybrid e le Plug-in Hybrid (PHEV). Queste – differenti per prezzo, funzionamento ed efficienza – hanno un unico punto in comune: far lavorare motore termico ed elettrico in sinergia per offrire vantaggi in termini di consumi ed emissioni. 


  Mild Hybrid. I veicoli MHEV – spesso chiamati anche “ibridi leggeri” – delineano il primo grado di ibridazione. Questo incrocio di propulsori è il più “semplice” tra quelli disponibili.
Le vetture Mild Hybrid non possono viaggiare in modalità completamente elettrica, pertanto, il tradizionale motore resta sempre in funzione.
Al gruppo endotermico è associato un sistema elettrico capace di integrarne la potenza e affiancarlo in accelerazione. Durante le fasi di frenata e decelerazione è possibile accumulare l’energia termica e cinetica generata dal moto del veicolo. Le batterie agli ioni di litio immagazzinano potenza in forma di elettricità, dando vita a un ciclo virtuoso in grado di riutilizzare l’energia che andrebbe normalmente dispersa.


  Full Hybrid. Considerando il rapporto tra efficienza e prezzo risulta il sistema più completo: rispetto alle Mild Hybrid riduce in maniera consistente consumi ed emissioni. Inoltre – grazie ad un gruppo elettrico più potente e ad una batteria maggiorata – è possibile viaggiare in modalità completamente elettrica per un limitato numero di chilometri (carica della batteria permettendo).
Come accade per le MHEV, le batterie agli ioni di litio immagazzinano energia in frenata e decelerazione, permettendo così di alimentare il gruppo elettrico.


  Plug-In Hybrid. Ragionando sull’efficienza e sulle prestazioni del veicolo, tra le ibride questa risulta la soluzione più esauriente (e costosa).
Le Plug-in sono differenti dalle Full Hybrid per una superiore autonomia elettrica (circa 50km) e per la possibilità di alimentare il propulsore elettrico tramite la presa di corrente. I tempi di carica mutano consistentemente in funzione del metodo che si utilizza: prese domestiche, wallbox (prese evolute più potenti ed intelligenti) o le classiche colonnine.
Infine, nel caso in cui la batteria esaurisse la carica, l’autovettura diventerebbe – di fatto – una Full Hybrid, ricaricandosi "normalmente" durante la marcia.


  I vantaggi per chi guida un veicolo ibrido sono molteplici. Oltre all’esenzione dal bollo, è possibile percorrere le vie del centro a traffico limitato, le corsie preferenziali e parcheggiare all'interno di strisce blu senza ricorrere a pagamenti. 
L’obiettivo ormai diffuso è quello di sostenere maggiormente l’ecologia nel mondo riducendo i consumi e limitando le spese.




Fonte: alvolante.it

Ultima modifica il Martedì, 15 Dicembre 2020 08:53
Matteo Guerra

Nato in Emilia-Romagna, regione d’eccellenza motoristica italiana, studio Comunicazione a Bologna. Intraprendo un percorso formativo mirato al mondo del giornalismo nell’ambito dell’automobile. Forte appassionato di tutto ciò che riguarda motori e velocità.