Formula 1 Virtual Series - Luca Salvadori: "E' un onore poter gareggiare contro piloti come Leclerc e Latifi" YouTube - Luca Salvadori

Formula 1 Virtual Series - Luca Salvadori: "E' un onore poter gareggiare contro piloti come Leclerc e Latifi"

Scritto da  Feb 13, 2021

Buongiorno cari amici di 1000 cuori Motor Valley, oggi abbiamo il piacere di parlare con Luca Salvadori, un tutto fare del mondo motor-sport: pilota professionista di moto, youtuber e pilota ufficiale Alpha Tauri per il secondo anno consecutivo per i Virtual GP di Formula 1.

Ciao Luca, partiamo dalle origini per rompere il ghiaccio e farti conoscere meglio ai nostri lettori: quando e come nasce la tua passione per i motori?

«Sono sempre stato un appassionato essendo nato in una famiglia dove i motori erano di casa. Mio padre ha una squadra corse che milita in formula 2 e formula 3, la Trident Racing, da quando avevo 11 anni; parlando di Motor Valley, la prima vittoria il team la ottenne proprio ad Imola con Gianmaria Bruni. Sono cresciuto gasato per le auto e le moto, il mio primo 50ino non faceva proprio i 45 orari da codice. Poi ho cominciato con i kart, ma tutto questo solo per divertirmi: mio padre non mi ha mai spinto in una determinata direzione, mi faceva semplicemente divertire. Il discorso gare è arrivato perché poi crescendo vuoi competere: a 17 anni sono passato dai kart alle moto, mentre a 19 ho cominciato a correre come professionista e da li via andare. Tornando ad Imola è una delle mie piste preferite: serve il pelo per andare forte lì».

Moto.it ti ha definito il primo pilota youtuber, Carlo Vanzini ti ha appellato come un “tutto fare” durante la diretta del virtual GP al RedBull Ring. Ma nel mondo sportivo, digitale e reale, cosa ti piace di più fare?

«Il mio dividermi su più fronti  nasce da un’esigenza: ho iniziato tardi nel mondo dei motori, a 19 anni sei già considerato vecchio e diventa più complicato camminare con le proprie gambe in un percorso sportivo. La svolta è arrivata a 24 anni e oggi riesco a fare della mia passione un lavoro: sono un professionista di questi sport per davvero non come il 95% di chi corre senza ricavarci abbastanza per vivere. Allora mi chiesi, qual fosse il miglior modo per vivere in questo mondo: la risposta fu questo mix di sport e media: sto collaborando con BMW da tre anni, con Pirelli, racconto della mia vita h24, corro in moto...».

Come fai a conciliare tutte queste attività?

«Secondo me posso fare questa vita fino a 36 anni, tra allenamenti, video, aziende che ti contattano, contratti: inizio a sbarellare un pochino,; mi vedo presto con un bel chiringhito sulla spiaggia se non voglio impazzire. Ma è quello che serve per far diventare una passione un lavoro. In più non sono uno che ama tantissimo stare sotto i riflettori, sembra strano dirlo, è nato proprio da un discorso di esigenza; le prime volte con delle telecamere in faccia mi sentivo uno scemo, poi ci si allena come in tutte le cose e si migliora. Poi le persone vogliono sapere sempre più cose di te e vogliono entrare nella tua vita, mi dico: “hai voluto la bicicletta? e mo’ pedala”».

Due anni fa i 100.000 follower su YouTube, oggi sono quasi triplicati. Fai video che descrivono la tua vita, dalla tua macchina alle tue gare. Perché il tuo format è vincente?

«Più che format vincente direi che faccia la differenza la persona. E’ ovvio che io non pensavo che con un format di nicchia, sulle mie gare, succedesse tutto questo: non era di certo il tipico format commerciale. Pensavo che giusto un appassionato potesse seguirmi, in quanti vanno in pista? 10.000? Oggi abbiamo video con milioni di visualizzazioni. Qualcosa è scattato. E come ti dicevo, per me conta il personaggio, è un po’ è difficile fingersi qualcun altro; bisogna proporsi per come si è: o fai successo o non fai successo. Parte del mio successo lo devo alla collaborazione con un mio amico, Alberto Naska. Alberto ha iniziato un anno prima di me: “Luca, è uno sbattimento ma buttati” è stato determinante, lo ringrazio per avermi spinto ad entrare in questo mondo. Tra di noi ci aiutiamo a vicenda, lui dandomi consigli come youtuber, ed io a lui come pilota; ognuno è cresciuto negli ambiti in cui aveva più lacune.

Dal punto di vista dei Virtual Gp, quest’anno è l’anno della tua conferma. Hai già gareggiato in Alpha Tauri nel 2020, portando a casa anche un 7° posto. L’ingaggio per la Scuderia fanetina com’è avvenuto? Ti sei proposto tu, ti hanno chiamato loro, hai dovuto vincere una competizione?

«Se non ricordo male chi mi contattò fu proprio Redbull Italia: “stiamo valutando un profilo come pilota italiano per gli Esports, potresti?” Gli risposi che dovevo pensarci, ma ero assolutamente disponibile. Su 8 Virtual GP ne disputai 3 o 4, sono quello che ne ha fatti di più per Alpha Tauri. Poi senza chiedere nulla, sono stato confermato per il campionato 2021 al fianco di Vitantonio Liuzzi. Penso che sia semplicemente bellissimo: una squadra italiana con piloti italiani. Gareggiare non è una cosa semplicissima, mi stanno uscendo gli occhi dalle orbite per quanto mi sono messo lì ad allenarmi, bisogna pur sempre tenere in alto l’onore!».

