Michael Johnson al traguardo dei 200 metri ad Atlanta 1996 Michael Johnson al traguardo dei 200 metri ad Atlanta 1996 fonte immagine: wallpapertip

Storie Olimpiche - Atlanta 1996, cento anni di Olimpiadi tra gioie e dolori

Scritto da  Giu 01, 2021

Le Olimpiadi moderne compiono cento anni. Dalla prima edizione del 1896, all'edizione 1996, una storia incredibile fatta di leggende, imprese e, purtroppo, anche tragedie. L'Olimpiade di Atlanta è un sunto di tutte le emozioni che un'edizione dei Giochi può regalare agli appassionati e al mondo intero. Da Michael Johnson, protagonista assoluto dell'atletica leggera, fino alla tragedia dell'attentato nel Villaggio Olimpico.

UN SILURO – La scena dell'atletica venne completamente dominata da Michael Johnson. L'americano specialista dei 200 e 400 metri era l'atteso protagonista dell'intero programma. Dopo aver vinto i 400 metri, Michael Johnson vuole ribadire la sua superiorità nelle distanze più lunghe della velocità. Sui 200 metri, l’americano aveva già migliorato lo storico record di Pietro Mennea, portando da 19”72 a 19”66.
La finale dei 200 era dunque un momento attesissimo perché Johnson sarebbe potuto diventare il primo atleta della storia a vincere in un’Olimpiade su entrambe le distanze. Insidiato da Frankie Fredericks, l’americano si lancia nella gara di finale da superfavorito. La gara è un assolo del velocista, Johnson parte e vola subito in testa, nel rettilineo ha già staccato tutti. Un bolide, un siluro imprendibile, Johnson vola sulla pista di Atlanta con un tempo fantastico: 19”32. Johnson manterrà il record sui 200 per 12 anni, prima d’essere battuto da Usain Bolt riscrivendo ancora la leggenda.
Leggenda scritta nello stesso stadio da Carl Lewis, il Figlio del Vento vinse infatti ad Atlanta la sua quarta medaglia d’oro consecutiva nel salto in lungo. Un’impresa indelebile nella storia dei giochi olimpici e forse irripetibile.

L’ATTENTATO – Qualche giorno prima dell’impresa del velocista texano, l’Olimpiade aveva vissuto uno dei suoi momenti più tragici. Al Centennial Olympic Park, il suprematista bianco Eric Rudolph abbandona uno zaino in mezzo al villaggio olimpico. All’interno c’è una bomba. L’addetto alla sicurezza Richard Jewell, nel corso di una ispezione nella piazza centrale del villaggio lo individua e fa scattare frettolosamente le operazioni di evacuazione con l’obiettivo di permettere agli artificieri di disinnescare l’ordigno. Niente da fare, dopo appena 13 minuti, con le operazioni di evacuazione ancora in corso, la bomba esplode provocando una vittima e un altro centinaio di feriti. A morire sarà Alice Hawthorne, che era lì con la figlia tredicenne Fallon Stubbs. L’attentato provocò un’altra vittima, indiretta, un cameraman turco che morì di infarto pochi istanti dopo l’esplosione.
La vicenda e le indagini successive sono diventate oggetto di una pellicola cinematografica nel 2019, quando Clint Eastwood si concentrò su Richard Jewell, l’addetto alla sicurezza che individuò la bomba sotto la panchina del Villaggio Olimpico, inizialmente primo sospettato dell’FBI.

Stefano Francesco Utzeri

Studio Giornalismo all'Università di Parma inseguendo il mio sogno: raccontare lo sport e i suoi protagonisti. Nativo digitale sedotto dai Beatles e Marty McFly.