Giancarlo Minardi Giancarlo Minardi F1Sport.it

Minardi torna in pista

Scritto da  Claudio Fargione Dic 20, 2020

 

 

Formula Imola ha scelto: sarà Gian Carlo il nuovo presidente. Nel CDA anche Aldo Costa, ex direttore tecnico Ferrari

 

Già nell’Inferno dantesco le città di “Lamone e Santerno” si ritrovarono riunite in un unico verso, oggi si trovano legate da un unico personaggio che di nome fa Gian Carlo Minardi. L’assemblea dei soci di Formula Imola, la società di proprietà CON.AMI a cui l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari è affidato su concessione comunale, ha scelto il manager faentino quale nuovo presidente del consiglio di amministrazione dopo l’uscita di scena di Uberto Selvatico Estense.

UOMO DI SPORT Faentino, settantatré anni, Minardi è da sempre legato al mondo dell’automobile. Il nonno aprì negli anni Venti una delle prime concessionarie FIAT della Romagna, mentre il padre Giovanni creò nel 1948 una piccola vettura sport, la GM 75. Proprio dal genitore prematuramente scomparso Gian Carlo ha ereditato la vocazione sportiva che lo portò a creare nel 1972 la Scuderia del Passatore impegnata in Formula Italia. Per il sodalizio faentino, diventato Scuderia Everest, giunse presto la chiamata di Enzo Ferrari che aveva scelto di affidare alla squadra di Minardi una delle sue monoposto di Formula 1 per allevare i giovani piloti italiani. L’esperienza fu breve, ma il “Drake” assicurò al Minardi Team (il nome era mutato nuovamente) i suoi motori per la Formula 2 con incondizionata stima. Dopo la vittoria a Misano firmata da Alboreto giunse il momento del grande salto come costruttore nella massima formula. Era il 1985 quando partì la storia del Minardi Team conosciuto in tutto il mondo, quello capace di sfidare case storiche con mezzi economici inferiori ma smisurate passione e competenza.

MANAGER DI RANGO L’avventura in Formula 1 durò vent’anni in cui la Minardi veniva definita la “squadra simpatia” del mondiale, ma sarebbe riduttivo limitarsi a questa definizione.

Nell’arco di due decenni il team faentino ha portato all’esordio di numerosi talenti come Trulli, Fisichella ed Alonso ed altrettanti tecnici poi diventati “star” della progettazione in scuderie di vertice. Uno di loro viene da Parma, si chiama Aldo Costa e dopo l’esperienza in Ferrari ed il ruolo fondamentale nei successi Mercedes nella massima formula oggi è direttore tecnico della Dallara Automobili, altro fiore all’occhiello della Motor Valley. Costa è stato scelto come uno dei membri del nuovo CDA insieme ad Augusto Machirelli (ex direttore di CON.AMI), Susanna Caroli (commercialista) e Valeria Vignali (docente di Unibo). Una squadra del tutto nuova ma con solidi curricula che sarà guidata da un manager già capace di assicurare un solido futuro alla scuderia da lui creata. Ricordiamo infatti che dopo la cessione del 2001 all’australiano Paul Stoddart, che assicurò di fatto il mantenimento dell’assetto preesistente, il Minardi Team è stato rilevato dalla Red Bull a fine 2005 e trasformato prima in Toro Rosso, quindi in AlphaTauri giusto dodici mesi fa. La proprietà facente capo all’energy drink austriaco ha mantenuto il team nella sua storica sede ampliandola e rendendola di fatto la più grande industria faentina, come ama ricordare il fondatore con una punta di giustificato orgoglio.

L’ESPERIENZA IN ACI SPORT Lasciato il ruolo attivo in Formula 1, per Minardi è iniziata una seconda vita professionale dando vita alla Minardi Management, società che cura le carriere di giovani piloti dal kart alle formule gestita ora da Giovanni, figlio di Gian Carlo, coadiuvato da Giuseppe e Ferdinando, fratelli del “patron”. A questa attività si è affiancata quella di consulente per Aci Sport con un contributo fondamentale alla nascita delle Formula 4 e Regional. I suoi legami con ACI e la stima di cui gode nell’ambiente della Formula 1 hanno reso Minardi il profilo più adatto per succedere ad una figura carismatica come quella di Selvatico, a cui va riconosciuto il merito di avere riportato la massima formula in riva al Santerno a coronamento di un impegno lungo dodici anni. Adesso è il turno del manager faentino e dei suoi collaboratori, ad iniziare dal noto Aldo Costa. Le capacità della squadra scelta dall’assemblea dei soci sapranno consolidare la posizione di prestigio riconquistata dall’impianto? Le premesse sono le migliori visti anche gli stretti rapporti con l’Automobil Club nazionale e si guarda al futuro con ottimismo. Puntando con decisione a quella casella ancora libera tra le gare del Mondiale F1 2021.

Ultima modifica il Domenica, 20 Dicembre 2020 17:42