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L'eredità di 'Re' Lewis Hamilton

Scritto da  Yuri Barbieri Nov 18, 2020

La storia dello sport è fortunatamente zeppa di campioni che hanno lasciato il segno. Quando si assiste alla nascita ed alla crescita di una nuova stella internazionale, spesso gli appassionati cominciano a dibattere su chi sia, su cosa faccia in campo sportivo e non, su cosa dica, su come si veste e, infine, sul fatto che sia o meno migliore di tutti gli altri assi dello sport che lo hanno preceduto.
Anche per il primo campione del mondo di Formula Uno black è stato così. Lewis Hamilton, per noi sportivi, è ormai una persona “di famiglia”. L’abbiamo visto perdere il mondiale nell’anno d’esordio per un solo punto, l’abbiamo visto vincere il titolo l’anno dopo ai danni di Felipe Massa, in un finale thrilling che ancora è scolpito nella memoria degli amanti di questo sport.
Poi il “pazzo” 2009, dove Ross Brawn con la sua BrawnGP sparigliò le carte con una soluzione tecnica adottata da poche altre squadre, la fase “calante” in McLaren dal 2010 al 2012 e l’arrivo in Mercedes. Una mossa per molti inspiegabile, diventata poi la chiave per entrare nella leggenda.

Sì, perché di questo si tratta. Che piaccia o no, con il suo settimo titolo e le sue 94 vittorie in F1, il britannico è entrato di diritto nel gotha dello sport automobilistico. Non è importante se sia il migliore della storia, dal momento che, nominarne uno, è un esercizio non di facile risoluzione. Bisognerebbe considerare i tempi diversi, le varie tipologie di automobili che si sono susseguite nel corso di settant’anni di storia della Formula 1 ed un numero spropositato di altre variabili. Una perdita di tempo inutile.

Ciò che è fondamentale è capire che cosa lascerà Lewis Hamilton allo sport e non solo. Perchè l’inglese è sì il dominatore dell’era contemporanea, ma anche un individuo che definirei uno e trino: pilota, personaggio e persona.
Sul pilota si sono spesi fiumi d’inchiostro e basta riguardare il GP della Turchia 2020, nel quale ha fatto suo il settimo titolo iridato con una vittoria magistrale, per capire di che campione delle quattro ruote stiamo parlando. Anche sul personaggio è stato detto di tutto. Hamilton è il pilota che fa sedere al volante della Mercedes il suo bulldog inglese, che veste in maniera improbabile (l’outfit rosa shocking visto ad Imola poche settimane fa ha causato ai presenti più di un imbarazzo di stomaco), oppure anche che con lo pseudonimo XNDA incide una canzone rap con Christina Aguilera. Per non dimenticare Abu Dhabi 2018, quando si tolse la parte sopra della tuta per mostrare alle centinaia di milioni di telespettatori il suo tatuaggio “Still I rise” sulla schiena. A dimostrare quanto fosse forte, anche e soprattutto mentalmente. In un’epoca in cui tanti hanno detto che alla Formula 1 mancano i personaggi come Hunt, Lauda, Senna, Hamilton non ha nulla da invidiare ai signori citati poc’anzi e lascerà immagini che porteremo nella memoria per i prossimi decenni.
Ho scritto anche persona. Non è affatto scontato che uno sportivo si spenda come fa lui per i grandi temi che circondano la vita di tutti noi. La lotta al razzismo, la lotta alle discriminazioni di qualsiasi tipo, il messaggio sulla sostenibilità ambientale e sull’impatto positivo del seguire una dieta vegana. Uno sportivo della sua caratura avrebbe solo da perderci, esponendosi in maniera forte su questi temi. Non è banale che un sette volte campione del mondo, dopo aver pianto di commozione e ringraziato il suo team, nel giro di rientro domenica scorsa abbia dedicato un pensiero alle nuove generazioni, dicendo loro di sognare in grande, senza porsi limiti.
Gli adulti di domani erano lì, davanti ai teleschermi. Ed hanno sentito quello che Hamilton ha detto a loro. Sono fermamente convinto che domenica stesse guardando quel giro percorso a bassa andatura anche quel bambino, o quella bambina, che tra vent’anni riscriverà i record della Formula 1 e che tornerà a farci discutere sul fatto se sia o no più forte di Hamilton, di Schumacher, di Senna o di Prost.

Questa è l’eredità che sta costruendo per tutti noi Lewis Hamilton, sia che condividiamo o meno le sue iniziative. Sta cercando di darci un campione di inestimabile valore nel suo settore, nonché un personaggio ed una persona di cui parlare, sul quale discutere e dal quale trarre ispirazione. Un suo predecessore, in questo, fu Ayrton Senna, le cui frasi emozionali sono scritte e trascritte ovunque, in tutto il globo.
Essere un personaggio a tutto tondo, che cerca di aiutare l’umanità attuale e chi verrà dopo di lui, non è poco. Quindi grazie, ‘Re’ Lewis Hamilton da Stevenage.

Ultima modifica il Mercoledì, 18 Novembre 2020 13:37