Nella prima gara al RedBull Ring hai chiuso nono, che esperienza è stata trovarsi  ruota a ruota con dei veri piloti di Formula 1? Ho letto che le hai date a Latifi!

«È veramente pazzesco vedere Latifi e cercare di sorpassarlo. Abbiamo fatto una lotta di 7 giri, risolta con uno stop ai box, ci sorpassavamo e ri-sorpassavamo. Essere li e vedere Lecler, a sinistra, Latifi a destra: sono proprio loro, non sono quelle etichette sopra delle macchine nei videogiochi. E’ abbastanza dimostrare che sei li a lottare con loro. Rimango impressionato dalle persone che mi seguono e mi mettono alla pari di questi mostri sacri, ma io corro in moto, questo è un mio diletto.. Il mio obbiettivo sarebbe innanzitutto quello di non fare una bruta figura, poi si può pensare a fare sempre più punti».

Il pilota che ti ha dato più la pelle d’oca a vederlo in pista accanto a te?

«Di sicuro Leclerc, è quello che ha attratto maggiormente i media, l’unione Ferrari-Leclerc ha avuto un bel impatto mediatico per questa disciplina. Per quel poco che ho potuto conoscerlo è un bravissimo ragazzo. Abbiamo fatto anche un gruppo Whatsapp di virtual-recing tra noi piloti per tenerci allenati. Leclerc mi ha anche aggiunto su Instagram: una persona che poteva farsi i cavoli suoi e invece ti cerca e ti segue perché abbiamo condiviso qualcosa insieme, per me è un segno di grande umiltà. Quando Leclerc è arrivato a fare la sua prima gara, ha avuto un picco di 80.000 persone al suo live, ha surclassato qualsiasi tipo di record. Incarna il ruolo del figliol prodigo dei Tifosi Ferrari.».

Ti sei sentito con Vitantonio Liuzzi? Mi chiedevo chi, in una situazione come questa, abbia dato più consigli all’altro: tu che di sicuro hai un approccio più dinamico ai videogiochi o lui che ha sulle spalle sei anni in F1?

«Sarò sincero, il compagno di squadra è il primo avversario! Scherzo, ci siamo aiutati sulle cose tecnologiche come il set del volante, modifica di molto la percezione della macchina; ho provato a dargli consigli su quanto imparato essendo entrato un po’ prima in questo mondo. Poi ognuno pensa più o meno a se e a fare il suo».

La Formula 1 virtuale ha fatto breccia nei tifosi?

«Qualcuno della vecchia guardia la considera un cavolata, ma è stato, ed è, un evento molto apprezzato. Pensa che su Twitch, quando c’è stato il primo Virtual GP, sono stato il più visto d’Italia in quel momento con 20.000 persone contemporaneamente sul mio canale. Allo stesso tempo Norris aveva 70.000 spettatori; Ci sono tanti investimenti dietro».

Ed i veri piloti come te, come vivono questa esperienza?

«I piloti ormai usano queste piattaforme per allenarsi, soprattutto dal punto di vista mentale. Io la prendo seriamente come se fosse una gara vera, mi vengono le farfalle nello stomaco nel pre-gara come nella realtà. E’ un buon modo per non far calare la tensione in questi mesi invernali, per tenere saldi gli interessi o come dico io “per non perdere la cazzima”, la fame della gara, quando torni in pista il problema non è essere in forma, è trovarti in bagarre».

Domanda a bruciapelo: se ne avessi la possibilità, meglio un anno in Moto3/Moto2 o in Formula1? In MotoGP non te lo chiedo perché non credo di metterti in difficoltà.

«Sinceramente? La Formula 1 pe un miliardo di motivi. Sono una persona pratica e cinica, non sono solo quello che fa il bel discorso. Ho provato una Formula 3, qualcosa che va al di fuori del comprensibile, uno non può capire cosa vuol dire guidare quei mezzi. MotoGP o Formula1? Non lo so, vivo le moto per quella emozione al limite della paura, le macchine mi danno più in divertimento: quando ti butti in mezzo a 40 moto a 320 all’ora c’è più rischio che a fare due traversi con una macchina (ho partecipato anche al rally di Monza). In conclusione, le auto sono il divertimento massimo per me, mentre le moto sono emozione, quindi si, sceglierei una Formula 1. Anche Valentino Rossi ai tempi era stato tentatissimo di passare in Ferrari, era il 2007 quando fece quei test, ma poi tracciò una linea: “dove sono più competitivo?”, se in quella Ferrari avesse creduto di esserlo di più o allo stesso modo che in Yamaha, sarebbe potuto approdare in formula 1».

Mi dicevi che stavi chiudendo dei contratti per l’anno prossimo, puoi rivelarci qualcosa?

«Ho resistito per 3 mesi, devo resiste ancora una decina di 10 giorni. Farò una presentazione in pompa magna tra un paio di settimane sui miei canali. Per ora no comment».

Grazie di tutto Luca, alla prossima

«Grazie a te Michael, ora torno ad allenarmi per il GP di domani»

Per chi volesse incitare Luca e l’Alpha Tauri potrà farlo domani in occasione dell’ultimo GP di queste Virtual Series di Formula 1. Luca proverà a fare filotto di punti dopo aver centrato la nona posizione al RedBull Ring e la decima a Silverstone partendo dall’ultima casella sulla griglia di partenza.

 

 

Ultima modifica il Sabato, 13 Febbraio 2021 19:25
Michael Mucci

La vita è come un sentiero avvolto dalla nebbia: devi avere il coraggio di cercare e prendere delle deviazioni.

Appassionato di viaggi, fotografia e Bologna FC. Sogno nel cassetto: diventare un Fotoreporter.