Mike Piazza, ex giocatore statunitense e attuale manager della nazionale italiana Mike Piazza, ex giocatore statunitense e attuale manager della nazionale italiana gazzetta.it

I ruoli del Baseball - il Manager e il suo Staff

Scritto da  Apr 26, 2020

Nel corso delle ultime settimane abbiamo parlato di tutti i ruoli che ricoprono il diamante, ma ce ne sono alcuni di cui non abbiamo ancora parlato e che, nonostante stiano in panchina dirigono l’intera squadra, sia dentro che fuori dal campo. Generalmente, all’interno del dugout troviamo: il Manager (leader coach), deve saper gestire lo spogliatoio con saggezza e responsabilità e deve saper gestire i momenti di alte e basse tensioni. Egli rappresenta un punto di riferimento per il giocatore, quindi è fondamentale che possieda una buona preparazione, non solo tecnica, ma anche teorica e pratica; il Pitching Coach, allenatore designato per allenare, in particolare, i lanciatori; i suggeritori di prima e di terza base, coach che contribuiscono all’allenamento dei diversi ruoli in campo e che durante la partita, in fase offensiva, dirigono il corridore “suggerendo” le sue azioni sulle basi. 

Niente può tornare più utile se non l’esperienza. Come abbiamo detto negli articoli precedenti, il baseball è un gioco di logica e il cambio lanciatore nel momento più opportuno, un “bunt” di sacrificio o una rubata in un momento topico dell’incontro sono azioni che il manager è tenuto a decidere e che posso influenzare, in maniera positiva o negativa, l’andamento della partita.

Vediamo allora alcuni aspetti del ruolo del manager, partendo dalla composizione del lineup. L’allenatore ha la responsabilità di schierare gli uomini che devono affrontare il lanciatore in quella che è una vera e propria battaglia, come abbiamo già detto, stabilendone l’ordine in battuta e tenendo conto che: il primo giocatore in battuta, il cosiddetto “leadoff”, è normalmente il giocatore più veloce della squadra, quello che ha più possibilità di rubare una base e di mettere sotto pressione la difesa con la sua agilità; il secondo nell’ordine di battuta è assegnato al battitore che ha poca potenza ma un’alta percentuale di arrivi sulla base; al terzo e quarto posto della lineup troviamo i battitori più forti, quelli cioè capaci di battere con più potenza e con continuità; il quinto battitore ha una grande importanza strategica, in quanto ha il compito di portare “a casa”, cioè di far fare il punto, l’uomo che è in base. Ultimi, ma per questo non meno importanti, ci sono i restanti quattro battitori, che portano con loro grande esperienza e velocità e che, anche se non tanto potenti con la mazza come i primi, durante la partita posso rendersi notevolmente utili per portare uomini in base e avere così più chance di fare punti. Un manager deve tener conto nella costruzione del lineup è l’alternanza di battitori destri e sinistri: avere infatti una sequenza in battuta destro-mancino può mettere in seria difficoltà il manager avversario nella scelta del lanciatore da mandare sul monte, specialmente negli ultimi inning di partite dove anche solo un punto può influenzare l’esito di una intera partita. 

Parliamo ora anche dell’importanza di avere una vasta equipe di lanciatori. Un buon allenatore sa che per avere una buona rotazione, e con esso un buon rendimento dai suoi pitcher, deve avere almeno minimo 5 o 6 lanciatori, tra partenti e “closer”. Per ognuno e necessario che il manager (o il pitching coach) non faccia superare il numero di 100 lanci, poiché un numero troppo elevato potrebbe nuocere al braccio e alla spalla del giocatore. 

Un altro compito molto importante per un bravo allenatore è quello di essere in grado di capire se un suo giocatore è a posto o meno fisicamente, prima che il giocatore possa farsi del male: visto che spesso, per non dire sempre, un giocatore rivela di avere dolori importanti solo a danno compiuto o quando viene scoperto (per poter giocare e non stare in panchina per tutta la partita), gli allenatori si affidano a piccoli trucchi, uno dei quali consiste nel verificare se il giocatore batte spesso in foul (ovvero fuori dall’area di gioco) le palle veloci. Questo segnala un giro di mazza troppo lento e quindi un campanello di allarme che segnala che qualcosa non procede per il verso giusto. Detto ciò, è molto importante anche la gestione del giocatore: evitare, cioè, di spremere fino all’ultimo un giocatore alla frutta o dimenticare in panchina un giocatore che potrebbe essere utile anche solo per riuscire a finire la partita. 

Un pensiero va anche ai giocatori che stanno in dugout. Ebbene sì, i giocatori che stanno in panchina hanno il compito di supportare i propri compagni di squadra e di aiutarli, per esempio scaldandoli durante un cambio di inning o mettere apposto le mazze tra un battitore e l’altro. Così facendo diventano parte integrante dello staff della squadra e riescono a rimanere concentrati durante la partita, in modo che, all’occorrenza, possano entrare in campo già caldi e concentrati.

Il compito degli allenatori non è solo legato all’ambito sportivo. Soprattutto se opera in contesti giovanili, può svolgere un ruolo centrale di guida e di sostegno, aiutando i ragazzi ad affrontare le principali sfide connesse sia all’attività sportiva che al percorso di crescita in generale, per non parlare del ruolo fondamentale nell’aumento della motivazione personale e nell’affrontare la prestazione sportiva. Anche tra gli adulti, i cosiddetti “seniores”, in un momento negativo per il proprio atleta il coach deve aiutarlo a sfogarsi e a concentrare la rabbia e lo stress alla prestazione sportiva, perché anche questo è lo sport in generale: sfogo!  Il coach, per l’atleta o l’intera squadra, deve essere al tempo stesso un tecnico, un educatore e un leader.

Con questo si termina la rubrica su “I ruoli del baseball”, ma continueremo lo stesso a tenervi compagnia, in attesa dell’inizio del campionato. Un grazie ai nostri lettori da parte di tutta la redazione, in particolare da Simone Zanetti, Edoardo Draghetti e Matteo Linarello.

Mi raccomando: rimanete aggiornati!

Ultima modifica il Domenica, 26 Aprile 2020 10:23
Matteo Linarello

Studio Scienze della Comunicazione, gioco a baseball da quando ero “cinno” e possiedo una fede multi-sportiva legata alla mia città: Bologna.
Mi piace lo sport in tutte le sue angolazioni: vederlo, praticarlo e raccontarlo.