Carspillar – Lamborghini Countach LP5000S: la maggiorata

Scritto da  Lug 20, 2021

 

Una nuova stabilità

Dopo un periodo molto complesso sfociato nella gestione ad amministrazione controllata, gli anni Ottanta si aprirono con prospettive più rosee per la Automobili Lamborghini. I fratelli Mimran, giovani imprenditori francesi impegnati nel settore dello zucchero, rilevarono l’azienda della Motor Valley messa in liquidazione a poco meno di 4 miliardi di lire. Con nuove disponibilità economiche anche le attività di sviluppo poterono riprendere a pieno ritmo. In poco più di un anno infatti, oltre al lancio della Jalpa, arrivò anche la nuova versione della Countach: la LP5000S

Il nero rende ancora più cattiva la Lamborghini Countach LP5000S  (Italian Racing Club - sconosciuto)

Voglia di muscoli

Le esperienze sulle tre vetture di Walter Wolf avevano determinato gli aggiornamenti proposti dalla casa sulla LP400S, prima evoluzione della Countach originale. Tuttavia sugli esemplari nati a Sant’Agata non era stata riportata una delle modifiche più corpose sperimentate da Dallara per l’imprenditore austro-canadese: l’installazione di un motore di cilindrata maggiorata. Sulle LP400S i tecnici Lamborghini avevano preferito mantenere il collaudato 3,9 litri della prima versione della Countach: meglio non lasciare il vecchio per il nuovo con le relative incertezze e normali problemi di gioventù. Specie se la mancanza di risorse non avrebbe permesso una dovuta dose di collaudi atti a scongiurare possibili guai di affidabilità. Ma pochi anni dopo le possibilità erano ben diverse ed i tecnici della casa del Toro, guidati dal nuovo responsabile Giulio Alfieri, potevano finalmente osare di più.

Una Countach LP5000S con le tipiche portiere a forbice aperte (Davide Lonardi on Twitter - sconosciuto)

Modifiche mirate

Per la nuova evoluzione della Countach venne sviluppato un propulsore V12 di cilindrata elevata a 4.754 cc, mantenendo la distribuzione a due valvole per cilindro e l’alimentazione garantita dai consueti carburatori Weber doppio corpo. In questa versione la potenza sviluppata risultava di 375 CV DIN a 7.000 giri al minuto, con una coppia motrice ben più generosa rispetto al passato. Per sfruttare appieno questa qualità venne aggiornata la trasmissione con una scatola del cambio caratterizzata da rapporti più lunghi. La velocità massima era scesa a “soli” 290 km/h anche in conseguenza di un aggravio di peso (si era arrivati a 1.480 chilogrammi) ma ciò non rappresentava un problema: la vettura infatti risultava più guidabile e pronta in fase di ripresa. A completare gli aggiornamenti era arrivata anche l’installazione di una nuova accensione di tipo elettronico, novità assoluta per la Lamborghini. A non subire modifiche era invece l’estetica: praticamente invariata rispetto alla LP400S, rimaneva caratterizzata dai parafanghi allargati e dal generoso spoiler anteriore, mentre il voluminoso alettone posteriore restava un particolare a richiesta. La ragione era spiegata dalla stessa casa: esso svolgeva una essenzialmente ornamentale in quanto, a detta dei tecnici di Sant’Agata, la sua applicazione risultava non rilevante ai fini del comportamento dinamico della vettura. Era nata la Countach LP5000S.

La vista 3/4 posteriore e la colorazione grigio metallizzato mettono in risalto le linee spigolose della Countach LP5000S  (tedisgraphic)

L’ americana

Portata all’esordio sui listini nel 1982, questa evoluzione fu importantissima anche per una ragione commerciale. Fu infatti la prima versione di Countach omologata per la circolazione sulle strade statunitensi che garantiva uno sbocco commerciale decisivo per la Lamborghini. Un modello del genere, da sempre esuberante anche nell’aspetto, non poteva non ottenere consensi al di là dell’oceano anche tra clienti di una certa fama. Un esemplare di colore rosso con interni bianchi ed alettone posteriore venne infatti acquistato nel 1984 dal campione del mondo di Formula 1 Mario Andretti, evidentemente colpito dall’estetica e dalle doti della nuova nata della casa del Toro. A testimoniare che non si sia trattato solo un acquisto “di facciata” era il contachilometri della biposto, che segnava una distanza percorsa pari a quasi 18.000 chilometri. Insomma un utilizzo non proprio trascurabile! Di questa terza evoluzione di Countach vennero costruiti complessivamente 321 esemplari tra il 1982 ed il 1985, dei quali molti risultano ancora perfettamente funzionanti e reperibili. Ovviamente se siete appassionati con conti correnti di una certa mole. Altrimenti restano sempre gli esemplari offerti dai fabbricanti di automodelli...

Una Countach LP5000S "americana" si mostra in tutta la sua innata bellezza

Claudio Fargione

Imolese, vive da sempre a due passi dall’Autodromo e per questo da sempre gioca con le macchinine. Ingegnere meccanico per gli studi, ufficiale di gara per scelta, parla di tutto ciò che è automobilismo per passione. Si sente figlio della Motor Valley e la racconta per 1000 Cuori Rossoblu ma è di casa a Le Mans.