A TU per TU - Intervista esclusiva a Rossella Fiamingo: "Voglio continuare a vincere. Il prossimo obiettivo..."

Scritto da  Mag 02, 2020

Quando si parla di Scherma si deve per forza nominare Rossella Fiamingo, una delle schermitrici più forti di sempre. Classe 1991, detiene record su record; abbiamo avuto l'onore di intervistarla e, insieme a lei, abbiamo ripercorso le tappe più brillanti della propria carriera.

Ciao Rossella, come hai vissuto questa quarantena?

"Ciao Federico; allora la mia quarantena sta procedendo tutt'ora bene, sono tanti giorni che sono da sola ma comunque mi sento con tutta la mia famiglia e gli amici più stretti. Sto imparando a cucinare bene, cosa che non ho mai fatto perché sono sempre stata abituata ad avere mia mamma comunque pronta prepararmi i piatti, quindi un po' per pigrizia. In più adesso ne sto approfittando per studiare visto che il 21 maggio dovrei avere la laurea a porte chiuse in Dietistica e in più sto anche suonando che era una cosa che non facevo da tanto tempo".

Hai scoperto qualche nuova attività in questo periodo?

"Un'attività nuova è sicuramente la cucina, in particolare i dolci; per l'allenamento mi sto allenando a casa, anche se da un qualche giorno siamo liberi di correre quindi sto approfittando per correre un po' più fuori. 

Come si allena da casa una schermitrice? I pro e i contro?

Quando piove salto la corda e poi ho il mio manichino di fiducia che si chiama Costantino; l'ho creato durante questa quarantena e con lui faccio un po' di esercizi specifici per la scherma. Il pro è che sicuramente ho sfruttato molto l'inventiva, quindi ho lavorato molto di fantasia, cosa che mi veniva molto difficile fare quando ero impegnata fra le gare, gli allenamenti e lo studio. In questo momento che c'è più tempo ho ritrovato questa dote, l’inventiva, che avevo già quando ero piccola: mi piaceva costruire un po' di tutto e l'ho messa in pratica ora. A mali estremi, estremi rimedi. Sicuramente i contro sono che il manichino, per quanto io l'abbia inventato con qualche pezzo che si muove, non è come avere il maestro di fronte o come avere l'avversario; quindi mi manca proprio la parte attiva della mia disciplina, la parte della pedana, i movimenti e osservare quello che fa l'avversario".

Ritorniamo indietro nel tempo: come mai hai voluto intraprendere questo sport e quando hai cominciato?

"Ho iniziato questo sport 7 anni perché mio padre mi ha portato in palestra, in quanto mio fratello, che ha tre anni in più di me, faceva già scherma;  quindi è stato papà a convincermi ad iniziare".

Fai parte del corpo dei Carabinieri: ci spieghi le modalità per entrare in questo panorama e come funziona la relazione con i Carabinieri?

"Sì, sono nei Carabinieri dal 2017; prima ero nel Gruppo Sportivo Forestale e poi sono stata accorpata nei Carabinieri perché la forestale, ora, non esiste più. È una realtà molto bella, in quanto la propria arma investe su su di me e sugli altri atleti di un certo livello, per il prestigio che possiamo dare loro vincendo le medaglie. Quindi loro ci danno uno stipendio e noi facciamo di tutto per ricambiare la fiducia. Io sto veramente molto bene all'interno dell'Arma".

Sei specializzata nella spada: quali sono le maggiore differenze e le similitudini rispetto al fioretto e alla sciabola?

"Le differenze tra la spada, il fioretto e la sciabola sono diverse, la più importante è quella del bersaglio valido: nella spada è valido tutto il corpo dalla testa fino ai piedi, nella sciabola è dalla cintura in su, quindi anche dorso, busto, braccia e maschera, mentre nel fioretto è valido solo il busto, quindi senza braccia e senza maschera; c'è solo una piccola parte della maschera che è bersaglio valido, la gorgiera. Poi ti dico che la sciabola è molto più dinamica, il fioretto è una via di mezzo mentre la spada è più tattica e più statica: è come una partita a scacchi. La cosa più importante, a prescindere dallo stile, è saper studiare bene l'avversario per attaccare e difendere".

