Locandina delle XII Olimpiadi Locandina delle XII Olimpiadi Fijkam

Storie Olimpiche - Tokyo 1940, le Olimpiadi mancate

Scritto da  Nov 12, 2020

Quella di Tokyo 2020 non sarà la prima edizione assegnata alla città giapponese a non venire celebrata nell’anno stabilito. Anche la XII Olimpiade del 1940 venne infatti annullata.

Fu la prima volta in cui un paese asiatico venne scelto per ospitare i giochi moderni, nonostante i molti dubbi fin dall’assegnazione. L’evento venne ignorato dal governo giapponese che preferì concentrare la propria attenzione su un altro fronte. Infatti, nel 1938, vista la concomitanza dell’evento con l’inizio del secondo conflitto sino-giapponese, Koichi Kido, consigliere dell’imperatore Hirohito, affermò: “Quando la pace tornerà a regnare nell’estremo oriente potremo nuovamente ospitare i Giochi a Tokyo e cogliere l’opportunità per mostrare al mondo il vero spirito giapponese”. L’organizzazione dei giochi venne così affidata a Helsinki, ma l’inizio della Seconda guerra mondiale nel 1939 costrinse il CIO ad annullare nuovamente l’edizione. 

Quest’anno la situazione è ben diversa, ma il risultato potrebbe essere lo stesso. Il nome resterà sempre Tokyo 2020 ma l’edizione è stata, per ora, rinviata di un anno. In Giappone le Olimpiadi sembrano davvero maledette. In caso la manifestazione non venisse ospitata dal paese nipponico l’economia del paese potrebbe  davvero risentirne: il mancato svolgimento dei giochi rischia di costare 3 miliardi di dollari, pari allo 0,2% del Pil nel terzo trimestre, a cui vanno sommati i 12,6 miliardi di dollari già spesi finora dal paese per le opere realizzate e tenendo conto che non rientrano in queste spese i duemila alloggi prenotati per gli atleti già venduti ai privati a partire dal giorno dopo la cerimonia di chiusura. Un danno potenziale da più di 20 miliardi che sicuramente porterà chi di dovere a pensarci bene prima di ricandidare la capitale giapponese per una nuova Olimpiade. 

Giacomo Placucci

Descrittivo: Studente di Scienze della Comunicazione, presso la facoltà di Lettere e Beni Culturali di Bologna, grande appassionato di calcio e di tutto il mondo che gli gira attorno. Sogno di diventare un giornalista sportivo.