Rettilineo Imola Gp 2006 Rettilineo Imola Gp 2006 Formula Passion

I Racconti del Commissario: La Safety Car rientra ai box

Scritto da  Claudio Fargione Nov 01, 2020

Anni da ufficiale di gara portano a sviluppare una specie di sesto senso per gli eventi di pista, una sorta di inspiegabile capacità di percepire gli accadimenti futuri attraverso un immotivato nervosismo, come animali selvatici nell'imminenza di una catastrofe naturale. Quello stesso immotivato nervosismo si era impadronito di me la mattina del 23 aprile 2006, mentre le vetture della GP2 si stavano schierando in griglia per la partenza della "Sprint Race", ghiotto antipasto al Gran Premio di San Marino di Formula 1 che sarebbe partito tre ore e spiccioli dopo. Avevo già fatto decine di partenze sul muretto e non c'era motivo di essere nervosi. Eppure allo spegnersi dei semafori strinsi la bandiera come se dovesse succedere qualcosa di inatteso da un momento all'altro.

Uno schianto terribile

Effettivamente tutte le vetture si mossero tranne una, quella dello spagnolo Valles in decima posizione. Dal muretto tutti noi commissari iniziammo immediatamente a sventolare le bandiere gialle per segnalare il pericolo ai piloti delle file successive, ed effettivamente tutti schivarono la vettura ferma. Tutti tranne uno. Il brasiliano Di Grassi, scattato dalla ventiduesima posizione, arrivò già lanciato ma coperto dagli avversari all'altezza della quinta fila avvedendosi solo all'ultimo della monoposto ferma. Lucas sterzò disperatamente a sinistra, ma non potè evitare l'impatto. La manovra evitò danni ai piloti, ma le vetture si disintegrarono seminando detriti su tutta la larghezza del rettilineo. In quelle situazioni non c'è tempo per pensare ed appena transitata la vettura del servizio antincendio saltai dal muretto insieme ai colleghi correndo verso il punto dell' incidente per liberare una corsia di passaggio alle altre vetture che stavano per essere rallentate dall'ingresso della Safety Car. Mentre stavamo calciando via i detriti più voluminosi (i pezzi delle vetture erano roventi e non potevamo nemmeno sfiorarli con le mani) arrivò il richiamo via radio. Contrordine, tutti in corsia box. La Safety Car passerà dalla «pit lane»!

Tra incudine e martello

Una procedura di questo tipo non era nemmeno contemplata dal regolamento sportivo ma la direzione gara prese la coraggiosa decisione di tentare una manovra simile proprio a Imola, facendo transitare il serpentone delle vetture dalla corsia box più stretta di tutto il campionato. Fu così che noi commissari ci trovammo tra «incudine e martello» costruendo un cordone umano che separava l'area di lavoro (dove i meccanici si stavano preparando per eventuali soste delle vetture e spingevano alle nostre spalle) e la corsia di passaggio dove la vettura di sicurezza procedeva in testa al plotone delle monoposto in gara passando a pochi centimetri dai nostri piedi. Questo pericoloso carosello proseguì per alcuni giri permettendo ai servizi di ripulire il rettilineo. Poi, finalmente, la Safety Car lasciò le vetture in regime di corsa libera e tutto si svolse regolarmente. Dopo una procedura del genere noi commissari eravamo felicissimi per come avevamo gestito l'emergenza, mentre per radio giunsero l'applauso ed i complimenti della sala monitor. 

Per sempre in F1

A fine giornata mi ritrovai ad incrociare nel paddock il direttore di prova della massima formula Charlie Whiting. Quest'ultimo vide dalla mia pettorina che ero uno dei «pit marshals» e con cordialità ed educazione tipicamente inglesi mi salutò ringraziandomi per l'operato. Ne fui molto onorato e gli diedi appuntamento all’anno successivo. Non potevo saperlo, ma purtroppo per noi non ci fu un "next year" perché Imola sarebbe rientrata nel calendario mondiale solo dopo quattordici lunghi anni e Charlie ci avrebbe lasciato giusto dodici mesi prima del grande ritorno. Da allora però, ogni volta che un incidente in partenza ostruisce il rettilineo, la Safety Car accompagna le vetture in corsia box in ossequio ad una procedura ormai consolidata. Ed è bello pensare che, attraverso il miglioramento della sicurezza, qualcosa del nostro lavoro di commissari dell'Enzo e Dino Ferrari resterà per sempre nel Mondiale di Formula 1

Ultima modifica il Lunedì, 02 Novembre 2020 17:58