Nel 2007 hai vinto il tuo primo titolo europeo individuale: che emozione è stata?

"Il mio primo titolo europeo è stata una delle emozioni più grandi, perché è stata la mia prima vittoria in campo internazionale. Ero molto piccola, ero under-17 e avevo 16 anni.  Ancora non ero la prima italiana più forte, quindi quella è stata è stata la gara che mi ha fatto capire che potevo fare grandi cose: e da lì in poi è stata una crescita continua".

Hai conquistato, per il Gruppo Forestale, il titolo italiano per 4 volte in 5 anni: quanto è dura ripetersi e battere continuamente la concorrenza avversaria?

"Sì, finché ero nel gruppo sportivo forestale abbiamo vinto tanto. Adesso, nell'arma dei Carabinieri, non c'è una squadra perché di spada femminile ci sono solo io; quindi i carabinieri mi autorizzano per disputare la gara a squadre di Serie A1 con la mia società di appartenenza, che è la Methodos di Sant'Agata Li Battiati, la palestra dove sono nata. Con questa società siamo in A1 e, come tante società dei gruppi sportivi, siamo comunque arrivate in alto nonostante sono solo io del gruppo sportivo. Il gruppo è unito e insieme ci divertiamo molto".

Credi sia uno sport anche di nervi?

"Sicuramente è uno sport anche di nervi; si sentono parecchio, durante gli assalti ma anche in allenamento. La cosa più difficile e mantenere la concentrazione, dall'inizio alla fine".

Nel 2014 il tuo primo Mondiale vinto: ha un valore più grande rispetto alle altre vittoria o è sullo stesso piano?

"La medaglia mondiale d'oro del 2014 è una medaglia di stupore e una medaglia di sorpresa, mentre quella del 2015 aveva un sapore ancora più speciale, perché fino ad allora solo due due atleti avevano vinto per due anni di fila il mondiale. Allo stesso tempo, quello del 2015 è stato il Mondiale della coscienza e della consapevolezza. Ero cosciente di far parte di un gruppo di persone che stavano vincendo tanto".

Il 2015 è la stagione dei record; che anno è stato?

"Il 2015 è stato l'anno perfetto perché a livello individuale, oltre ad aver vinto la medaglia d'oro ai Mondiali ,avevo vinto anche la medaglia d'argento agli europei e il titolo italiano. E’ stato un un anno pieno di soddisfazioni".

 Cosa ti spinge a dare sempre il massimo?

"Sono una di quelle persone che, dopo aver vinto qualcosa, vuole vincere subito qualcos'altro: non mi accontento mai. La forza la prendo dentro di me, perché ho sempre voglia di dare il massimo e non mi stanco mai di competere".

Arriviamo al presente: quali sono i tuoi obiettivi futuri?

"Il mio obiettivo futuro, che poi sarà fra un anno, è sicuramente quello di disputare la mia terza Olimpiade, quella di Tokyo. Aspetto con ansia questo momento, sarebbe un grande sogno quello di fare la terza Olimpiade e magari di vincere anche una medaglia, sia a squadre che individualmente".

Grazie mille Rossella.

"Grazie a te".

Ultima modifica il Domenica, 03 Maggio 2020 15:15
Federico Calabrese

Classe 2000, studia presso l'Università di Bologna. Prima di entrare in 1000 Cuori Rossoblu ha scritto per Mondoprimavera e Jzsportnews.com. In passato ha lavorato anche con Gazzamercato, Vocegiallorossa e Numero-Diez. Ha partecipato l'anno scorso al Workshop di Giornalismo sportivo a Bologna, che ha visto docenti come Xavier Jacobelli e Alessandro Iori. Appassionato di calcio in tutte le sue sfumature, cerca il più possibile di raccontare il lato romantico dello sport, con storie che possano far emozionare.