Il comitato olimpico internazionale di fine Ottocento: al centro Pierre de Coubertin Il comitato olimpico internazionale di fine Ottocento: al centro Pierre de Coubertin fonte immagine: greece-is.com

Storie Olimpiche - Paris, la Ville Lumière

Scritto da  Lug 31, 2020

Dopo le Olimpiadi del 1896, le ultime prima dell’inizio della grande epopea dei Giochi Olimpici di età moderna, l’allora presidente del nuovissimo Comitato Olimpico Internazionale, il Barone Pierre de Coubertin ebbe la brillante idea di spostare l’organizzazione dei giochi di antica tradizione greca di città in città.

Nel 1900, nonostante le resistenze della Grecia, che dopo l’edizione del 1896 si sentiva in totale diritto di mantenere ad Atene l’organizzazione perpetua dell’evento di antica memoria greca. Tuttavia, già due anni prima di quella edizione “sperimentale”, il Congresso Olimpico tenutosi presso l’Università della Sorbona di Parigi, aveva assegnato l’evento alla Capitale francese, su precisa spinta di de Coubertin. Re Giorgio di Grecia per questo lo accusò addirittura di essere un “ladro delle tradizioni greche”, ma l’idea dello storico francese andava molto oltre la semplice tradizione.
Inizialmente pensati a cadenza di 6 anni, i delegati olimpici convinsero il Barone a ridurre la cadenza a 4 anni.

L’occasione per il Barone de Coubertin era troppo importante, proprio nel 1900 a Parigi era programmata da tempo l’Esposizione Universale. L’Expo avrebbe attirato migliaia di persone, de Coubertin pensò che non ci fosse dunque occasione migliore per pubblicizzare un evento sportivo, ai più sconosciuto, perlopiù ignorato dal grande pubblico e spesso, nel periodo in cui venne organizzato contemporaneamente all’Expo, ostracizzato dal Governo francese che lo considerava un inutile perdita di tempo.

Dopo tanto lavoro diplomatico, alcune proposte delle proposte di de Coubertin vennero bocciate, tuttavia i Giochi Olimpici vennero totalmente inglobati nell’esposizione, tanto che i giochi durarono da maggio a ottobre. Le Olimpiadi, grazie alla spinta dell’Expo, ottennero grande visibilità. Le prime Olimpiadi dell’epoca moderna furono una grande operazione di marketing. Le Nazioni partecipanti furono 28, il doppio rispetto all’edizione di Atene, gli atleti 1500 rispetto ai meno di 1000 dell’edizione precedente, anche perché furono ammesse le donne alle gare. Le Olimpiadi del 1900 non ebbero tuttavia alcuna cerimonia di apertura o di chiusura, il fatto di essere inclusi nel programma dell’Esposizione Universale, ne eliminò i caratteristici spettacoli di inizio e termine, per essere inseriti nel calendario degli eventi dell’Expo del 1900.

A Parigi, nel 1900, guardarono migliaia di persone, forse milioni e la Capitale francese divenne a livello internazionale la Ville Lumière (la Citta delle Luci, ndr) per via delle migliaia di luci in città. Lo sport e i giochi olimpici splenderono assieme alle luci della capitale francese, diventando definitivamente una delle più importanti manifestazioni, non solo sportive, al mondo. Un successo incredibile, di cui ancora oggi si dà merito al Barone Pierre de Coubertin, ma che adesso sembra inevitabile per il fascino e lo spettacolo che lo sport regala ogni volta che viene acceso il braciere olimpico.

Stefano Francesco Utzeri

Studio Giornalismo all'Università di Parma inseguendo il mio sogno: raccontare lo sport e i suoi protagonisti. Nativo digitale sedotto dai Beatles e Marty McFly.