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Carspillar – Ferrari 550 Barchetta, un omaggio ai 70 anni di Pininfarina

Scritto da  Ott 06, 2020

Con Carspillar oggi ci occuperemo di Ferrari 550 Barchetta, vettura prodotta per celebrare il settantesimo della fondazione di Pininfarina, storico laboratorio di design dal 1955 partner di Ferrari.

Presentato al Salone di Parigi del 2000, questo gioiello costava l’equivalente di € 248.000 e fu interamente prodotto nelle fabbriche di Maranello in sole 448 unità.
Ciò che differenziava il modello dalle altre Rosse coetanee era il suo sguardo volto al passato, una provocazione dettata da una logica irrazionale; qui il V12 alloggia in posizione anteriore, proprio come le vetture da competizione degli anni ‘60-’70.

Si tratta di un propulsore da 5,4 litri e 485 CV che permette alla biposto di sfiorare i 300 km/h e raggiungere i 100 in soli 4,4”. Basamento, teste e coppa dell’olio sono in lega leggera con canne in alluminio rivestite in Nikasil, una speciale lega di nichel e silicio. Le bielle invece, allo scopo di permettere un utilizzo continuo ad alti regimi, sono in lega di titanio tipo Ti6a14V. La testa – dotata di quattro valvole per cilindro – è corredata da punterie idrauliche, le quali consentono di eliminare controlli e regolazioni periodiche e – al tempo stesso – garantiscono una ripresa automatica del gioco delle valvole, e quindi la massima silenziosità.
La struttura telaistica è tubolare in acciaio, rigorosamente rinforzata per colmare la bassa resilienza tipica delle vetture senza tetto.

L’idea è sostanzialmente rimasta la stessa della 550 Maranello, la sorella coupé; le differenze constano nei cerchi in lega scomponibili, in un parabrezza più basso di 10 cm e – ovviamente – nell’assenza del tettuccio, qui rimpiazzato da una capote manuale d’emergenza. Oltre a ciò, anche nel retro-treno è possibile notare un’altra variabile, due roll-bar posti dietro ai poggiatesta sono indispensabili per la sicurezza degli occupanti in caso di ribaltamento.
Facendo caso all’interno del veicolo, uno sguardo attento nota la presenza di nuovi sedili in carbonio che – a richiesta – possono essere completati con speciali cinture di sicurezza a quattro punti. 

Fonte: ferrari.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ultima modifica il Martedì, 06 Ottobre 2020 14:51
Matteo Guerra

Nato in Emilia-Romagna, regione d’eccellenza motoristica italiana, studio Comunicazione a Bologna. Intraprendo un percorso formativo mirato al mondo del giornalismo nell’ambito dell’automobile. Forte appassionato di tutto ciò che riguarda motori e velocità.